Ecco cosa cambia con la legge di Stabilità

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Una manovra da 27 miliardi che punta al rilancio dei consumi. Buone notizie per donne e giovani: sbarca in Italia lo smart work

di Daria Contrada, giornalista

“L’Italia sta viaggiando a gran velocità: dopo tre anni di recessione torna la crescita, l’occupazione riprende, anche i consumi interni danno segnali di ripresa”. Il premier Matteo Renzi commenta così l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge di Stabilità 2016, una manovra da 27 miliardi di euro ora all’esame del Senato.

Ma cosa prevede nel dettaglio? Il provvedimento più celebrato e più contestato al tempo stesso è l’abolizione della Tasi, la tassa sulla prima casa. Contemporaneamente, sparirà anche l’Imu sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati.
Gli incentivi per le ristrutturazioni, ormai un piccolo classico, sono stati prorogati per un altro anno: le ristrutturazioni edilizie potranno essere detratte dall’Irpef per il 50%; quelle legate al risparmio energetico per il 65%.
Come ormai tutti sanno, il canone Rai scende da 113 a 100 euro; ma sarà inserito nella bolletta della luce e in questo modo chiunque sarà costretto a pagarlo. Dal 2017 scenderà ulteriormente, a 95 euro.

Imprese

L’Ires, la tassa alle imprese, sarà ridotta, ma solo a partire dal 2017. Parziale retromarcia, quindi, su un altro provvedimento molto atteso. Niente aumento dell’Iva, una misura imprescindibile per evitare che i consumi si deprimano ulteriormente.
Prorogati ancora gli incentivi per chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato, con una parabola decrescente: dagli attuali 8mila euro si scende del 40% per l’anno a venire e del 75% nel 2017.
Innalzato a tremila euro il limite dei pagamenti in contanti, dagli attuali mille. Una misura molto contestata, che secondo il governo potrebbe rilanciare i consumi.

Pensioni

Cinque le aree di intervento in materia previdenziale.
Partiamo con gli esodati, un film a più puntate a cui il governo punta a scrivere definitivamente la parola fine con la settima salvaguardia, una misura ad hoc per ulteriori 26.300 lavoratori attraverso l’estensione di un anno dei profili di tutela già aperti con la manovra della sesta salvaguardia. Rispetto alla tutela numero sei vengono compresi nell’operazione anche i mobilitati da aziende fallite e nell’edilizia.
Niente flessibilità in uscita, come prevedibile, ma sarà possibile per chi ha più di 63 anni lavorare part-time (al 40-60%) con una retribuzione quasi pari a quella ordinaria. Una misura applicabile solo ai lavoratori dipendenti del settore privato, che esclude gli impiegati del pubblico impiego, a cui restano non più di tre anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia.
Estensione della no tax area dei pensionati in base all’età, allo scopo di tutelare reddito e assegno. A partire dal 2017 la misura per chi ha più di 75 anni sale da 7.500 a 8mila euro, parificandosi a quella dei dipendenti; mentre i pensionati che hanno meno di 75 anni beneficeranno di un aumento da 7.500 a 7.750 euro.

Opzione Donna

Concesso un anno in più alle donne per il regime contributivo. Chi sceglie la cosiddetta opzione donna può andare in pensione prima, ma con un assegno più leggero. Come noto, l’opzione donna è un regime sperimentale introdotto nel 2004 che consente alle lavoratrici di andare in pensione, accettando un assegno determinato con il sistema contributivo se in possesso di almeno 57 anni di età e 3 mesi (58 anni e 3 mesi le autonome) e 35 di contributi. Con la modifica contenuta nella legge di Stabilità ora le lavoratrici potranno fruire dell’opzione sino alla fine di quest’anno a prescindere dalla decorrenza della pensione: in sostanza potranno optare per la pensione contributiva tutte le nate entro il 30 settembre 1958, mentre le autonome dovranno essere nate entro il 30 settembre 1957.

Lo smart work (lavoro intelligente)

Definita da più parti la spina nel fianco del governo, la manovra finanziaria potrebbe portarci anche qualche buona nuova. Sembra infatti che lo smart work sia pronto a sbarcare in Italia, collegato alla legge di Stabilità e predisposto dal docente di diritto del lavoro della Bocconi, Maurizio Del Conte. Negli ultimi due anni gli italiani che lavorano da casa sono cresciuti vistosamente, quasi raddoppiati. La norma dovrebbe migliorare le condizioni di lavoro soprattutto dei giovani e delle donne.
I lati positivi della legge riguardano l’uso da parte delle aziende del lavoro intelligente che possa conciliare casa e ufficio. Secondo i dati Istat il 30% delle donne occupate ha lasciato il lavoro dopo la gravidanza e il tasso di occupazione femminile si ferma al 46,6% contro il 64 degli uomini.
Le esperienze internazionali dicono che l’adozione di forme di lavoro flessibile per i dipendenti portano aumenti della produttività fino al 35-40% nelle grandi aziende.
L’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano ha calcolato che con l’incentivazione l’Italia potrebbe guadagnare 27 miliardi in più di produttività: non male.