Siglato in Emilia Romagna il Patto per il Lavoro

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Un’intesa fra Istituzioni locali, università, datori e sindacati grazie al quale verranno messi a disposizione 15 miliardi di euro nei prossimi 5 anni allo scopo di dimezzare la disoccupazione entro il 2020

Siglato il 20 luglio 2015 presso la Regione Emilia Romagna, il Patto prevede che i firmatari realizzino – in collaborazione – linee strategiche, strumenti e azioni per generare sviluppo. Nell’arco di 5 anni verranno creati, grazie alle risorse messe in campo, 120.000 nuovi posti di lavoro che porteranno la disoccupazione al 4,5% (ora è circa il 9%), mantenendo una forte attenzione alla questione della legalità.

All’atto della firma, il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha dichiarato: “abbiamo dimostrato che la velocità con cui si realizzano i provvedimenti può anche coincidere con la condivisione delle parti sociali”.

Ma cosa si stabilisce nel Patto?

Il documento, dopo aver individuato gli ambiti di sviluppo, propone i relativi interventi prioritari tenendo in considerazione il rapporto con le persone, con la comunità, le imprese, i territori, senza dimenticare i fattori legalità e semplificazione. I punti sono i seguenti:

  • Persone e lavoro, con la creazione di un’Agenzia regionale per il lavoro e rafforzamento del sistema educazione – formazione – lavoro, che possiamo definire ER dual Education. 
  • Comunità e lavoro: con il nuovo welfare e i nuovi lavori sociali, il terzo settore e l’autorganizzazione sociale. 
  • Sviluppo, imprese e lavoro: attraverso l’internazionalizzazione, l’attivazione della Legge regionale 14/2014, l’innovazione, la qualità e il rafforzamento competitivo del sistema produttivo, nuove imprese e sviluppo delle competenze; 
  • Territorio e lavoro: qualità del territorio e investimenti in particolare attraverso un piano per la sicurezza e la manutenzione del territorio- a partire da un nuovo piano regionale per “una regione senza amianto” – un piano per la casa, un piano per la mobilità e un piano per l’edilizia scolastica. 
  • Legalità e lavoro: contrastare ogni tentativo di infiltrazione nell’economia legale da parte della criminalità organizzata e la negazione di diritti fondamentali nel lavoro, agendo su appalti, anticorruzione e gestione dei beni sequestrati e confiscati.
  • Semplificazione e lavoro: avviato il processo di riordino istituzionale, la Giunta ritiene di dotarsi di una task force per realizzare, anche attraverso il confronto con le parti sociali, la semplificazione normativa e l’efficientamento organizzativo.

Infine per quanto riguarda la legalità, essa viene messa al centro in ogni ambito e in particolare in ogni relazione di lavoro.
Per la crescita, che si basa sulla capacità di stimolare investimenti in grado di generare nuova occupazione, è fondamentale – si spiega nell’accordo – l’azione di riordino istituzionale, efficientamento organizzativo e semplificazione normativa già avviata dalla Regione, ma che andrà stesa all’intero assetto istituzionale presente nell’ambito regionale.

Le cifre

La Regione nel prossimo quinquennio (2015-2020) mette in campo per il lavoro, lo sviluppo del territorio e la coesione sociale oltre 15 miliardi di euro. Per le politiche dedicate direttamente al lavoro, allo sviluppo delle imprese e della cultura imprenditoriale nonché alla qualità e sostenibilità del territorio, la Regione mobilita risorse strutturali per circa 3,2 miliardi.
Si tratta di buona parte delle risorse dei Fondi europei gestiti attraverso i Programmi operativi regionali del Fesr, Fears e Fse e del Fondo garanzia giovani (Yei) per circa 2,1 miliardi, ai quali si sommano le proprie risorse regionali aggiuntive (240 milioni) e le risorse nazionali (circa 900 milioni di euro).

I primi interventi

I primi interventi previsti dalla Regione riguardano il Piano integrato Fesr e Fse per le alte competenze per la ricerca e il trasferimento tecnologico. Sarà inoltre avviato il Piano straordinario per affrontare l’emergenza occupazionale di disoccupati, cassaintegrati e persone in mobilità del settore dell’edilizia, con una dotazione 3,6 milioni del Fondo nazionale per le politiche attive. Verrà anche sottoscritto un accordo con una multiutility del territorio nell’ambito di Garanzia Giovani.

