Pubblicati i Principi di valutazione del “Sistema imprese” Italia

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L’OIV (Organismo italiano di valutazione) ha pubblicato i principi di valutazione, che entreranno in vigore dal 2016, attraverso i quali si appurerà la qualità e la trasparenza dei nostri mercati

Ci sono voluti tre anni ma ora i PIV (Principi italiani di valutazione) sono stati emanati e definiscono i vincoli che i professionisti sono tenuti a rispettare nella valutazione di aziende, strumenti finanziari, immobili, impianti, macchinari, marchi, brevetti ecc..

Con questa emanazione, l’Italia finalmente si allinea ai Paesi più avanzati, quali Usa, Germania, Canada, Giappone, Cina, Hong Kong e Singapore. Altri Paesi, come Francia e Regno Unito, fanno uso dei soli principi internazionali (IVS – International valuation standards), il cui livello di dettaglio è però piuttosto basso.

“I principi di valutazione sono uno dei pilastri del buon funzionamento dell’economia reale e del mercato finanziario” afferma il presidente dell’Oiv, Luigi Guatri. “La loro funzione è accrescere la fiducia degli utilizzatori finali delle valutazioni, che non sono necessariamente i committenti”.

I principi italiani di valutazione, oltre a coordinarsi con quelli internazionali, approfondiscono le valutazioni legali prescritte dal nostro Codice Civile e hanno perciò una maggiore capacità di vincolare l’operato dell’esperto.

“L’esperienza dei Paesi che hanno emanato principi nazionali” chiarisce il vicepresidente dell’Oiv, Piergaetano Marchetti, “insegna che, con la loro introduzione, l’affidabilità delle valutazioni aumenta drasticamente, perché si riduce la dispersione dei possibili risultati delle valutazioni”.

A differenza degli Stati Uniti, dove i principi di valutazione sono stati emanati su pressione delle autorità di vigilanza e del governo all’indomani della crisi delle casse di risparmio degli anni ’80, in Italia si è seguito un processo bottom-up, stimolato dalle quattro associazioni di professionisti (Aiaf, Associazione italiana degli analisti finanziari; Andaf, Associazione nazionale dei direttori amministrativi e finanziari; Assirevi, Associazione italiana dei revisori contabili; Cndcec, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili) e dalle due istituzioni sensibili al bene pubblico rappresentato dalla fiducia nei confronti delle valutazioni (Università Bocconi e Borsa italiana), che hanno dato vita all’Oiv.

I Piv pubblicati oggi entreranno in vigore il 1° gennaio 2016, affinché gli esperti di valutazione abbiano il tempo di analizzarli e adeguare i processi.
Da tale data chi utilizzerà i Piv in una valutazione sarà tenuto a dichiararlo, consentendo così una più agevole attività di controllo, e il loro mancato utilizzo dovrà essere, in qualche modo, giustificato di fronte alla comunità professionale di riferimento.

Per leggere i principi si deve accedere al sito della Fondazione.

(D.M.)