“Donne che ce l’hanno fatta”, il Premio assegnato durante la Conferenza Mondiale delle Donne

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Il riconoscimento è stato pensato per offrire alle nuove generazioni punti di riferimento di valore

di Cristina Mazzani, giornalista

Tantissimi gli appuntamenti nel calendario della Conferenza mondiale delle donne Pechino +20. Tra questi la consegna del Premio “Donne che ce l’hanno fatta”, fondato da Fondazione Gaia-Sportello Donna Pavia.

“Secondo me” ed è la referente nazionale Anna Maria Gandolfi ad ammetterlo con grande orgoglio in seguito all’evento “è stato uno dei momenti più emozionanti della manifestazione. Abbiamo premiato donne esemplari, molto felici di veder valorizzato la propria attività e la propria storia personale, alcune erano presenti con la tutta famiglia, fiere di essere riuscite a raggiungere il proprio traguardo”.

La premiazione si è tenuta il 26 settembre, il concorso è stato aperto tra giugno e il 10 agosto 2015. Le organizzatrici si sono rivolte a tantissime associazioni chiedendo proposte di candidature di donne che avessero centrato il proprio obiettivo, non sono state raccolte autocandidature.
Il Premio Donne che ce l’hanno fatta è stato pensato per donne che si sono contraddistinte per capacità e competenze nei più svariati settori, libere professioniste, imprenditrici, artiste, sportive, lavoratrici.

I criteri con cui individuare i personaggi erano i seguenti: il successo nelle proprie azioni o nel proprio ruolo; la presenza in Consigli di amministrazione; l’essere riuscite a uscire da situazioni di violenza; la necessità di essere raccontate per qualche particolare impresa.
Sono arrivate 82 candidature “tutte meritevoli, tutte storie importanti” ha voluto sottolineare Anna Maria Gandolfi, tra queste ne sono state individuate 40 di nazionalità italiana e straniera, le eccellenze tra le molteplici esperienze di successo che sono state portate a conoscenza.
“Tutte le donne di cui abbiamo letto” ha raccontato Anna Maria Gandolfi “sono contente di quello che fanno, a loro piace, e hanno la consapevolezza del fatto che possono fare ancora di più e meglio, non solo per se stesse ma per migliorare la società in cui vivono. Questo il grande valore alla base di tutte queste storie di vita”.

Le donne selezionate hanno caratteri comuni: coraggiose, determinate, competenti, con tanta voglia di fare… Due di loro hanno anche scritto libri.
“Siamo convinte” ha dichiarato Anna Maria Gandolfi “che le nuove generazioni abbiano bisogno di punti di riferimento e crediamo di averne individuati davvero tanti”.

Tra le quaranta candidate al Premio: la primogenita delle quattro figlie di Alda Merini, Emanuela Carniti Merini, scrittrice e infermiera in ospedali psichiatrici; la sindaca di Barcellona Anna Colau, premiata per la sua grande capacità di riunire il popolo catalano, portandolo a obiettivi comuni, attivista sociale di grande leadership impegnata per contrastare ogni forma di corruzione e ridare dignità al popolo e per lottare per una economia giusta.
Un’altra sindaca premiata è quella di Lampedusa, Giuseppina Nicolini, per il suo impegno e la passione per la vita e per l’uguaglianza, uno sforzo che va al di là della sfera istituzionale.
Tra le storie imprenditoriali più interessanti è stata valorizzata quella di Edith Elise Jaomazava, che vive a Torino ma è originaria dal Madagascar da dove importa la famosa vaniglia, Edith si è infatti concentrata nel far nascere una importante azienda a sostegno della biodiversità delle spezie, facendo lavorare i propri concittadini per importanti clienti italiani.
Tania Cagnotto è stata riconosciuta come una giovane che si è posta alti obiettivi nella vita e nello sport raggiungendoli con costante allenamento e determinazione.
A Cuba, per il suo impegno nell’arte, nella musica e nella cultura, oltre che per la sua capacità di promuovere progetti di alto livello, è stata premiata Ana Maria Pedroso Guerrero.
Fondatrice e presidente di Potere economico.com, Cristina Pierciaccante, ha ricevuto il Premio per le sue competenze specifiche nel settore economico-finanziario, per la sua forte volontà di istruire le persone, in particolare le donne, in ambito finanziario.
Sempre in ambito formativo, ma guardando ai bambini diversamente abili, si è distinta per la propria attività di educatrice Paola Del Ben, per il suo impegno a livello sociale teso a garantire a tutti l’istruzione primaria.
Tra i professionisti, è stata premiata l’avvocata Milena Polidoro, direttore generale Società Umanitaria-Milano, che, con particolari doti nella gestione delle risorse umane, svolge attività di volontariato per l’associazione nazionale dei ragazzi affetti da sindrome di Asperger.
Berenice Bonomi ha visto riconosciuto il suo impegno, anche a livello internazionale, a favore di bambini e adolescenti affetti da patologie oncologiche, donne violate, persone fragili attraverso il volontariato e seminari formativi volti al benessere della persona a vantaggio di una società migliore.

Il Premio ha permesso di dar voce anche a diverse donne che hanno vissuto in prima persona storie di dolore, ma che hanno saputo farsi forza, anche per amore dei propri figli, e sono riuscite a raccontarsi, per infondere coraggio.
Un premio anche in riferimento a Expo 2015: è stato quello destinato a Claudia Sorlini, presidente del Comitato scientifico di Expo Milano 2015, membro dell’International board di WE-Women for Expo, per il suo impegno tra arte, scienza, cultura e sociale.