La dichiarazione del Presidente di Confindustria Emilia Romagna

Il 20 luglio Maurizio Marchesini, Presidente di Confindustria Emilia Romagna, ha divulgato una propria dichiarazione riguardante il Patto per il Lavoro.
Eccola di seguito:

Per Confindustria Emilia-Romagna il Patto per il lavoro è il segno di una rinnovata volontà collettiva dell’Emilia-Romagna, delle sue Istituzioni e delle sue componenti produttive, di puntare con decisione allo sviluppo dell’economia e dell’occupazione, con strategie e scelte innovative e risorse adeguate. Si tratta di un riferimento strategico comune, un richiamo alla fiducia, una conferma del valore della coesione sociale e dei valori fondanti la nostra comunità regionale.
Non è banale l’esplicito riconoscimento alla base del Patto che una buona occupazione deriva solo da una solida e continuativa crescita economica e dalla presenza di un’industria competitiva e internazionalizzata. Lo sguardo al futuro, la capacità di intercettare l’evoluzione dei fattori competitivi, la valorizzazione degli investimenti, la modernizzazione delle condizioni di contesto richiamati dal Patto tracciano una positiva e interessante direzione di marcia in cui l’industria si riconosce, in quanto, se perseguita con coerenza, capace di concretizzare il binomio crescita-lavoro, a partire dalla centralità dei temi dell’innovazione tecnologica e della diffusione della conoscenza e delle nuove competenze.
Voglio in particolare sottolineare alcuni temi che, per il loro significato etico o innovativo, imprimono un segno distintivo a questo Patto.
Primo fra tutti quello della legalità, che vede gli imprenditori della regione in prima linea nell’impegno contro i tentativi di infiltrazione e di condizionamento delle attività economiche da parte della criminalità organizzata. Il ventaglio di azioni previste dal Patto deve portare ad un contrasto reale, e non solo formale, di ogni forma di deviazione dalle regole e dai principi di legalità, regolarità, qualità, trasparenza, a partire dalla prevista specifica regolamentazione regionale degli appalti pubblici nei vari settori economici.
Un secondo tema, vero nodo non più rinviabile affrontato da Patto, è quello di una diffusa innovazione e modernizzazione degli assetti istituzionali, organizzativi e di funzionamento della Regione, delle sue partecipate, delle Aziende Sanitarie, degli Enti locali. Da essa l’industria si attende concreti e rapidi effetti di efficientizzazione, di contenimento della spesa pubblica, di riduzione della presenza pubblica nell’economia e nei servizi pubblici, di effettiva apertura alle imprese private, specie nel settore digitale, sanitario, del collocamento e del welfare e soprattutto, di una indifferibile azione di diffusa semplificazione normativa e regolamentare.
Gli imprenditori industriali considerano queste condizioni indispensabili per realizzare l’obiettivo condiviso di un’economia forte, aperta, sostenibile e globale, incentrata sullo sviluppo della manifattura avanzata e sulla promozione degli investimenti e dell’attrattività della nostra regione e del suo territorio.
Ad esse devono naturalmente aggiungersi le infrastrutture, da troppo tempo attese e rinviate, per garantire all’Emilia-Romagna un sistema moderno di mobilità, su cui sono urgenti decisioni coraggiose e lungimiranti, non condizionate da contingenze politiche o elettorali.
Confindustria Emilia-Romagna ha partecipato attivamente e con convinzione alla costruzione di questo Patto, che propone nuove visioni e nuovi traguardi alle Istituzioni, alle Forze politiche, alle componenti produttive e del lavoro, così come nuovi rapporti, più costruttivi e collaborativi, tra Regione e Forze produttive e tra queste e le Forze del lavoro.
Del resto l’impegno e la corresponsabilità politica assunti con la sottoscrizione del Patto sono declinati e rafforzati dalla previsione di un confronto preventivo sui contenuti delle principali azioni e provvedimenti finalizzati alla sua attuazione.