Le pensioni dei diplomatici

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L’Inps, proseguendo nella sua operazione trasparenza “Inps a porte aperte”, pubblica le informazioni che chiariscono le regole per le prestazioni erogate dall’istituto, in particolare per quei lavoratori, come i diplomatici, che ne usufruiscono di particolari

I diplomatici godono di un trattamento particolare soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione ai fini pensionistici delle indennità riferite all’impiego all’estero.

Il personale della carriera diplomatica è iscritto alla Cassa per i trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS), istituita il 1° gennaio 1996 come gestione separata dell’Inpdap, la cui soppressione, dal 1° gennaio 2012, ha determinato il trasferimento dei Fondi gestiti all’Inps.

La CTPS è gestita contabilmente in maniera unitaria, senza evidenza contabile separata per categorie di iscritti/pensionati. Pertanto, non è possibile esporre alcun dato sulla situazione economica e patrimoniale per i soli dipendenti civili dello Stato appartenenti alla carriera diplomatica.

Le principali differenze con il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) possono essere così sintetizzate:

  • fino al 31 dicembre 1992:

1. la pensione era calcolata sulla base della retribuzione tabellare dell’ultimo giorno di servizio, maggiorata del 18%;
2. non esistevano tetti retributivi, che sono stati parzialmente introdotti dal 1993 ed integralmente allineati a quelli in vigore nel FPLD nel 1998.

  • • L’aliquota di rendimento è del 2,33% fino al 15° anno di anzianità e dell’1,80% dal 16° anno in poi. Tali aliquote si applicano:

– fino al 31 dicembre 2011 per chi ha almeno 18 anni di anzianità di servizio al 31.12.1995;
– fino al 31 dicembre 1995 per chi aveva anzianità inferiori a tale data.

  • L’anzianità contributiva effettiva viene maggiorata (dal 1998 fino ad un massimo di 5 anni) in relazione ad un particolare status dell’iscritto o in base alla natura del servizio svolto (residenze disagiate o particolarmente disagiate per condizioni di vita o di clima, per la notevole distanza dall’Italia).

Alcune simulazioni compiute documentano come le pensioni di vecchiaia e anzianità del personale della carriera diplomatica si rapportano con le prestazioni che sarebbero state erogate applicando il metodo contributivo. Sebbene il campione sia ridotto, si nota una riduzione media dell’ordine del 29% sulla pensione lorda.

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