La pubblicità su Facebook fresca di giornata

americo-bazzoffia

La comunicazione d’impresa sui social networks: tra strategia, ironia e attualità

di Americo Bazzoffia, libero docente universitario e consulente in comunicazione strategica integrata

Facebook è un virtuale luogo di svago e divertimento, un luogo dove trovare e ritrovare amici e conoscenti, un luogo dove chiacchierare, commentare e criticare, un luogo dove ci si confronta o dove ci si smarrisce come il protagonista del racconto del 1840 di Edgar Allan Poe “L’uomo della folla”.

A tal proposito quando si parla di Facebook vien subito da pensare alla sterminata folla di iscritti: quasi 1,3 miliardi di utenti, praticamente la seconda nazione al mondo dopo la Cina. E in generale per definire Facebook basti pensare ai grandi numeri che produce: 829 milioni è il numero di persone che utilizza Facebook su base giornaliera; 12 miliardi sono i messaggi inviati ogni giorno tramite Facebook; 40 minuti sono il tempo medio che ogni utente ci trascorre ogni giorno; 1 miliardo sono le ricerche giornaliere effettuate su Facebook (Fonte: Facebook Facts and Statistics 2014 citato da jeffbullas.com). Un luogo così, un “villaggio globale”, dove ci si incontra e si vive, e dove la socialità nella sua accezione fatta di conversazione “facebook to facebook“ e il passaparola degli amici costituisce il fondamento stesso del social network. E’ chiaro che questo luogo fondato sulla condivisione delle informazioni, sulla sollecitazione verso l’osservazione e l’azione, sul traffico di contenuti mirati diventa l’Eldorado per le imprese che vogliono fare pubblicità targettizzata a basso costo. Non stupisce quindi che circa 30 milioni di aziende abbiano una Fan Page su Facebook e che 1,5 milioni di aziende investe in annunci su questo social media (Fonte: Facebook Facts and Statistics 2014 citato da jeffbullas.com ).
In particolare Facebook si configura come uno strumento per le aziende che permette di:

  • ascoltare i clienti dell’impresa permettendo di rispondere con effficacia ai loro bisogni;
  • interagire direttamente con i clienti, “umanizzando” il brand;
  • fidelizzare la clientela costruendo con essa un relazione quotidiana e profonda;

ed infine 

  • entrare in contatto con migliaia di potenziali nuovi clienti grazie alla pubblicità e al passaparola.

Compreso ciò Facebook, che inizialmente era stato ideato per facilitare i contatti tra gli studenti di Harvard, sta sempre più affinando gli strumenti che consentono alle imprese di farsi conoscere. Al contempo anche le web agency – con le esperienze che si stanno sempre più stratificando – elaborano messaggi sempre più mirati, raffinati ed efficaci.
Vediamo innanzitutto gli aspetti legati agli strumenti utilizzabili dalle aziende.
Le storie sponsorizzate. Le storie sponsorizzate che appaiono come post che t’informano che uno dei tuoi amici ha cliccato “Mi piace” su una determinata pagina aziendale di Facebook. Le Storie Sponsorizzate sfruttano al massimo le relazioni che ci sono tra i fan di una determinata pagina Facebook, creando una sorta di passaparola naturale.
La pubblicizzione dei singoli post pubblicati. Si chiamano Promoted Post e non sono altro che i tuoi stessi post messi in evidenza. Bastano pochi euro e qualche click per comprare un numero significativo di visualizzazioni (tra i tuoi fan, i loro amici o presso categorie di utenti Facebook da te targettizzati) che altrimenti non raggiungeresti.
Le inserzioni pubblicitarie. Le inserzioni pubblicitarie visibili principalmente nella colonna destra della pagina Facebook degli utenti, sono veri e propri annunci commerciali che consentono di raggiungere un pubblico specifico selezionato in base a età, sesso, localizzazione geografica, situazione sentimentale e interessi dichiarati.
Questi strumenti utilizzano lo straordinario e immenso patrimonio di dati che Facebook raccoglie e che ogni utente di fatto rilascia completando il proprio profilo con i propri dati e le proprie passioni. Ma per far vivere una pagina, cliccare un post o un annuncio, condividere un’immagine, occorre qualcosa di più di un data base. Occorre un guizzo creativo, un’idea strategica, un messaggio semplice ed originale che assecondi il naturale spirito ludico dell’utente di Facebook.
Nella comunicazione pubblicitaria su Facebook negli ultimi tempi, su questo social network stiamo vedendo di tutto. Gli imprenditori e i consumatori devono comprendere che la fase sperimentale che stiamo vivendo è paragonabile a quella rappresentata dal Carosello degli anni ’50 per la pubblicità televisiva. E’ quindi impossibile già ora definire regole in assoluto valide, generali e paradigmatiche. Ciò che possiamo fare è osservare silenti, misurare e, al massimo, descrivere questa forma pubblicitaria in divenire.

barilla-pubblicita-su-facebookE’ proprio con tale animo che desidero evidenziare una forma di pubblicità su Facebook che risulta particolarmente efficace. Si tratta di messaggi pubblicitari (che pur promuovendo un prodotto o un servizio) sono legati sempre a temi e argomenti di attualità giornalistica: queste tematiche vengono però sempre trattate con un linguaggio ironico e scherzoso, assecondando e strizzando l’occhio al “bambino”, allo spirito ludico, insito nell’utente medio di Facebook e sfruttando la velocità del mezzo (dalla combinazione della semplicità nell’esecuzione del messaggio effettuato con la computer graphic con la rapidità del passaparola di Facebook) diventano dirompenti squarci di ingegno ed ironiche Polaroid del tempo presente. E’ il caso della campagna su Facebook di Barilla legata ai Mondiali di Calcio 2014 dove dando il “bentornati” agli 11 giocatori della nazionale italiana – rappresentati nel post come 11 rigatoni – ci rammenta che uno, Chiellini, è tornato “assaggiato”.

ceres-greciaPiù recentemente anche la birra Ceres ha intrapreso questa modalità di comunicazione su Facebook propagandando i suoi prodotti traendo spunto da momenti di attualità presenti sulle principali pagine dei quotidiani con un linguaggio arguto ed ironico.

E’ il caso della campagna Facebook in cui si esortava l’occidente a rammentare di quante cose sia debitore alla Grecia e più recentemente l’ammonimento in tono “pseudo-scientifico” inviato alla NASA dopo la notizia della scoperta del nuovo pianeta in cui grazie all’acqua potrebbero essere presenti forme di vita simili alla terra.

Non possiamo sapere se questa sarà il futuro trend della pubblicità sui social, ma certamente il linguaggio di queste pubblicità sono “giovani promesse” della comunicazione d’impresa che non vogliamo, non dobbiamo e non possiamo sottovalutare.