Violenza di genere, azioni e strategie per contrastarla

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A Roma il convegno a cura dell’Associazione Genere Femminile

di Serena Selvarolo

Lunedì 25 maggio la Sala del Carroccio del Campidoglio ha ospitato il convegno finale del progetto “Contrastare la violenza di genere: azioni e strategie” che ha visto il coinvolgimento delle classi quarte e quinte dell’Istituto Magistrale Statale “Giordano Bruno” di Roma nello scorso mese di febbraio.

Al centro dell’iniziativa, patrocinata sia dalla Regione Lazio sia dal Consiglio Regionale, la volontà di sensibilizzazione su molteplici aspetti della promozione della parità di genere, come l’educazione alle differenze, l’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne, il contrasto di espressioni stereotipate che facciano prevalere la superiorità o l’inferiorità di un sesso verso sull’altro, la violenza, le discriminazioni e i pregiudizi a essi collegati.

Cotrina Madaghiele, Presidente Associazione Genere Femminile, ha moderato l’evento introducendo anche i saluti istituzionali dell’On. Francesco D’Ausilio, Consigliere dell’Assemblea Capitolina, che si è espresso sui dati della ricerca considerandoli un valido aiuto per contestualizzare e fare una ricognizione scientifica del fenomeno della violenza di genere. Proprio l’“approccio scientifico e l’applicazione sul territorio” rappresentano, secondo D’Ausilio, i plus del progetto portato avanti dall’associazione, concetti che trovano conferma anche nella legge regionale sulla violenza di genere, in fase di approvazione in questo periodo.

I lavori sono poi proseguiti con l’intervento della Prof.ssa Marina Asprella Libonati, Psicologa e docente di Scienze Umane al Liceo Giordano Bruno di Roma. “Differenze di genere: buone pratiche educativo – formative e cambiamento culturale” questo il titolo della sua presentazione.
“La nostra è una politica di apertura e disponibilità verso questi temi” ha affermato Asprella Libonati. “Quello che mi preme sottolineare è il tema della prevenzione alla violenza di genere, aspetto importante ma complesso da realizzare e che parte dalla conoscenza del fenomeno stesso, capire la sua entità per migliorare l’efficacia degli interventi. La sinergia tra l’educazione e l’informazione alla parità determina quello che può essere un reale cambiamento dell’approccio a tale problematica, è necessaria una rete d’interventi, una stretta sinergia tra tutti gli attori, scuola, famiglia, istituzioni, servizi socio-sanitari, etc.”.
Il Liceo Giordano Bruno annovera al suo interno tra i vari indirizzi anche il percorso delle scienze umane, dove il tema della differenze di genere trova uno spazio più profondo e articolato per aiutare a creare una sensibilità negli studenti al fine di far loro comprendere cos’è che determina il processo di costruzione dell’identità di genere. Si rende pertanto necessario realizzare percorsi e attività educative finalizzate all’incremento delle competenze e delle capacità nelle giovani generazioni che possano, nel futuro, andare a modificare gli atteggiamenti di genere nella società adulta. Tutto ciò, presso questo Liceo è reso possibile anche grazie all’attivazione, nell’ultimo triennio, di stage formativi che permettono l’incontro con realtà istituzionali e del territorio, su temi come, ad esempio, l’analisi della condizione femminile portato avanti anche attraverso incontri con il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Casa Internazionale delle Donne e il Centro Famiglie di Villa Lais a Roma.
L’approccio utilizzato per gli stage è il così detto “learning by doing” (imparare facendo), con le esperienze pratiche al centro del momento formativo, le quali potrebbero essere ulteriormente incrementate da quelle di alternanza scuola-lavoro applicabili, ad esempio, proprio ai servizi alla persona con un’attenzione particolare alla parità di genere.
Il reale cambiamento avverrà, secondo la Professoressa, solo quando ci saranno anche uomini a svolgere alcune tipiche professioni legate alla cura e ai servizi alla persona, oggi quasi esclusivamente ad appannaggio femminile, un reale cambiamento per i modelli di comportamento e atteggiamento sociale.

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A conclusione del primo intervento, la presentazione a “quattro mani” di due studenti del Liceo Giordano Bruno che hanno presentato gli esiti di una ricerca sulla disuguaglianza di genere nell’ambito del percorso di studi fatto dall’Istituto.

