Maker Faire: Roma diventa capitale dell’innovazione

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Grande successo del pubblico: 100mila presenze in 3 giorni. Impatto sull’economia reale: 39mila nuovi posti di lavoro

di Daria Contrada, giornalista

La stampante 3D che mira a realizzare costruzioni a basso costo, il cane domotico per controllare la casa via tablet, il telefono per sordo-ciechi, la fisarmonica magica che riproduce la nostra canzone preferita. È sul grido ‘libera l’inventore che è in te’ che si è svolta a Roma la Maker Faire, il più importante spettacolo dell’innovazione al mondo, un evento family-friendly ricco di invenzioni, creatività e inventiva. 

Le parole d’ordine della fiera sono: incontro, confronto, formazione, divertimento e interazione.

Non solo per addetti al settore, Maker Faire è il luogo dove appassionati di ogni età si incontrano, sperimentano e provano a giocare con queste nuove invenzioni, molte delle quali sono già diventate prodotto.
A confermarne il successo sono i numeri: “all’ora di pranzo della terza giornata avevamo già superato quota 100mila presenze, numeri molto incoraggianti se si considera che questo è il primo evento non sportivo, religioso, musicale che a Roma riesce a raggiungere un numero così elevato su un tema così complesso come quello delle nuove tecnologie e dell’innovazione”. Non può non esprimere la propria soddisfazione Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, l’organo istituzionale che per primo ha investito su questa manifestazione, fin dal 2013.

Ma chi sono i makers? Tagliavanti li ha definiti “gli artigiani del futuro, persone che usano la testa e le mani per creare qualcosa di concreto. E ne abbiamo bisogno, l’economia italiana è stanca, in cerca di rivalsa”. Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, ha definito invece i makers “il nostro petrolio. Secondo una ricerca effettuata dal quotidiano inglese Times, ciò che caratterizza l’Italia – a differenza di quanto si possa pensare – è il cosidetto engineering products” e Maker Faire ne é un esempio tangibile. “Quest’anno la Sapienza, l’anno prossimo vorrei prendere tutta Roma. A ottobre se si parla di innovazione bisogna venire qui”.
Banzi ha poi presentato i risultati della ricerca sull’impatto delle nuove tecnologie sul sistema Italia e sul valore della produzione: parliamo di un contributo di 8,6 miliardi al Pil italiano (che raggiungerà i 26 miliardi in 3 anni), che si traduce in 39mila nuovi posti di lavoro all’anno. Non male in un momento storico come quello che stiamo attraversando ormai da quasi un decennio.
E l’organizzatore Riccardo Luna ha ribadito che non vede l’ora di continuare con questo percorso.

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Avvicinare il mondo dei makers a quello delle aziende, estendere il messaggio e la filosofia ‘open source’ della Maker Faire: ecco la mission da perseguire in ogni modo, per sottolineare come l’Italia sia capace di diventare un punto di riferimento europeo per l’innovazione tecnologica. “Il Paese sta cambiando, si sta evolvendo: basta pensare alla legge di Stabilità appena approvata”, che contiene tra le misure il credito d’imposta a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo. “Per fortuna il mondo sta cambiando, ma se non stiamo attenti alle esigenze positive non ce la facciamo”. E’ il messaggio del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che soddisfatto del risultato raggiunto ha osservato come “Maker Faire ci ha insegnato a essere un po’ meglio”. Ed ecco che arrivano le prima novità: Zingaretti infatti ha annunciato “oltre a bando For innovation, la creazione di una piattaforma, Lazio Innovatore, e l’impegno a portare le stampanti 3D nelle scuole. Sullo sviluppo la Regione c’è”.

Maker Faire Rome è l’edizione europea di Maker Faire, l’evento mondiale che ha vantato 131 eventi nel solo 2014, ed ha raggiunto oltre 1,5 milioni di visitatori complessivamente, sin dal suo lancio a San Mateo, in California nel 2006.
La kermesse romana è organizzata da Asset Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma la cui la mission è mettere la città metropolitana al centro del dibattito sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell’imprenditorialità individuale e collettiva, propria del DNA del movimento dei makers.
E non a caso quest’anno l’edizione europea si è svolta presso l’università Sapienza, l’ateneo più antico d’Europa. Il rettore Eugenio Gaudio ha parlato di “una città universitaria piena di vivacità, di tecnologia e di cultura”. La Sapienza “è una scelta pienamente coerente e in sintonia con i valori che ispirano l’attività dell’ateneo, con la sua proiezione verso l’innovazione e la partecipazione allargata al sapere, con l’attenzione al territorio, alle realtà produttive e sociali, con la sua identità vicina ai giovani e alle loro culture”.