Un grande evento al femminile per testimoniare che l’etica conviene

women in ethics

Si è svolto a Milano il convegno “Women in Ethic Business”, organizzato dalla Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – FIDAPA BPW Italy in collaborazione con Aidda (associazione donne imprenditrici e dirigenti d’azienda

di Cristina Mazzani, giornalista

Un incontro che si è articolato in quattro giorni, per capire, attraverso seminari specifici ed eventi tematici, come il business possa e debba essere caratterizzato da valori importanti, per accertare che l’eticità conviene, rendendosi conto che la donna ha una marcia in più in questo senso.

B2B Women in Ethic Business, che si è svolto nel cuore di Milano, nella prestigiosa cornice del seicentesco Palazzo Cusani (dal 2012 sede del Comando Militare Esercito Lombardia) dal 22 al 26 giugno, è tutto questo e molto di più. È un grande convegno promosso e organizzato da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) – BPW (Business and Professional Women) Italy, in collaborazione con Aidda (Associazione donne imprenditrici e donne dirigenti d’azienda), che ha coinvolto tante realtà dalle Istituzioni e numerosi Ordini professionali per portare il dibattito davvero nel concreto dei mestieri.

“L’etica si deve declinare in quel che si fa quotidianamente, nell’attività lavorativa così come in politica. Per quanto mi riguarda, una delle sfide che ho raccolto in una realtà come la città metropolitana di Milano è quella della promozione economica, delle attività e del lavoro in questo momento difficile; parallelamente – e non meno importante – è la scommessa sulla salute, soprattutto femminile, perché purtroppo quando una famiglia ha problemi di lavoro, la prima a sacrificarsi a favore di altri componenti della famiglia è la donna”. In poche parole, nel saluto di Maria Rosaria Iardino, consigliera delegata di Città di Milano, sono state poste sul tavolo alcune delle principali tematiche che verranno riprese in queste giornate.

‘We can do it – Ce la faremo’ è proprio il motto che esprime l’impegno di FIDAPA, la Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari, un’associazione composta in Italia da 11.500 socie che appartiene alla Federazione Internazionale IFBPW (International Federation of Business and Professional Women), ampiamente rappresentata nel convegno grazie alle tante donne presenti provenienti da diversi Paesi.

La missione – in cui si inseriscono iniziative quali la manifestazione di questi giorni ma anche numerose attività sul territorio – è quella di valorizzare le competenze delle associate, incoraggiare l’impegno delle donne, esserne portavoce presso le organizzazioni e le istituzioni nazionali e internazionali, adoperarsi contro le discriminazioni e favorire rapporti di collaborazione.

“700 donne” ha dichiarato Laura Caradonna, presidente FIDAPA BPW Italy della sezione di Milano, aprendo i lavori “frequenteranno questo palazzo, portando la loro esperienza, testimoniando la propria capacità sul lavoro, presentando progetti di rilievo, ma anche semplicemente avendo la preziosa occasione di conoscersi tra di loro”.

“Le donne” ha sottolineato Anna Lamarca, presidente di FIDAPA BPW Italy “portano naturalmente un nota di eticità negli affari, determinano istintivamente un cambio delle regole quando arrivano al potere, allo stesso tempo devono essere in grado di non farsi consumare dal potere stesso, dalla mania di onnipotenza che troppe volte fa cadere in trappola i responsabili di aziende e istituzioni. Non è possibile condurre gli affari con l’ideologia del guadagno facile: è meglio preferire il far prosperare le aziende sul territorio e crescere rispettando i valori. Noi, come FIDAPA, guardiamo al futuro investendo sui giovani, portando avanti questa convinzione, con tante attività”.

Tra i progetti messi in campo in questo periodo vi è quello battezzato Spring Makers, un piano di crowdfounding (organizzato grazie alla partnership tra Laboratorio Alchemico, FIDAPA BPW Italy e Aidda) che mette in rilievo le potenzialità della creatività, realizzato in occasione di Expo 2015. Nello specifico, presso l’Hotel Klima Milano è stato allestito un grande spazio per esporre e valorizzare progetti, sia iniziative produttive all’insegna dell’innovazione e della sostenibility, sia d’arte e design.

“Il mondo è cambiato e sta cambiando” ha affermato con grande convinzione Yasmine Darwich, president BPW International “grazie a organizzazioni come la nostra, che compiono azioni concrete e non si limitano alle parole. Tra gli impegni principali che noi donne abbiamo vi è quella della formazione: siamo soprattutto noi all’interno della società ad avere la responsabilità educativa. Attraverso l’impegno associativo dobbiamo sostenerci in questo delicatissimo compito, non dimentichiamo che al momento il 50% della popolazione umana è madre dell’altro 50%…”.

“Noi di Aidda” ha continuato Franca Audisio, presidente nazionale Aidda “vogliamo proporre un nuovo modello di donna e società, in quest’ottica stiamo organizzando un importante convegno a Matera, il 9 di ottobre, al quale apriamo l’invito”.

“Proprio la collaborazione” ha aggiunto Amani Asfour, first vice president BPW International “tra le organizzazioni permette di lavorare a livello globale, di collaborare sulle grandi tematiche che riguardano più territori, a partire per esempio dalla disoccupazione. Se vi è una forte spinta dal basso è possibile incidere anche sul sistema legislativo. Il nostro impegno è allora quello di rafforzare l’organizzazione per promuovere sempre più iniziative, espanderci a livello internazionale, ma non per fare numero: alla quantità dobbiamo sempre preferire la qualità per aggiungere valore al proprio operato, proporre davvero servizi finalizzati a incrementare le capacità individuali”.

Adriana Mavellia, consigliera della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Milano, ribadendo che l’etica è conveniente perché mette al riparo dalla concorrenza sleale, ha ricordato il ruolo sempre maggiore che hanno le donne in campo imprenditoriale. Sono i numeri di Camera di Commercio a testimoniarlo: su 5 milioni di imprese quasi 1,5 sono condotte da donne. E se ancora troppo spesso queste imprese sono molto piccole, in realtà come Milano si iniziano ad affermare società di capitale al femminile, più strutturate e aperte alla crescita.

“Si tratta, soprattutto, di aziende di servizi; un settore dove, da un lato, c’è più spazio ma, dall’altro, è un comparto prediletto dalle donne perché sono in grado di applicarvi la propria creatività. Inoltre, sono convinta che le donne – proprio nel settore dei servizi – possano ricoprire un ruolo strategico per le loro abilità relazionali”.