Il secondo intervento, dal titolo “Democrazia e rispetto delle regole” è stato a cura di Mario Rusconi – Vice presidente ANP (Associazione Nazionale Presidi). Con questo intervento Rusconi ha voluto porre l’accento sul rispetto tout court delle regole per una democrazia partecipata, dove il compito della scuola è soprattutto l’insegnamento di un linguaggio corretto, che dovrebbe essere però impartito non solo dai docenti ma anche dai presidi e dai genitori.
Uno dei compiti della scuola – ha aggiunto il Vicepresidente dell’ANP – dovrebbe essere quello di insegnare il linguaggio corretto con dolcezza, persuasione e fermezza. “Manca oggi la considerazione del valore sociale degli insegnanti” che si è perso nel correre dei tempi. Appare dunque fondamentale una formazione continua degli insegnanti che dovrebbero oggi avere conoscenze di pedagogia, psicologia, etc..

L’Aran, Agenzia per la Rappresentazione Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e i Sindacati, ha tolto dal 1997 l’obbligo della formazione per gli insegnanti creando uno stallo nel progresso dell’istruzione pubblica; Rusconi auspica dunque che “La buona scuola” ripristinerà tale obbligo permettendo così al corpo docenti di migliorare le proprie competenze, senza farlo gratuitamente ma con la giusta sovvenzione da parte dell’istituzione governativa, per una reale democrazia diffusa.
Anche l’intervento di Mario Rusconi si è concluso con la presentazione di un progetto, stavolta sul tema del Cyber Bullismo, portato avanti da tre studenti delle scuole medie (prima media) nato dall’iniziativa di etututorweb.it, giornale on line fondato da Rusconi e altri. All’interno di questo giornale è stata inserita anche una giovane redazione (eTutorYoung) in cui circa quindici giovani tra i dieci e i diciotto anni si riuniscono una volta alla settimana con l’obiettivo di creare la cittadinanza digitale tra i giovani, imparando ad utilizzare nel modo corretto le tecnologie, riconoscendo rischi e pericoli ad esse collegate.

Laura Moschini, Docente dell’Università Roma Tre, ha invece letto il fenomeno della differenza di genere da un punto di vista di retaggio culturale derivato dal Diritto Romano, che ha posto le basi per i modelli odierni fatti di stereotipi e pregiudizi.
Appare fondamentale, dunque, una corretta comprensione e valorizzazione dell’individuo con le sue differenze e tralasciare il falso modello dominante che oggi appare sempre più superato. Il vecchio modello – aggiunge Moschini – ci deve invece solo aiutare a riconoscere che determinati generi non compresi tra quelli maschili e femminili sono comunque rappresentativi di persone che come tali vanno valorizzate e rispettate.

Emanuela Droghei, Esperta di politiche di welfare, è intervenuta sull’argomento “Violenza di genere: dal territorio un nuovo welfare per educare alle differenze”. Droghei ha amministrato in tema di welfare il X Municipio della Capitale, tristemente noto per alcuni episodi di intolleranza e di violenza finiti sulle pagine dei giornali. In questo ambiente, la sua attività è risultata molto importante dal punto di vista degli interventi contro la violenza sulle donne. L’interrogativo che pone è che possiamo rispondere rispetto a questo fenomeno così devastante e virulento, anche per i nostri quartieri, non solo attraverso il lavoro di rete ma anche tramite l’implementazione dei servizi e la valutazione della loro utilità.
L’ultimo aspetto portato alla luce dalla Droghei è la necessità di dare forza e coraggio alle famiglie delle vittime di violenza perché ne denuncino gli autori. Questo è infatti il primo tassello per liberarsi dalla violenza stessa.

Infine, l’intervento di chiusura del convegno è stato a cura di Annabella D’Elia, Consulente Associazione Genere Femminile sulla normativa europea, la quale, attraverso la sua presentazione, che alleghiamo all’articolo, ha affrontato la tematica del confronto europeo sulla normativa specifica riguardo la violenza di genere.

pdf Scarica le slide sulla normativa europea in merito

pdf Scarica le slide sul progetto che ha portato al convegno