Società quotate italiane: parità di genere sì o no?

bilancia-spezzata

I Consigli di Amministrazione delle grandi imprese italiane non riescono a svecchiarsi e a dare ruoli di vertice alle donne. Età media? 58 anni e di donne appena il 10%. Altro che quote rosa!

Lo studio è stato pubblicato questa estate ma i dati non sono cambiati. E a condurlo è stato la R&S, la Società Ricerche e Studi di appartenenza Mediobanca che la costituì nel 1970 “per sviluppare in Italia gli studi economici e finanziari sulle imprese e sui mercati”. Nell’Ufficio Studi Mediobanca, centro di analisi e di ricerca specializzato, opera un team di ricercatori che ha studiato i consigli di amministrazione facendo confronti sulla rappresentanza femminile nelle grandi aziende. L’annuario pubblicato lo scorso mese di agosto offre un panorama della situazione nell’anno 2014 “scoprendo gli altarini” di tante aziende che della parità di genere non si curano affatto.

La rappresentanza femminile nei Consigli di Amministrazione delle maggiori imprese italiane è pari appena al 25,9% (risulta più equilibrata – ed anche più giovane – la Camera dei Deputati con l’età media di 46 anni e con il 31% di donne).
E il tetto di cristallo? Niente da fare: non si riesce proprio a sfondare. Il 90% delle posizioni di vertice è saldamente in mano agli uomini.
Di solito, questo 10% di donne che riesce ad occupare posizioni apicali è più giovane rispetto alle stesse qualifiche maschili. I consiglieri donna in media hanno 52 anni, gli uomini 60.

L’annuario R&S svela che il consiglio di amministrazione più giovane è quello di ACEA, i cui membri hanno un’età media di 49 anni; mentre quello più vecchio appartiene al gruppo di moda Ferragamo. Da notare che il consigliere più anziano di Italia – una donna – siede proprio nel CdA di Ferragamo, trattandosi della 93enne Wanda Ferragamo, vedova del fondatore. In realtà Wanda Ferragamo occupa la posizione di presidente onorario della società.

E dove troviamo i consiglieri più giovani? In Fininvest, dove siede il più giovane consigliere italiano: Luigi Berlusconi, il 26enne figlio di Silvio.
Mediobanca non è da meno, con la giovane Marie Bolloré, la figlia minore del finanziere Vincent, nata nel 1988.

Ma c’è una società che ha più donne che uomini nel Consiglio di Amministrazione. Si tratta della Aurelia, appartenente alla famiglia Gavio. Lì oltre il 55% dei componenti è donna.
Monte dei Paschi di Siena e il Gruppo Caltagirone hanno invece raggiunto l’equilibrio perfetto: 50% consiglieri uomini e 50% donne.

Maglia nera invece ai Gruppi Dalmine e Cremonini, dove di donne non se ne vede nemmeno l’ombra, nei CdA. Agli ultimi posti troviamo: De Agostini (8,3%) e Intesa San Paolo (12,5%), entrambi molto al di sotto della media.

Di strada ce n’è ancora tanta. Troppa.

(D.M.)