La povertà è sessista

ragazzina che zappa la terra

Una campagna di ONE, organizzazione internazionale co-fondata da Bono Vox (U2), per far capire quanto è importante dare maggior valore alle donne, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il fine è quello di investire nell’empowerment femminile

di Daniela Molina, giornalista

Una organizzazione internazionale sostenuta da 6 milioni di membri che condividono lo stesso obiettivo: porre fine alla povertà estrema; una campagna di sensibilizzazione e advocacy; un anno importante per gli appuntamenti mondiali previsti (conferenza Onu per riscrivere gli Obiettivi di sensibilità del Millennio, conferenza sul clima a Parigi, ecc.). Questi sono gli ingredienti principali che hanno ispirato l’organizzazione One nel lanciare “La povertà è sessista”, che ha preso spunto dal nome del rapporto che alleghiamo all’articolo. Si tratta di una raccolta di firme, una petizione internazionale online che invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a firmare per stimolare lo sviluppo di una mentalità sana in ogni nazione, che faccia comprendere come il ruolo delle donne sia fondamentale per lo Sviluppo globale.

I dati del rapporto ci mostrano un mondo in cui la discriminazione fra uomini e donne a livello lavorativo, sociale, culturale ed economico è ancora fortissima. E non lo è solo dal punto di vista di genere ma anche da quello geografico: nascere donna in un Paese piuttosto che in un altro equivale ad avere una vita completamente diversa. Se si nasce in un Paese in via di sviluppo si devono affrontare ostacoli di ogni natura: sociale, economica, politica. Ostacoli che per le donne nate nei Paesi più ricchi sarebbero di entità molto minore.
Vogliamo parlare ad esempio delle spose bambine? Ogni giorno le ragazze sotto i 18 anni che vengono date in sposa sono circa 39.000, e proprio loro hanno la più alta probabilità di finire picchiate dai propri mariti-padroni.
Se poi si nasce femmina nelle aree rurali povere dell’Africa si può anche dire addio agli studi: solo il 20% delle bambine riesce a finire almeno le elementari (istruzione primaria) e meno del 10% prosegue fino alle medie (istruzione secondaria inferiore).
Se poi le ragazzine iniziano a lavorare a pagamento, di sicuro il loro destino è quello di guadagnare tra il 10 e il 30% in meno rispetto agli uomini (ma questo accade anche nei nostri “sviluppatissimi” Paesi).
E c’è di più, ovvero di peggio: diritti ereditari, servizi finanziari, proprietà di terreni in molti Paesi non sono accessibili alle donne. Donne che – come denunciamo da tempo – non riescono a fare carriera politica: di tutti i parlamentari del mondo solo il 22% è di sesso femminile.

“Alla base di queste disparità vi sono limiti di natura culturale e legale, nonostante le donne costituiscano la colonna portante di molti aspetti della vita: in casa, al lavoro e nella comunità” viene spiegato nel Rapporto, sul quale è scritto: “La violenza contro le donne, fisica e sessuale, riflette sessismo, mancanza di rispetto e abuso dei loro diritti fondamentali, fenomeni che si registrano in tutti i Paesi del mondo. Senza pensare all’eclatante violazione dei diritti umani, immaginate di provare a coltivare in maniera produttiva, o aggiustare una vettura, o cucire una tappezzeria, o, ancora, codificare un nuovo software con una mano legata dietro la schiena; di fatto, è proprio questa la situazione in cui si trova una società che ignora il potenziale delle donne”.

Non si tratta – come le nostre lettrici e i nostri lettori – sanno di caratteristiche proprie solo dei Paesi poveri o in via di sviluppo, poiché una certa disparità di genere la troviamo anche nella nostra Italia, che è considerata tra i Paesi più progrediti del mondo. Di certo però nei Paesi più poveri del mondo questa disparità è portata all’estremo, fino al limite della sopravvivenza – morale e fisica.

A questo punto dunque firmare una petizione che ha la finalità etica di lottare a favore dell’empowerment femminile, contro la povertà di ragazze e donne di ogni parte del mondo diventa un must. Ecco il link dove poter trovare ulteriori informazioni e dare la propria adesione in modo semplice, veloce e diretto: ONE

 

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