Indagine CNA: il boom dei voucher lavoro

buoni lavoro

I buoni lavoro, di cui il nostro giornale si è occupato spesso, negli ultimi 6 anni sono stati utilizzati da milioni di italiani: nel 2014 il loro numero è aumentato di 129 volte. A usufruirne, soprattutto le donne

Secondo un’indagine realizzata dal Centro Studi CNA (Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccole e Media Impresa) su dati Inps, i buoni lavoro hanno avuto un vero boom nel 2014, con 70 milioni di voucher utilizzati, soprattutto dalle donne.
In particolare, l’uso dei voucher è salito in modo costante da quando sono stati messi in circolazione, nel 2003, ma negli ultimi tre anni c’è stata un’impennata fino a toccare i dati record del 2014.
Nello scorso anno dunque il numero di voucher e le relative ore lavorate equivale a circa 33mila posti di lavoro a tempo pieno. Si tratta – come afferma la CNA – di “una crescita a razzo” dei voucher che nel 2012 erano stati 23,817 milioni e che pochi anni fa, nel 2008, erano a quota 535mila.

La particolarità è però che è nell’arco degli ultimi anni il profilo di chi presta lavoro grazie ai voucher è cambiato: nel 2008 quattro su cinque erano maschi di età media 61 anni mentre le poche donne avevano un’età media di 56 anni; nel 2014 le donne hanno superato gli uomini in numero, rappresentando il 52% del totale e anche l’età si è notevolmente abbassata, arrivando per gli uomini a 38 anni e per le donne a 34.
Nel mercato del lavoro insomma sono entrati finalmente i giovani e soprattutto le giovani, che in 6 anni sono cresciute di ben 97 volte, mentre gli uomini si sono fermati a 25 volte.

Nei sei anni presi in considerazione dallo studio, a usare di più questa formula è stata la Lombardia (26,5 milioni di buoni lavoro), seguita da Veneto (23,2 milioni), Emilia-Romagna (19,8 milioni), Piemonte (15 milioni) e Friuli-Venezia Giulia (11 milioni).
La media nazionale è di 6,4 voucher a italiano in età lavorativa.

Il settore per il quale viene utilizzato di più il voucher è quello del commercio (18,2%) seguito dai servizi (14%), il turismo (12,3%), le manifestazioni sportive (9,1%) e il giardinaggio e pulizie (7,6%) senza dimenticare le attività agricole (7,3%) e – ultimo – il settore dei lavori domestici con il 2,6%.
Una grossa percentuale di voucher, pari al 28%, viene utilizzata per settori di attività indefiniti dall’Inps (“Altre attività”).

Negli ultimi 6 anni, quelli della crisi, presi in esame dallo studio della CNA, i voucher hanno rappresentato dunque un’ancora di salvezza per molti lavoratori. Ne sono stati utilizzati 162,136 milioni. “Il bono lavoro” spiega la CNA “è molto importante perché offre ai giovani l’opportunità di un’esperienza lavorativa, sia pure di breve durata” risolvendo però l’ostacolo principale all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: “l’assenza di un sistema di collegamento tra domanda e offerta di lavoro costituisce, senza dubbio, il maggiore ostacolo all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro” aggiunge la CNA specificando che il voucher rappresenta uno strumento tule e flessibile per permettere a domanda e offerta di lavoro temporaneo di incontrarsi e accordarsi con patti chiari. “Il voucher consente inoltre all’imprenditore di saggiare le qualità e le attitudini dei giovani”.

Ricordiamo che i voucher, o buoni lavoro, possono essere acquistati da cittadini e imprenditori direttamente dai tabaccai oppure sul portale dell’Inps. Sono strumenti che offrono la possibilità a chiunque di ottenere una prestazione lavorativa temporanea in caso di bisogno senza ricorrere al lavoro nero, poiché i voucher sono comprensivi di tutto: assicurazione, previdenza, tassazioni.

(D.M.)