Grande successo per la Conferenza mondiale delle donne

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Tantissime donne si son date appuntamento a Milano per lavorare insieme a progetti concreti per far sentire la propria voce per un mondo migliore. Tra le partecipanti, Rita Assogna che ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della traduzione in business delle idee innovative

di Cristina Mazzani, giornalista

Oltre trecento imprenditrici, artigiane, esponenti politiche, rappresentanti di organizzazioni e associazioni con progetti concreti sui territori. Tantissime donne si son date appuntamento a Milano, durante le giornate (dal 26 al 28 settembre 2015) degli Stati Generali delle Donne – The World Women Conference Beijing +20 che si sono tenute a Palazzo Lombardia, ma anche in altre location del capoluogo meneghino; in primo luogo a Expo, dove la sera di sabato le partecipanti si sono recate all’Esposizione internazionale per la Mostra “Trama delle donne”, un manufatto realizzato con patchwork di pezzi 25×25 cm prodotti da donne di tutta Italia e del mondo e la consegna del Premio “Narrare la parità”.
Ambassador dell’evento la brasiliana Regina Tchelly, esperta di riciclo degli avanzi, conosciuta dal Papa durante il suo ultimo viaggio a Rio de Janeiro, in occasione della Giornata mondiale della gioventù.

Grande soddisfazione da parte delle organizzatrici della manifestazione che hanno commentato: “Si sta delineando un nuovo modello di sviluppo, che va analizzato e sostenuto attraverso confronti e approfondimenti, per cercare la soluzione vincente. I nuovi settori di attività sono veri e propri giacimenti di ricchezza. I dati ci dicono che le donne, probabilmente, lo hanno capito e si stanno dando da fare. È nostro dovere creare le condizioni per sostenerle, con attività di erogazione di servizi reali, sostegno all’aggregazione e alla costruzione di filiere per innescare processi di internazionalizzazione e con politiche del credito attente alle esigenze delle imprese femminili. E soprattutto dobbiamo unire le forze e fare sentire la nostra voce per un mondo migliore!”
Questo il grande sforzo della tre giorni che ha animato ben cinque sale messe a disposizione dalla Regione Lombardia, nell’ambito della call “Feeding the Future, now”.

Nelle giornate del 27 e 28 settembre, all’indomani della sessione plenaria, hanno lavorato molti gruppi per condividere best practice e per avviare progetti su tutto il territorio nazionale e rafforzare le partnership europee e internazionali tra donne.
“Ogni coordinatrice dei tavoli tematici” ha dichiarato Isa Maggi, organizzatrice degli Stati Generali delle Donne “ha redatto una mappa concettuale delle idee emerse, in modo da poter consegnare immediatamente il risultato dei lavori. La sintesi sarà poi integrata con quanto emerso dagli altri gruppi e il materiale così raccolto andrà a comporre il Documento finale della Conferenza ovvero La Carta delle donne del mondo, che sarà consegnata al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon e al G20 e che potrà rappresentare un nostro utile strumento comune di lavoro e di condivisione con le comunità locali”.

In particolare, nel laboratorio Innovazione si è discusso del potenziale umano dal punto di vista delle competenze che fanno innovazione. In tale ambito, è intervenuta Rita Assogna, presidente ITWIIN, Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.
“L’Associazione” ha dichiarato Rita Assogna, intervistata al termine dell’evento “è stata fondata nel 2007, è parte di una realtà internazionale, che unisce imprenditrici, ricercatrici, consulenti di business ed esperti in ambito di proprietà intellettuale.
“I nostri scopi sono mettere in evidenza la creatività femminile, far si che le donne stesse ne prendano coscienza, tutelarla e soprattutto valorizzarla. Troppo spesso le ricercatrici vivono il proprio lavoro come una missione e non si preoccupano di trarne profitto, un profitto che, invece, potrebbe anche servire per essere re-investito. Credo sia fondamentale riuscire a trasformare in business una idea vincente, ma non è così scontato che questo accada.
“A fine agosto sono stata a Stoccolma, in occasione dell’assegnazione dei riconoscimenti agli inventori da parte di Ifia – International Federation of Invesntor’s Associations, ed è emerso che il rapporto tra Università e creazione di nuove imprese è fallimentare. Alcune Start-up non sopravvivono a lungo sul mercato, idee e brevetti innovativi non riescono a tradursi in iniziative di business durature perché – come è giusto che sia – il ricercatore non ha gli strumenti e le competenze per far funzionare un’azienda, del resto non è un imprenditore. Proprio in Svezia si è quindi inaugurata l’iniziativa battezzata Ttc – Transfer technology center (finanziata dallo stato che ha riconosciuta questa necessità come fondamentale per la propria evoluzione) che mira a far dialogare e collaborare le associazioni di inventori e le imprese già esistenti che esprimono concretamente la voglia di innovare. È stato infatti ritenuto molto importante portare le nuove idee in aziende già pronte ad affrontare il mercato, strutturate con uffici commerciali, marketing e così via, che possano portare avanti le novità e diffonderle. La ricerca è fondamentale, ma non è automatico che diventi industria”.