Opportunità di formazione con Expo

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di Mariangela Giusti, Docente di Pedagogia interculturale all’Università degli Studi Milano-Bicocca

In questa rubrica ci occupiamo del fatto che l’educazione e la formazione riguardano tutti gli aspetti della nostra vita. Ciascuno di noi si educa e si forma non solo nei luoghi formali dell’educazione, ma anche attraversando le città, guardando le vetrine, riflettendo su ciò che accade. Ogni articolo di questa rubrica ha affrontato un aspetto particolare, ma non si è ancora fatto riferimento a Expo, cioè a quanto l’Esposizione Universale di Milano (aperta dal 1 maggio al 31 ottobre 2015) possa essere un’occasione di formazione. Expo è una grandissima manifestazione incentrata sul cibo, sulla ecosostenibilità, sulla lotta allo spreco alimentare ed è anche una irripetibile opportunità culturale. Ogni giorno all’interno dei padiglioni nella vastissima aera Expo ci sono decine e decine di eventi di tutti i tipi, che mettono alla prova le tante persone presenti e forniscono sollecitazioni, spunti, suggerimenti. Ma in questo nostro contributo vorremmo fare qualche riferimento a ciò che (proprio grazie a Expo) la città e l’interland ha preparato per i turisti, per i visitatori e per gli stessi milanesi, minori e adulti. 

Come prima cosa, dobbiamo ricordare che negli scorsi mesi sono state organizzate per Expo due grandi mostre, entrambe tese a rivalutare il rapporto Uomo/Terra. Nel primo caso (“Arte lombarda dai Visconti agli Sforza”) i curatori hanno inteso mettere in evidenza la persistenza nel corso dei secoli delle espressioni culturali e artistiche nate e sviluppatesi nel territorio lombardo; nel secondo caso (“L’uomo e la terra”, 47 opere di Vincent Van Gogh centrate sul tema) la mostra ha rappresentato un’occasione per approfondire, attraverso gli occhi dell’artista, il complesso rapporto tra gli esseri umani e la natura che li circonda. Entrambe le mostre sono terminate, ma hanno visto un numero elevatissimo di visitatori.

Un’altra importante opportunità di formazione collegata a Expo è il progetto “Milano da vedere”, sviluppato attraverso un sito web che rappresenta un accesso privilegiato per coloro che (milanesi o stranieri) vogliono scoprire e/o riscoprire le bellezze artistiche e storiche che la città nasconde spesso anche a se stessa. Prenotandosi attraverso il sito, le persone possono partecipare a un tour dedicato a particolari aspetti poco noti della grande città (le botteghe storiche o i resti dell’antica Mediolanum, per esempio). In effetti, per le vie della città, in particolare nella cerchia dei navigli ma non solo, i resti visibili di un passato glorioso e travagliato raccontano le loro storie, che turisti e milanesi possono (ri)scoprire. E così gli esperti di questa associazione propongono itinerari virtuali (sfruttando le potenzialità che internet mette a disposizione) e reali, con dei tour organizzati, per le vie, i palazzi e le chiese meneghine. Come è facile immaginare, sono percorsi che vanno oltre i ricordi da cartolina: il Duomo, il Castello Sforzesco, il Cenacolo vinciano, Brera, nella loro grandiosità e bellezza, rappresentano solo una parte di ciò che la città e il suo territorio nascondono. Dunque partecipando a questi tour le persone hanno l’opportunità di vivere una serie di momenti per conoscere oltre che per vivere la città in un modo diverso rispetto a quanto Milano è conosciuta; non solo la Milano della moda e della finanza, caratteristiche degli ultimi trent’ anni, ma la Milano cristiana, romana, viscontea e sforzesca : i racconti degli ultimi duemila anni, la storia che sta dietro la Milano di oggi. Si tratta di un’opportunità pensata per coloro che saranno a Milano per Expo, ma è dedicata a tutti.
Un’altra opportunità formativa importante è la La riapertura dei Navigli, grazie al lavoro di professionisti e esperti, coordinati dal Politecnico di Milano. Si tratta di un progetto ambientale, paesaggistico e di recupero dell’identità storica di Milano città d’acqua; è anche una sfida nel segno della vivibilità e della sostenibilità che fa seguito, dopo quasi quattro anni, ai risultati del referendum sulla riapertura dei Navigli (indetto nel 2011).

Soprattutto per i ragazzi delle scuole superiori, guidati dai loro insegnanti, sarà importante sottolineare la rilevanza territoriale del sistema dei Navigli: dal nord-est della città, dove il Naviglio Martesana è ancora aperto, verso il centro di Milano, dove ritrova il tracciato della storica Cerchia sul versante orientale, sino alla Darsena per ricongiungersi ai Navigli Pavese e Grande. È stata analizzata la fattibilità degli interventi sotto il profilo architettonico, viabilistico, trasportistico, oltre che geologico, idrogeologico e idraulico. E così il Il 26 aprile 2015 i milanesi e i turisti sono tornati a rivedere l’acqua nella Darsena: dal 2004 il bacino era rimasto a secco, cioè da quando erano iniziati i lavori per la costruzione di un megaparcheggio che poi non era stato costruito. Ora la Darsena è diventata una zona di passeggio: dal nuovo mercato comunale si arriva al nuovo ponte per collegare viale Gorizia a viale D’Annunzio. Lungo il percorso ci sono panchine, bar, luoghi dove stare. Sono tornati anche i barconi che percorrono i Navigli.

Più formativo di così…