I bandi europei per i professionisti: milioni di euro a loro disposizione ma manca l’informazione

tajani

La UE mette a disposizione dei professionisti diverse opportunità e possono accedere ai finanziamenti come le imprese, perché in Europa hanno un ruolo determinante. Intanto il sistema ordinistico italiano diviene modello da imitare in tutta l’UE

Se ne è parlato a Roma il 20 novembre presso la sede del Parlamento Europeo in una tavola rotonda alla quale erano presenti i maggiori rappresentanti del mondo professionale e il Vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. 

I professionisti hanno la possibilità di accedere ai fondi comunitari come avviene già per le piccole e medie imprese, anche se molti ancora non lo sanno. Essi sono infatti coinvolti nel piano d’azione per l’Imprenditorialità 2020, come ha ricordato il Vicepresidente Tajani: “un’occasione importante che i professionisti devono saper cogliere per vincere la sfida del mercato europeo e favorire nuove condizioni di sviluppo ed occupazione”.

Al dibattito sono intervenuti: la Presidente del Comitato Unitario Professioni e membro del Comitato Economico e Sociale Europeo, Marina Calderone; il Coordinatore della Rete Professioni Tecniche, Armando Zambrano, il Presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella; il Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Sen. Andrea Mandelli, il Presidente di ADEPP, Andrea Camporese, e il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari.

La Presidente Calderone ha sottolineato come il 12% del PIL europeo sia prodotto dalle professioni ordinistiche, che con il loro ruolo sussidiario e con le competenze qualificate di cui sono dotate, contribuiscono al buon andamento dello Stato nonché a creare lavoro qualificato. Con l’accesso ai fondi comunitari e con la rappresentanza al CESE – ha dichiarato la Presidente Calderone – le professioni vengono riconosciute come componente importante del contesto economico italiano. “Per questo è necessario informare ed accompagnare i professionisti all’utilizzo di questi strumenti che possono rafforzare l’intero sistema professionale”.

Per i professionisti in Italia ci sono diverse opportunità di finanziamento pubblico; La Sottosegretaria allo sviluppo economico, Simona Vicari, ha ricordato quelli messi a disposizione dal MISE, tra i quali il Fondo per il Microcredito e quello di Garanzia. Tali Fondi servono a valorizzare la professionalità e a incentivare l’aggregazione dei liberi professionisti, ha spiegato Vicari.
Nella stessa direzione va il “Protocollo di intesa in materia di politiche e misure per il rafforzamento della competitività dei professionisti”, siglato tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni, che permette di velocizzare l’accesso dei professionisti ai fondi europei (risorse che per l’anno 2015 ammontano a 260 milioni di euro).

Tra le opportunità di cui i professionisti italiani dovrebbero approfittare, il Sen. Mandelli ha parlato della loro partecipazione attiva nella politica per “contribuire a cambiare il futuro dell’Italia”; mentre il Coordinatore delle professioni tecniche, Armando Zambrano, ha puntato sulla formazione, come possibilità “per accedere ad un mercato sempre più competitivo”.
Ad esempio, sarebbe bene che i professionisti (giovani o meno giovani) fossero a conoscenza delle regole dell’internazionalizzazione: devono sapere – a seconda delle professioni – assistere le aziende sul mercato globale, “sia quelle che decidono di delocalizzare, sia quelle che pur restando in Italia vogliono esplorare nuove opportunità di sviluppo”.

In questo dialogo tra liberi professionisti e istituzioni è emersa anche la necessità di diffondere in Europa il modello ordinistico, “che può favorire un nuovo programma di sviluppo dell’economia europea”.
La battaglia per la difesa del valore sociale delle professioni ordinistiche italiane – spiegano i rappresentanti dei professionisti – è giustificata dall’avvio del TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e USA in fase di negoziazione, con il quale le libere professioni italiane rischiano di cedere il posto alle multinazionali straniere. Sulla carta lo scopo dell’accordo TTIP è la riduzione di dazi e altre limitazioni al commercio, agli investimenti e alla libera circolazione dei servizi, per assicurare il massimo livello di tutela, certezza e parità di condizioni agli investitori europei in USA. Ma la liberalizzazione riguarda anche i servizi, compresi quelli professionali. Cosa può comportare tale liberalizzazione? A spiegarlo è Marina Calderone, Presidente del Comitato Unitario Professioni: “Per le professioni ordinistiche, uno scenario di liberalizzazioni spinto potrebbe minare la natura stessa del nostro sistema, che svolge il ruolo di garante a tutela dei cittadini e con una precisa funzione sussidiaria nei confronti delle Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni”.

Per arginare questo rischio e per portare la voce dei professionisti a Bruxelles, è stata proprio di recente nominata la stessa Marina Calderone al Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE); si tratta del primo riconoscimento comunitario per gli Ordini italiani, che adesso saranno rappresentati a Bruxelles fino al 2020.
Il sistema ordinistico italiano viene, così, rafforzato nella forma e nella sostanza e portato come esempio virtuoso da emulare nel resto d’Europa. Verranno ora aperte nuove strade di cooperazione per rimarcare il ruolo e la rilevanza dei professionisti nell’economia e nel mercato del lavoro europeo.

(D.M.)

(La foto di copertina è di repertorio.)