Le comunità locali si attivano per l’ambiente globale

lago di garda

Indetta la XVII assemblea nazionale del coordinamento delle Agende 21 locali italiane. Il coordinamento è costituito da Regioni ed enti locali che vogliono migliorare la gestione dell’ambiente per uno sviluppo sostenibile ed equo

Si terrà a Desenzano del Garda (provincia di Brescia) il 17 e 18 settembre l’assemblea nazionale “Città resilienti nel 21° secolo”, per portare le risposte delle comunità ai cambiamenti climatici. L’associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, creata nel 2000, ha lo scopo di promuovere nelle aree urbane italiane il processo di Agenda 21 (il Piano di azione dell’ONU per lo Sviluppo sostenibile nato durante la Conferenza di Rio del 1992). Poiché l’impegno dei Paesi che hanno aderito all’agenda (il 21 sta per 21° secolo e riguarda le azioni positive che si possono fare entro questo secolo per migliorare il nostro ambiente di vita) comprende ogni strategia da realizzare su scala globale, nazionale e locale in ogni area in cui l’attività umana danneggia l’ecosistema, ogni Autorità locale elabora una propria Agenda (Agenda 21 Locale) per la sua comunità.

Le Autorità italiane locali hanno deciso di affrontare ora il problema del cambiamento climatico, un tema in linea con la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi fra pochi mesi. In questo senso l’assemblea nazionale italiana rappresenta una tappa di avvicinamento al summit francese, e infatti Rossella Zardo, presidente del Coordinamento Agende 21, dice: “abbiamo voluto essere in linea con la conferenza di Parigi e per questo il filo conduttore della nostra Assemblea sarà proprio l’emergenza climatica e la capacità di risposta e di reazione ad essa da parte delle nostre comunità locali”.
“Anche l’Italia, infatti” spiegano gli organizzatori “non resta indenne dalle conseguenze dei mutamenti climatici che in questi ultimi anni stanno mettendo a dura prova tante città, ponendoci di fronte all’urgenza di linee di intervento nuove e adeguate”.

Così le nostre città sono chiamate a diventare “resilienti”, ossia sistemi urbani che sanno adeguarsi ai cambiamenti climatici, come il riscaldamento globale, e soprattutto sanno modificarsi sviluppando capacità di costruire risposte sociali, economiche e ambientali strutturate.
Come? Intervenendo sui propri modelli di programmazione, organizzazione e gestione.

Durante le due giornate di lavori dell’assemblea, a tema appunto “Città resilienti nel 21° secolo”, si terranno convegni, seminari e tavole rotonde che metteranno a confronto esponenti nazionali e internazionali provenienti dal mondo delle istituzioni, della scienza, della società civile organizzata, oltre naturalmente ai massimi rappresentanti di Agenda 21.

Il programma

In particolare, giovedì 17 settembre a Palazzo Todeschini l’assemblea si aprirà con un “convegno a più voci per un inquadramento della resilienza anche a livello europeo e mondiale”.
In chiusura di mattinata ci sarà una tavola rotonda in cui verranno presentate le buone pratiche in Italia, mentre nel pomeriggio si terranno quattro gruppi di lavoro sui temi:
– della governance,
– della progettazione e degli strumenti a disposizione degli amministratori locali,
– dell’aspetto sociale
– della partecipazione dei cittadini alla resilienza delle propria città.

Ma attenzione: l’associazione è aperta anche al coinvolgimento di chiunque – professionisti, enti, esperti – abbia intenzione di collaborare con Agenda 21 sui temi dello sviluppo sostenibile. Per questo è nato il “Gruppo 21”, che si riunirà contemporaneamente alle sessioni di lavoro dell’assemblea.
In questa occasione, verrà presentata questa nuova realtà, con i primi membri del gruppo, e si definirà come articolarne l’operatività.

La seconda giornata, venerdì 18 settembre, è quella dedicata nello specifico all’Assemblea dei soci del Coordinamento. A partire dalle ore 9 al Castello di Desenzano del Garda, dopo i saluti istituzionali e una tavola rotonda sul tema “Il clima e le politiche delle città e dei territori”, il programma prevede l’avvio dei lavori che si concluderanno con la nomina del nuovo Consiglio direttivo, in carica fino al 2017, e la votazione del documento unitario del Coordinamento Agende 21 locali italiane verso la COP21, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi.

Ricordiamo che il programma d’azione dell’Agenda 21 è diviso in 4 grandi sezioni, ciascuna delle quali ha dei “capitoli”, ovvero delle aree di intervento:
1.    dimensione economica e sociale:
povertà, sanità, ambiente, aspetti demografici, produzione;
2.    conservazione e gestione delle risorse:
atmosfera, foreste, deserti, montagne, acqua, prodotti chimici, rifiuti;
3.    rafforzamento del ruolo dei gruppi più significativi:
donne, giovani, anziani, Ong, agricoltori, sindacati, settori produttivi, comunità scientifica;
4.    mezzi di esecuzione del programma:
strumenti scientifici, formazione, informazione, cooperazione internazionale, strumenti finanziari, strumenti giuridici.

Al momento fanno parte del Coordinamento delle Agende 21 Locali italiane 8 Regioni, 39 Province, 27 realtà tra aggregazione di Comuni, Comunità Montane ed Enti Parco, più di 344  Comuni, tra cui la maggior parte dei capoluoghi di regione, Roma e Milano in testa, e 66 sostenitori (agenzie ambientali, università, società di consulenza e altri).
Per chi fosse interessato a partecipare o ad aderire all’associazione, il sito ufficiale è a21italy.it.

(D.M.)