Due Decreti a favore delle imprese che usano le opere di ingegno

citta del futuro

Il MISE e il MEF hanno pubblicato il Decreto attuativo del Patent Box, che permette la tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno come marchi e brevetti. Contemporaneamente si sta pubblicando in Gazzetta quello relativo agli sgravi fiscali per le spese in ricerca e sviluppo

di Daniela Molina, giornalista

Firmato dai Ministri Federica Guidi e Pier Carlo Padoan (rispettivamente alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Economia e delle Finanze), il Decreto attuativo del Patent Box rientra nella strategia messa a punto dal Tavolo “Finanza per la Crescita”. Esso prevede una deduzione dal reddito pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% nel 2017.
Il reddito deve essere quello derivante dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi, da disegni e modelli ma anche da processi, formule e informazioni relative a esperienze acquisite nei campi industriale, commerciale o scientifico.
Possono beneficiare di questa agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito di impresa che investono in ricerca e sviluppo e cioè quelli elencati nel Decreto stesso, che alleghiamo in calce all’articolo.

Questo provvedimento non è l’unico a fornire un supporto alle imprese che innovano.
Oltre a questo Decreto, infatti, è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale anche quello che rende operativo il credito di imposta sulle spese in ricerca e sviluppo, fruibile da tutte le imprese senza limiti di fatturato e indipendentemente sia dalla forma giuridica sia al settore economico in cui operano o dal regime contabile adottato. In questo caso il credito utilizzabile a compensazione è pari al 25% delle spese maggiori sostenute ogni anno nel periodo 2015-2019 rispetto alla media delle spese del triennio precedente. In pratica, se tra il 2012 e il 2015 si sono spese 30.000 euro e nel 2016 se ne spendono 35.000, allora di quelle 5.000 euro in più il 25% (1.250 euro) sarà portato a credito di imposta. L’aliquota è elevata dal 25 al 50% se le spese sono state dovute all’impiego di personale qualificato o a contratti di ricerca con università o altri enti di ricerca e – naturalmente – con start-up innovative.
Per accedere allo sgravio fiscale bisogna però che l’investimento annuale sia compreso tra 30.000 euro e 5 milioni di euro.

Il Ministro Padoan ha commentato che l’innovazione “è essenziale per consentire al Paese di crescere e per creare occupazione di qualità. È una sfida che le imprese sono chiamate ad affrontare con il sostegno del Governo”.
La Ministra Guidi ha aggiunto che i due provvedimenti rappresentano “un ulteriore tassello del quadro delle iniziative finalizzate al rafforzamento delle imprese che il Governo ha preso da quando si è insediato. Soltanto in questo modo, infatti, il sistema Paese può cogliere tutte le opportunità che si stanno affacciando con i primi concreti segnali di ripresa dell’economia”.

Il punto è che ci si è resi conto, in Italia come nel resto d’Europa, che la ricerca e lo sviluppo sono fattori essenziali per la crescita economica di un Paese e che i sistemi economici più forti e competitivi al mondo sono proprio quelli che hanno deciso di investire nell’innovazione.
Le imprese italiane sono però ancora per la maggior parte all’oscuro dei benefici – diretti e indiretti – che otterrebbero investendo in questi settori; anzi, molte di esse non sanno nemmeno da che parte iniziare quando hanno una nuova idea. Per questa ragione, Donna in Affari ha deciso di organizzare per il prossimo autunno un evento informativo ad hoc con importanti esponenti del mondo economico-scientifico che illustrino loro cosa e come fare quando si ha in mente un’idea innovativa, come si registra un marchio o un brevetto, cosa significa farlo e cosa comporta in termini di ritorno economico e di immagine. Si può infatti innovare sulla base di nuove idee portate da studi scientifici o da personale specializzato e… crescere. Ricerca & sviluppo, appunto.

pdf Scarica il Decreto!