Al via la Rete del lavoro agricolo di qualità

carriola su terreno

Da oggi, primo settembre, ci si può iscrivere tramite il sito dell’Inps alla Rete del lavoro agricolo di qualità, quello in cui non si ricorre al caporalato e al lavoro nero

Imprenditrici e imprenditori agricoli corretti, che non sfruttano la manodopera nei modi abbietti di cui la cronaca ha tanto parlato in questi giorni, possono avvalersi di una premialità, ovvero la dimostrazione concreta che aderiscono a una Rete in cui la qualità del loro operato come datori di lavoro è certificata.
Possono presentare la richiesta di entrare a far parte della Rete le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti:
a)    non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di imposta sui redditi e sul valore aggiunto;
b)    non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a);
c)    essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

La creazione della Rete del lavoro agricolo di qualità rappresenta una delle azioni positive di contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura. A stabilirne le regole è stato il D.L 91/2014 convertito in Legge n. 116 dell’11 agosto 2014.
Giovedì scorso, 27 agosto 2015, il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali ha tenuto un incontro di vertice nazionale sul caporalato proprio per definire il piano di azione per il contrasto a questo fenomeno e a lavoro irregolare in agricoltura, di cui proprio la Rete del lavoro agricolo di qualità è il primo passo concreto.
Al vertice del 27 agosto hanno partecipato i Ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e del Lavoro, Giuliano Poletti, nonché il Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Teresa Bellanova, il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, il Presidente della cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità, Fabio Vitale, il rappresentante della Conferenza Stato-Regioni, Leonardo Di Gioia, e i rappresentanti del corpo forestale dello Stato, di Assolavoro e di: FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA, UGL, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, COPAGRI, Alleanza Cooperative Agroalimentari, UE COOP, ANCC-COOP – COOP ITALIA, ANCD-CONAD e Federdistribuzione.

Il Ministro Maurizio Martina ha spiegato: “vogliamo passare dalla gestione dell’emergenza a un lavoro stabile, organico e coordinato di azioni costanti contro il caporalato, che va combattuto come la Mafia. Con il vertice di oggi abbiamo dato un mandato chiaro alla cabina di regia della nostra ‘rete del lavoro agricolo di qualità’ che entro le prossime due settimane dovrà presentare un piano di misure concrete su tutto il territorio. Un patto di responsabilità che precisi gli impegni di istituzioni, parti sociali e imprese per azioni immediate. Già nelle scorse settimane con il Ministero del lavoro abbiamo rafforzato i controlli. Un’azione che deve essere quotidiana a tutela della dignità, dei diritti e della sicurezza dei lavoratori. Vogliamo rafforzare l’operatività territoriale della ‘rete’, che abbiamo fortemente voluto mettere nella nostra legge ‘campo-libero’ nel 2014 e che il 1° settembre parte proprio grazie al lavoro fatto in questi mesi. Lavoriamo per anticipare in un veicolo legislativo utile le norme inserite ora nel ‘collegato agricoltura’ all’esame del Parlamento”.

Il Ministro Giuliano Poletti ha aggiunto: “vogliamo stroncare il caporalato lavorando su tutti gli aspetti dell’illegalità. Abbiamo già sviluppato un’azione di contrasto, la rafforzeremo e la metteremo assieme ad altre questioni da affrontare anche con il Ministero degli interni per quanto riguarda l’immigrazione e con il Ministero della giustizia per la confisca dei Beni. Bisogna dare una risposta culturale al fenomeno, tenendo conto non solo del danno alle Persone ma anche al sistema imprenditoriale. Il piano è complesso e non di breve periodo, laddove ci saranno oneri bisognerà trovare nella Legge di stabilità le risorse per fronteggiare la situazione”.

Le domande di adesione alla Rete da parte delle imprese agricole saranno esaminate dalla Cabina di regia della “Rete del lavoro agricolo di qualità”, presieduta dall’Inps e composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle organizzazioni professionali agricole, dei Ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell’Economia e della Conferenza delle Regioni e deliberate entro 30 gg. dalla data di presentazione dell’istanza.
In caso di esito positivo, le aziende selezionate entreranno a far parte della Rete e riceveranno il certificato che ne attesta la qualità.

Alla procedura si accede attraverso il sito inps.it  mediante il seguente percorso:
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Agricoltura: domanda di iscrizione alla rete del lavoro agricolo di qualità.

(D.M.)