Le donne dell’olio all’Expo

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Le potenzialità dell’olio di oliva in mostra a Expo 2015. L’Associazione Pandolea, in collaborazione con CLIOedu, ha presentato un progetto innovativo di formazione sulla corretta alimentazione, studiato per i ragazzi 

di Cristina Mazzani, giornalista

Un’associazione imprenditoriale di donne strettamente legate al mondo della produzione dell’olio di oliva, tante figure imprenditoriali che collaborano al fine di diffondere la cultura della qualità nell’alimentazione: è Pandolea, secondo le parole della presidente Loriana Abbruzzetti.

“Siamo una cinquantina di donne attive nel comparto olio di oliva che, ormai dal 2003” ha raccontato Loriana Abbruzzetti, “oltre a fare networking e a confrontarci sul nostro eccezionale prodotto, collaboriamo sul territorio con molteplici iniziative, prima di tutto nelle scuole. Ricordo, per esempio, il progetto ‘Manipoliamo’ per le scuole materne e dell’infanzia, teso a far utilizzare l’olio per fare lavoretti, disegni, elaborati”.

Pandolea ha partecipato a Expo 2015 con diverse proposte.
E non solo all’interno dei padiglioni dell’Esposizione universale: la sera del 9 ottobre, infatti, durante un aperitivo a Eataly Smeraldo, è stata presentata la linea di bijoux Perle di Extra vergine, in tale occasione è stato quindi possibile acquistare le preziose creazioni artigianali realizzate dal tecnologo alimentare Pina Boccia.

pandoleaDue gli appuntamenti negli spazi della spazi della manifestazione internazionale.
Il workshop intitolato Cibo per la pelle è stato guidato dalla chimico cosmetologa Diana Malcangi ed era finalizzato a insegnare come creare prodotti cosmetici per la pelle utilizzando solo ingredienti alimentari, comunemente presenti nelle case.
Expo ha rappresentato anche il palcoscenico per illustrare il progetto didattico-educativo sulla sana alimentazione ‘Bruschetta o Merendina?’.
“Si tratta di un format storico” ha raccontato Loriana Abbruzzetti “che abbiamo già portato in tante scuole, prevede la spiegazione delle caratteristiche del nostro prodotto e la degustazione di oli di altissima qualità. Ma oggi con la collaborazione con CLIOedu è stato fatto un passo in più, abbiamo voluto adottare un linguaggio sempre più familiare alle nuove generazioni, tutti i giovani ormai sono abituati alle forme di comunicazione digitali; la formula prescelta, allo stesso tempo, ci consente di avvicinare e formare gli insegnanti secondo i tempi e i modi a loro più adeguati”.

“Bruschetta o Merendina?” ha spiegato Gabriele Conte, titolare di CLIOedu “è un progetto di apprendimento interattivo articolato in tre moduli con temi e destinatari differenti. Il primo è ‘L’olio d’oliva a 360°’ rivolto all’approfondimento formativo degli insegnanti che partecipano al progetto; il secondo è ‘La nutrizione di impara a scuola’ destinato a momenti da svolgere in aula con il coordinamento degli insegnanti ed è corredato da test singoli e collettivi di verifica dell’apprendimento; il terzo è ‘La merendina più buona: pane e olio” narrato da una giovane lettrice di sette anni, guida momenti di studio individuale con un format ludico-formativo da svolgere in classe e in famiglia”.
La diffusione di questa soluzione sarà su scala nazionale anche grazie alla collaborazione con Giunti Scuola.

pandolea“I bambini non imbrogliano” ha affermato con grande convinzione Patrizia Galeazzo, responsabile progetto scuole Padiglione Italia “e proprio per questo credo rappresentino il target ideale, proprio parlando in termini di marketing, per attività di divulgazione di concetti importanti come quello della buona alimentazione. Se un bambino assaggia un prodotto davvero di qualità, ne sente il gusto e la particolarità sicuramente riporterà in famiglia la propria esperienza.
“Lavorando nelle scuole, l’opera di sensibilizzazione è sicuramente avviata. Tantissime scolaresche sono intervenute a Expo, un gran numero di studenti hanno collaborato a progetti molto interessanti che mirano a valorizzare il territorio e quanto esso produce, hanno fatto proposte davvero affa,scinanti finalizzate a salvaguardare non solo l’organismo umano ma anche l’ambiente nel suo complesso.
“Nel mio lavoro per Expo ho toccato con mano quanto i giovani siano attenti a queste tematiche, sono convinta che la manifestazione universale abbia contribuito a piantare un seme che, sicuramente ha trovato terreno fertile, ma che altrettanto certamente non può far altro che crescere e prosperare in futuro”.