FSE: le opportunità da cogliere al volo

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Si è tenuto il 20 novembre a Firenze l’incontro dedicato al Fondo Sociale Europeo per spiegare il suo funzionamento e le nuove opportunità aperte nella nuova programmazione 2014-2020. Presenti all’incontro i rappresentanti della Commissione Europea, dello Stato e della Regione Toscana

di Rebecca Romoli, giornalista

La Toscana, regione virtuosa ed efficiente per la gestione dei fondi europei. È quanto è emerso dall’incontro che si è tenuto lo scorso 20 novembre: una mattinata per raccontare il Fondo Sociale Europeo, un momento di confronto, di informazione, ma anche di racconto. Story telling di tutti quei giovani e meno giovani che hanno avuto la possibilità di trovare la loro strada, una nuova vita professionale grazie alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea.

Opportunità che il Fondo Sociale Europeo offre da oltre 50 anni non solo con finanziamenti veri e propri, ma anche attraverso percorsi formativi per i più giovani e occasioni di reinventarsi per chi ha perso il lavoro.

Un momento per fare il bilancio degli ultimi anni e per programmare il futuro dei prossimi; “un ponte fra passato e presente” come lo ha definito l’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco.
“Da una parte andremo incontro alla continuità di cosa è stato fatto nel settennato precedente” ha spiegato l’assessora “e per garantire ciò la Regione Toscana ha anticipato prima dell’approvazione del POR avvenuta lo scorso dicembre risorse. Ci saranno anche delle novità, quella principale riguarda una delle nostre priorità la prevenzione della dispersione scolastica e dell’abbandono precoce per cui andremo a concentrare risorse per migliorare e mantenere l’offerta formativa degli istituti tecnici e professionali, ma anche per creare un sistema stabile e sostenibile di relazioni fra scuole e mondo del lavoro, associazioni ed agenzie formative”.

Nel ciclo 2007-2013 a fronte di 659 milioni di fondi, il Por toscano registra impegni di spesa per 646 milioni di euro, pari al 98%, e pagamenti per 611 milioni.
Sono stati approvati ben 64 mila progetti e 56 mila sono stati conclusi.
Il 54% di chi ha avuto accesso è stato donna e qui si riconferma il fatto che la Toscana come modo di fare impresa è assolutamente rosa.
“Io credo di sì” ha continuato l’assessora Grieco “e credo che proprio perché non siamo ancora purtroppo ad una parità completa, le donne si attrezzino meglio e abbiano più voglia di mettersi in gioco a tutte le età. Siamo più aperte a cogliere le sfide e le opportunità che vengono presentate. È un dato che mi fa immenso piacere”.

Durante la mattinata si sono susseguiti interventi di tecnici della Regione e della stessa CE che hanno sottolineato come dal 1957 ad oggi il Fondo Sociale Europeo sia stato e continui ad essere il principale strumento finanziario con cui la UE investe sulla risorsa più preziosa che ha: le persone.

Per il prossimo settennato (2014-2020) sono 733 i milioni messi a disposizione della Toscana, di cui il 35% riservati ai giovani. Grazie a questi nuovi fondi si potrà dare continuità al progetto Giovani Sì e potrà essere completato il percorso di Garanzia Giovani. Ai due progetti, infatti, arriveranno più di 255 milioni di euro.

Un altro 20% dei nuovi fondi andrà per interventi di inclusione, promozione delle pari opportunità e coesione sociale. Un ulteriore 5%, pari a 36 milioni di euro, servirà a favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori che sono coinvolti in situazioni di crisi, ma anche per la formazione di nuove imprenditori e liberi professionisti.

Parole chiavi del prossimo programma saranno formazione e istruzione, e nuove forme di interazione con il mondo del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo saranno impiegate circa il 23% delle risorse, pari a 168 milioni.

Sul palco, oltre a tecnici e addetti ai lavori, protagonisti della mattinata i testimonial. Sei voci, sei volti, sei storie tutte di giovani.
C’era Giulia Pacini di 29 anni laureata in Scienze Farmacologiche e tirocinante da poco tempo a “Pharma D&S” impresa di Scandicci e c’era Caterina Guidi, trentaduenne di Prato, che grazie ad una borsa di studio, sta svolgendo un dottorato in economia politica e statistica che l’ha portata a fare una bella esperienza all’Agenzia della salute pubblica a Barcellona.
Storie anche di enorme creatività, come quella di Giulia Verdi, di 26 anni, che dopo aver fatto il servizio civile ha deciso di creare un’associazione, CIV.I, per promuovere e valorizzare il servizio civile.
Ultime ma non meno importanti le due mascotte del gruppo: Jessica Cardia, di 18 anni, e Matteo Baglioni, sempre di 18 anni, che non hanno trovato il loro percorso all’interno della scuola ma che adesso hanno trovato la propria strada grazie ad un corso per addetti alla cucina. Un percorso di 2 anni, 2.100 ore che prevede due stage di 630 ore in aziende.