Patent box: pronto il Decreto attuativo per detassazione su marchi e brevetti

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A cura di Sabrina Fattori, commercialista Studio Fattori, componente Commissione Pari Opportunità Ordine dei Commercialisti

È stato firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il decreto di attuazione del cosiddetto “Patent Box” (in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) che permette una tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa).

Il provvedimento, che rientra nella strategia messa a punto dal Tavolo “Finanza per la Crescita”, a cui partecipano le strutture dei due Ministeri, prevede una deduzione dal reddito pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% nel 2017. Si tratta di un regime adottato da numerosi Paesi europei, come il Lussemburgo, la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Spagna e infine il Regno Unito.

Il Patent Box, introdotto, nel nostro ordinamento dalla legge di Stabilità 2015 (190/2014) e potenziato dall’Investment Compact (D.L. n.3/2015 conv. in Legge n.33/2015) consiste in un regime di tassazione agevolata su base opzionale per imposte sui redditi e Irap che mira ad agevolare l’utilizzo diretto ed indiretto dei beni immateriali.

Chi sono i soggetti interessati?

Tale regime si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa residenti nel territorio dello Stato a condizione che esercitino attività di ricerca e sviluppo: persone fisiche, società di persone e capitali.

Quanto dura l’opzione Patent Box?

L’opzione per la tassazione agevolata ha una durata di cinque periodi d’imposta, è irrevocabile ed è rinnovabile .

Modalità di comunicazione dell’opzione

Per i periodi d’imposta 2015 e 2016 l’opzione deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità e i termini che saranno indicati in un apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
A decorrere dal 2017 l’opzione è comunicata nella dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d’imposta al quale la medesima dichiarazione si riferisce.

Qual è l’oggetto dell’agevolazione?

I redditi inclusi nell’agevolazione sono derivanti da: software protetti da copyright; marchi di impresa già registrati o in corso di registrazione; disegni e modelli considerati giuridicamente tutelabili; brevetti industriali concessi o in corso di concessione; informazioni aziendali considerate come informazioni segrete. Rientrano nell’ambito di applicazione la concessione in uso del diritto all’utilizzo delle opere dell’ingegno e il loro utilizzo diretto.

Come si calcola l’agevolazione?

La quota di reddito agevolabile è determinata, per ciascuno dei predetti beni immateriali, sulla base del rapporto tra i costi sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi complessivi sostenuti per produrre tale bene.

La quota di reddito agevolabile così determinata non concorre alla formazione del reddito complessivo:

  • per il 30% per il periodo d’imposta 2015;
  • per il 40% per il periodo d’imposta 2016;
  • per il 50% del suo ammontare a regime;

Nel decreto si precisa anche che non concorrono a formare il reddito d’impresa le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni immateriali “agevolabili”, purché almeno il 90% del ricavato sia reinvestito – entro due esercizi – nella “manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali agevolabili”.

Qual è lo scopo della norma?

La norma mira a porre un freno al fenomeno delle «Intellectual property (IP) companies» ovvero società costituite in Paesi che da sempre detassano i redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali e nelle quali vengono accentrati tutti i brevetti e gli altri beni immateriali dei gruppi internazionali. L’intento è quello invece di far rientrare in Italia le IP companies e di incentivarne ivi la costituzione e il mantenimento nel tempo.
È quindi un importante incentivo fiscale, che si inquadra all’interno delle norme recentemente introdotte a favore dell’innovazione, e con le quali è peraltro cumulabile, come gli incentivi sugli investimenti in ricerca e sviluppo, gli incentivi alle start up e le agevolazioni Ace.