Le nuove imprese italiane: il secondo trimestre 2015

infografica iscrizioni cessazioni imprese

Giovani imprenditori nascono. Soprattutto al Sud. L’indagine condotta da Unioncamere-Infocamere mostra che le neoimprese di giovani under 35 vengono aperte al ritmo di 300 al giorno e che 4 su 10 vengono aperte nel Sud Italia

di Daniela Molina, giornalista

I giovani possono creare da soli la propria occupazione, anche grazie alle norme in vigore sulle start-up che offrono indiscutibili vantaggi come più volte abbiamo segnalato nei nostri articoli e negli eventi organizzati dal nostro giornale.
Se si ha una buona idea imprenditoriale si può approfittare di premi e concorsi, di supporti di varia forma e di finanziamenti ad hoc, soprattutto se si è residenti nel Meridione.
E così lo scenario imprenditoriale italiano quest’anno è cambiato, almeno così mostrano i dati del primo semestre 2015 analizzati da Unioncamere-Movimprese.
Solo tra aprile e giugno i giovani sotto ai 35 anni di età hanno avviato circa 32.000 imprese, pari a un terzo di tutte le nuove imprese aperte nel trimestre, arrivando a sfiorare quota 600.000 aziende in mano ai giovani che arrivano a detenere il 54% delle imprese italiane nel secondo trimestre 2015. E consideriamo anche che il tasso di crescita trimestrale dell’imprenditoria giovanile è cresciuto del 3,6% mentre il tasso di crescita del totale delle imprese italiane è cresciuto nello stesso periodo solo dello 0,6%.

I giovani italiani dunque iniziano a seguire le orme dei giovani di altri Paesi e imparano così a generare ricchezza, a produrre, a dare occupazione. Ma vediamo in generale nel secondo trimestre 2015 cosa succede all’imprenditoria italiana.
I dati rivelano che tra aprile e giugno sono state aperte 38.000 nuove imprese (97.811 nuove attività alle quali vengono sottratte quelle chiuse pari a 59.831 dando tale “saldo”, che è il migliore degli ultimi 4 anni) di cui 13.000 al Sud.
Il settore trainante è quello del commercio (+10.000 nuove imprese), seguito da quello del turismo (+6.000 nuove imprese) e da quello dei servizi alle imprese (+4.000). Le nuove imprese artigiane sono 2.000.
E l’ulteriore buona notizia è che sono in frenata i fallimenti (-9,6%).

Infografica dove aumentano le impreseGli indicatori sulla vitalità del sistema imprenditoriale italiano dunque segnalano una prima lieve ripresa delle iscrizioni ed una ulteriore contrazione delle cessazioni oltre a una significativa frenata dei fallimenti.

Secondo gli analisti, il quadro complessivo sullo stato di salute del nostro sistema imprenditoriale è quindi “moderatamente incoraggiante”.

Sul fronte delle crisi d’impresa – spiegano gli analisti – il secondo trimestre offre segnali anche più incoraggianti. Le aperture di nuove procedure fallimentari si sono infatti fermate al valore di 3.654, il 9,6% in meno dello stesso trimestre del 2014, mentre quelle di concordati preventivi (414) hanno fatto registrare una frenata ancora più netta (-22,9% rispetto a dodici mesi fa).
Con riguardo ai fallimenti, la contrazione ha riguardato 13 regioni su 20, altre due regioni (Lazio e Umbria) hanno confermato il dato 2014 e solo in cinque casi (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige Friuli-Venezia Giulia, Molise e Calabria) si registrano aumenti rispetto a un anno fa.  

Per quanto riguarda l’imprenditorialità giovanile al Sud, un commento è stato fatto da Vittorio Messina, Vicepresidente nazionale di Confesercenti nonché Presidente di Confesercenti Sicilia: “La foto aggiornata sull’imprenditoria giovanile che emerge dall’indagine trimestrale condotta da Unioncamere-Infocamere, sulla base del registro delle imprese delle Camere di Commercio, consegna l’immagine del contributo che i giovani hanno dato alla crescita della base imprenditoriale, tra aprile e giugno, che è stato del 54%. Un contributo che appare ancora più significativo se si guarda alla sua intensità. In presenza di una luce che finalmente tenta di rendere meno cupo il quadro dell’economia del Mezzogiorno, la politica ha il dovere di fare la sua parte fino in fondo per non deludere le aspettative di chi con fiducia, coraggio e spirito di iniziativa scommette sulle proprie capacità e i propri mezzi. Deve andare in questa direzione il Governo, ma anche l’intera classe dirigente del Paese, che deve essere capace di offrire orizzonti di speranza operando nell’interesse generale, sostenendo chi contribuisce alla crescita dell’economia, intercettando ogni forma di corruttela e di clientelismo e cancellando quegli odiosi percorsi agevolati riservati agli amici degli amici”.
 
Parole dure e sincere che si spera facciano breccia.