Lazio, tutti i numeri sull’internazionalizzazione

zingaretti

Quarantotto progetti per 10,9 milioni di euro di investimenti complessivi, 5,1 dei quali di risorse regionali, 1.330 aziende e 52 Paesi coinvolti

di Dominella Trunfio, giornalista

Sono questi i primi risultati della politica di internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio presentati in conferenza stampa all’Accademia Americana di Roma. “Sono contento di essere stato il promotore di questa nuova politica. Fino a due anni fa non c’erano soldi per gli investimenti. Oggi l’internazionalizzazione per le nostre imprese è diventata una realtà. Siamo la seconda regione per Prodotto Interno Lordo, per questo abbiamo deciso di concentrarci su tre elementi: sostegno ai progetti, attuazione diretta a regia regionale e servizi di orientamento e informazione” ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presentando le linee d’azione messe in campo per valorizzare l’ecosistema delle aziende e migliorare il rapporto con la filiera produttiva mondiale.

Alla presenza di Riccardo Monti, presidente di Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, è poi intervenuto l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione, Guido Fabiani che ha incalzato: “Grazie al contributo di tante persone, dall’assessorato a Lazio Innova fino all’Ice, abbiamo raggiunto questi risultati. Da questo primo percorso, abbiamo imparato molto e ora siamo pronti per il futuro”.

Dieci i macrosettori in cui saranno realizzate le attività: agroindustria, economia del mare, tecnologia delle costruzioni e restauro, aerospazio, automotive ed energia audiovisivo e industria creativa, turismo, bioscienze, Ict e high-tech, arredo-design, moda e artigianato e infine ambiente che si svolgeranno in 52 Paesi dagli Usa alla Bulgaria, dall’Algeria al Regno Unito fino all’Australia, tanto per citarne alcuni.

“Inoltre” ha detto poi il presidente della Regione “insieme con l’Istituto per il commercio con l’estero, formeremo 20 giovani manager per l’internazionalizzazione grazie ad un Master studiato ad hoc. I candidati ideali saranno laureati residenti nel Lazio, disponibili a trasferte internazionali e protesi a un approccio interculturale del business. Abbiamo un ricchissimo patrimonio produttivo e una fragilità invece nella capacità di proporsi all’estero”.

La sfida globale vedrà da un lato un investimento di 35 milioni di euro nei prossimi cinque anni di risorse POR FESR – su Lazioeuropa (lazioeuropa.it) sono disponibili le schede informative sul bando di queste risorse – dall’altro una call for proposal della reindustrializzazione che permetterà una prima selezione dei progetti presentati dai territori. Nello specifico, saranno premiati quelli in grado di intensificare l’apertura delle imprese coinvolte nei mercati globali e l’internazionalizzazione di prodotto e di processo, le aggregazioni e le reti per fare crescere le imprese nei mercati mondiali.
“Il Lazio” ha concluso il viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda “è tra le regioni che meglio di tutte stanno lavorando sul tema dell’internazionalizzazione in linea sinergica con il piano nazionale. Ci sono regioni piccole che hanno difficoltà ma ci sono anche quelle grandi che hanno la vocazione all’export, hanno i fondi ma li spendono male”.