I social e la rete, una giornata formativa gratuita a Terni

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Tenutosi a fine settembre un workshop a Terni dal titolo “Social e Rete: le nuove opportunità”, organizzato presso la Casa delle Donne di Terni, in collaborazione con la rete Wister e gli Stati Generali dell’innovazione

di Serena Selvarolo

Si è tenuto lo scorso 18 settembre un nuovo appuntamento per aiutare le donne ad acquisire una maggiore consapevolezza, conoscenza e competenza nell’uso delle tecnologie e degli strumenti che la Rete mette a disposizione, finalizzato alla creazione, attraverso tale knowhow, di nuove opportunità di business e di lavoro.

Sulla comprensione e conoscenza del pensiero che sta alla base dei social network e all’uso della rete legato a essi è intervenuta Michela Angeletti, esperta in social media, digital PR e formatrice. Dopo un’introduzione sul loro funzionamento e sugli errori da non commettere, Angeletti ha tracciato quattro assunti di base:

  1. I social media e i social network fanno ormai parte della vita quotidiana di una gran parte della popolazione mondiale; in particolare è stata la diffusione della connessione mobile a portare a questo cambiamento epocale, gli utenti sono sempre più coinvolti in numerose attività.
  2. Con lo sviluppo del Web 2.0 si è determinato un cambiamento di paradigma nell’uso di Internet: si è passati da un uso prettamente informativo a uno di tipo relazionale.
  3. L’utente è passato da consumatore passivo a produttore di informazioni, fino a diventare parte stessa del Brand.
  4. L’evoluzione in senso sociale e partecipativo del web sta producendo cambiamenti in tutti gli ambiti della comunicazione, compresa quella istituzionale, e sta allo stesso tempo modificando anche l’assetto sociale in sé.

Oggi i social network fanno parte non solo della quotidianità di milioni di utenti ma la loro forza comunicativa è diventata talmente potente da influenzare in pochi secondi la buona riuscita di un prodotto o di un marchio fino all’economia di un’intera nazione.
Come afferma Brian Solis, analista e futurologo digitale, “ci troviamo oggi in una nuova era del marketing e del servizio in cui il prodotto è determinato da chi lo vive e lo utilizza e i social network stanno definendo una nuova cultura. Per avere successo nel business del futuro, dobbiamo diventare le stesse persone che stiamo cercando di raggiungere. Quello che si evince è che le persone sono alla ricerca di risposte, non messaggi o piazzole di vendita. Le aziende non sono più l’unico creatore di un marchio; è co-creato dai consumatori attraverso esperienze condivise e definite dai risultati di ricerche on-line e dalle conversazioni tra clienti”.

Cambiano i consumatori, cambiano i bisogni e cambiano anche gli assunti di quello che un tempo veniva definito come la conditio sine qua non del buon esito di un prodotto: le 4 P del marketing mix.
Product, Place, Price e Promotion diventano oggi, nell’era digitale, le 4 E: Experience, Everyplace, Exchange ed Evangelism.
Il cliente assume un’importanza focale e l’accuratezza nel tracciare il suo profilo per offrirgli un prodotto/servizio sempre più dedicato diviene la strategia alla base di ogni azione di vendita.

Matteo Piselli, consulente informatico con la passione per i social media, affronta durante il workshop il tema del personal branding soprattutto attraverso i social Instagram e Pinterest. Piselli spiega innanzitutto il concetto di personal branding come quel processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace. L’obiettivo è il brand positioning ovvero posizionare nella mente dell’utente il brand (o il nome del professionista) associato a una precisa peculiarità, a un concetto che inequivocabilmente lo distinguerà dai concorrenti.
Durante la sua relazione Piselli ha mostrato alle partecipanti il suo personale profilo nei due social network presi ad esempio, dimostrando come la creazione di un’identità ben definita debba puntare molto sulla condivisione dei propri interessi verso una cerchia di persone simili che li possano apprezzare e condividere a loro volta, aumentando così la visibilità dell’identità di partenza.

Restando sempre in tema di personal branding, Michaela Matichecchia, consulente aziendale in web marketing e comunicazione online, ha parlato dell’importanza di essere su un’altra piattaforma social: Google+. Sebbene meno utilizzato come social network, Google Plus acquisisce sempre più importanza non tanto in senso di identità del singolo, quanto della sua notorietà. Essendo Google il motore di ricerca più usato specialmente in Occidente, essere presenti anche sulla sua “identity platform” appare sempre più importante. Attraverso un profilo Google+ si possono avere i propri post indicizzati istantaneamente perché questi comunicano in modo diretto con il motore di ricerca facendoli diventare visibili nei risultati. Inoltre, i post presenti su Google+ vengono identificati come qualitativamente validi e questo influenza i risultati di ricerca dello stesso motore. Creando un profilo su Google+ e collegandolo al proprio sito web o blog che sia, si può rivendicare la paternità del contenuto stesso e ciò permetterà di mostrare la propria foto nei risultati di ricerca per i post scritti da se stessi. Questo significa incrementare il clickthrough, ovvero la frequenza di click nei risultati di ricerca, aumentare il traffico del proprio profilo Google+ che è collegato ai risultati di ricerca così come il traffico di altri propri contenuti.

