Lavorare nel mondo della musica… in punta di piedi

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Presentato a Roma il progetto con al centro l’indimenticato cantautore di Sulmona Tony Del Monaco: un volume, un sito e, per il futuro, un Premio per i giovani cantanti e un Istituto culturale a lui intitolato

Il mondo della musica di qualità fiorita negli Anni Sessanta si è riunito a Roma, questo 22 ottobre, presso la sede degli storici studi di registrazione Trafalgar Recording Studios per presentare un progetto nato dalla volontà di Giancarlo Colaprete e del critico musicale Fernando Fratarcangeli, coautori del volume “Tony Del Monaco – un artista in punta di piedi”.

Attraverso questo progetto culturale sul mondo della musica, nel quale sono stati coinvolti artisti quali Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Iva Zanicchi, Orietta Berti, Beppe Carletti dei Nomadi, Andrea Lo Vecchio, Gianni Nazzaro, Nico Fidenco e tanti altri che hanno conosciuto il cantautore, si intende mettere in risalto il valore della musica di qualità e dell’interpretazione originale, intesa come qualità vocale frutto dell’unione di studio, talento e costanza, senza utilizzare quindi supporti tecnologici che “costruiscono” una voce ad arte, in un certo senso “imbrogliando”.
La speranza degli autori è anche quella di aprire una sezione museale sui cantanti di questo periodo, che possa servire anche a chi inizia oggi questa carriera.

Ma perché la scelta è caduta proprio su Tony Del Monaco? Anzitutto perché – spiega Giancarlo Colaprete – volevamo dare la giusta dimensione artistica a una persona che non è mai stata seguita molto dalla stampa, anche quando era in vita, perché “non faceva scandalo”: lasciare nel dimenticatoio Tony Del Monaco era una cosa profondamente ingiusta.
Ma, come si evince dal prosieguo della conferenza stampa, Tony Del Monaco è anche il simbolo di un modo diverso di essere artista rispetto a quello cui i giovani di oggi sono abituati: musicisti, impresari, autori televisivi, cantanti e critici musicali presenti in sala erano tutti d’accordo con le parole dette in questa occasione da Franca Del Monaco, la sorella del cantautore: “mio fratello era una persona sincera, corretta, colta, la cui vita si è basata su valori che lo tenevano lontano dalla musica commerciale e dai suoi meccanismi: era un antidivo, non si metteva mai in mostra”.
Il musicista e autore televisivo Andrea Lo Vecchio per primo ha parlato di questo progetto come di un’operazione che fa bene alla musica, “non come quei programmi televisivi che vanno di moda adesso, che la musica la uccidono”. Anche impresari come Meuti e Minasi si sono uniti alla denuncia: “noi tutti” dice Minasi “amiamo le vecchie canzoni, le belle canzoni, che oggi non si fanno più perché con questi programmi hanno rovinato tutto. Tony cantava dal vivo, con la propria voce, mentre adesso cantano tutti in playback. Uno spettacolo allora era uno spettacolo. Erano altri artisti”. E personaggi come Fabrizio Zampa ed Edoardo De Angelis, presenti in sala, annuiscono confermando.

Un po’ di amarezza dunque, perché – effettivamente – con la tecnologia e un buon ufficio marketing oggi si può creare un artista dal nulla: non occorre nemmeno essere intonati o avere talento e tantomeno essersi dedicati ad anni di studio: basta aver voglia di giocare, di apparire sulle scene per un po’ di tempo, e le conoscenze giuste. Il mondo della musica insomma sembra si stia allontanando dalla vera arte e punti tutto su ciò che porta denaro in cassa per qualche tempo, tanto poi un artista “finto” lo si può sostituire con un altro artista “finto”.
Così ecco che un progetto che faccia capire ai giovani che hanno seriamente voglia di lavorare in campo musicale, cosa significhi farlo, quanto impegno ci vada messo e cosa comporti per poter andare avanti e restare in auge a lungo, portando come modello un cantautore di cui ancora oggi vengono utilizzate le canzoni da artisti contemporanei (anche dai giovani, che spesso nemmeno sanno che ciò che stanno cantando è stato scritto da Del Monaco) ha un valore in più: quello di formare le coscienze.

E attenzione: non stiamo parlando di un progetto commerciale, perché il volume non è stato pubblicato da una casa editrice e non è in vendita ma è offerto ed edito dall’Associazione culturale musicale Nomadi Fans Club di Sulmona “Un giorno insieme” e lo si è stampato con il contributo di diverse organizzazioni private.
Attraverso il sito tonydelmonaco.it chiunque può scaricare gratuitamente, previa registrazione al sito stesso, il pdf completo di tutto il materiale, compreso quello inedito. Considerando che di materiale ce n’è veramente tanto, visto che il lavoro di ricerca è iniziato ben 23 anni fa e che durante questo periodo di tempo lo si è reperito in Cile, in Messico, in Uruguay, in Argentina, in Perù. Oltre a quello fornito direttamente dalla famiglia di Tony Del Monaco, dai loro ricordi privati di un cantautore che diceva di sé: “quando il pubblico si stancherà di me, io lo accetterò e me ne andrò in punta di piedi”.
E invece noi, che non ci siamo stancati di parlare del valore di un lavoro ben fatto, lo vogliamo riportare all’attenzione del pubblico proprio così, in punta di piedi.