Altro modo di essere sul web oggi, ed essere notati, è quello di presentarsi attraverso il blog, come ha spiegato Sonia Montegiove, programmatrice informatica, formatrice e giornalista, nel delineare le regole per un blog di successo:

  1. Curare il contenuto;
  2. Ordinare, organizzare ed etichettare le informazioni;
  3. Interagire con chi commenta i post;
  4. Non fare copia e incolla ma puntare su contenuti originali;
  5. Condividere sui social network;
  6. Fare link building;
  7. Monitorare, analizzando i dati e nel caso migliorare;

Tra gli interventi della giornata anche quello di Daniela Molina, direttore responsabile di Donna in Affari, che ha parlato della realizzazione di contenuti per il web come attività che può portare a un guadagno se non ci si lascia sfruttare. Da quanto emerso durante gli interventi, infatti, sono molte le cittadine autrici di tali contenuti che vengono immessi sotto forma di immagini o di post sui social network, sui siti personali o pubblici, o sui blog, ma che li inviano persino alle testate giornalistiche senza chiedere alcun corrispettivo in cambio. “Per questo” afferma Molina” è un errore parlare di citizen journalism, dal momento che per essere considerato giornalista – che è una professione regolamentata – bisogna essere pagati”. Quindi, se veicolare tutto ciò di cui si è autore (fotografie, video, articoli, post, ecc.) attraverso internet può essere considerato un passatempo se lo si fa per divertimento, nel momento in cui lo si fa per un’attività imprenditoriale (che sia la propria o meno), professionale o lavorativa in genere bisogna assegnarvi un valore, tanto più che – come è stato più volte dichiarato durante il convegno – il tempo che si impiega per “stare su internet” è veramente tanto: si parla di diverse ore giornaliere.
Ciò significa che chi possiede competenze digitali e telematiche, se conosce le leggi sulla stampa e impara le regole deontologiche, può pensare di far diventare la propria attività comunicativa un vero e proprio lavoro retribuito. Daniela Molina ha parlato del giornalismo, in quanto esperta di questo settore, ma possono essercene anche di altri. “L’importante” ha spiegato “è imparare a valorizzare la propria attività online quando non è un semplice passatempo, e non lasciarsi sfruttare regalando i propri contenuti a chiunque”.

La giornata ha visto anche la presentazione di “The Pink Project”, un progetto ideato da Francesca Tilio, che ne ha parlato al pubblico: un esempio di come la Rete possa diventare anche veicolo di messaggi di speranza legati a iniziative professionali. Testimoniando un cambiamento: la rinascita dopo una malattia, quella del cancro al seno che ha colpito, a soli trentuno anni, Francesca. Una parrucca rosa, regalata per coprire un bisogno attraverso il sorriso e poi il vestito, anch’esso rosa, di sua madre, indossato in moltissimi scatti di quando lei era piccolissima. Tutti questi elementi, uniti a un altro regalo ricevuto, una macchina fotografica, fanno nascere dentro di lei l’idea di iniziare a fotografare sperimentando l’autoritratto. Così le parrucche e l’abito rosa diventano il filo conduttore dei suoi lavori e performance, un progetto visuale per testimoniare la sua guarigione e quella di tutte le donne che ce l’hanno fatta. Francesca Tilio non solo ha reagito, ma ha avuto anche il dono di diventare madre di una bambina che sin da subito entra nello scatto insieme a lei: “la nascita di una donna è il femminile che si rinnova attraverso la maternità. È la speranza per tutte quelle donne che hanno lottato e lotteranno contro la malattia”.

Nella mattinata tra gli altri relatori che hanno partecipato al workshop: Paola Gigante della Casa delle Donne; Rosa De Vivo, che ha parlato di come acquisire, valorizzare e promuovere competenze online; Fabiola De Toffol, che ha affrontato il tema della gestione dei progetti in rete; Roberto Alma, che ha dato invece il punto di vista legale sulla responsabilità dei contenuti postati in rete e Flavia Marzano, presidente di Wister, che ha definito l’approccio corretto per usare la rete per trovare lavoro.

Un altro momento importante quindi per l’attività socialmente utile della Casa delle Donne di Terni che, con questo workshop, pone un altro tassello per raggiungere l’obiettivo della libertà delle donne intesa come self empowerment e autodeterminazione, nel benessere fisico, psicologico, sociale e culturale.