In Italia ora i consumi li trainano gli anziani

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Sono le coppie anziane a spendere di più rispetto alle coppie di giovani. E sono loro a far “girare” maggiormente l’economia. Sono questi i dati emersi dall’indagine di Censis e Future Concept Lab presentata in occasione dell’evento “Il buon valore della longevità. Dagli scenari alle soluzioni”

Per la prima volta le coppie anziane spendono più di quelle giovani (1.200 euro in più l’anno). Nella crisi i consumi degli anziani soli sono aumentati del 4,7%, mentre quelli dei millennials single crollavano del 12,4%.

La nuova potenza di spesa degli anziani – spiegano gli analisti del Censis – scende in campo: 13 miliardi di euro l’anno per la sanità, 2,7 miliardi per attività formative e sportive (anche dei nipoti). E così i nuovi protagonisti della ripresa economica italiana sono i più longevi, che oltretutto risultano fiduciosi verso il futuro.

I dati della ricerca sono stati presentati in occasione del lancio del programma di consulenza “Il buon valore della longevità. Dagli scenari alle soluzioni” rivolto ad aziende, istituzioni e organismi del sociale come supporto per affrontare le sfide della longevità rendendola un valore per sé e per la società.

La spesa per consumi delle coppie con un capofamiglia anziano (di 65 anni e oltre) è superiore (e non di poco: circa 1.200 euro l’anno in più) a quella delle coppie con a capo un giovane di 18-34 anni. E negli anni della crisi (2009-2014) gli anziani che vivono soli hanno aumentato la spesa per consumi del 4,7% in termini reali, mentre quella dei millennials single è andata a picco (-12,4%), così come la spesa media delle famiglie italiane nell’insieme (-11,8%).

Per 8 anziani su 10 il reddito familiare è oggi sufficiente a coprire le spese e per il 78% negli ultimi dodici mesi la spesa per consumi è aumentata (18%) o rimasta stabile (60%).

Per il futuro regna l’ottimismo: l’89% degli anziani pensa che nei prossimi dodici mesi i propri redditi, risparmi e consumi sono destinati ad aumentare (9%) o a restare stabili (80%). Ciò contribuisce a spiegare le positive intenzioni di spesa: 1,1 milioni di persone con 65 anni e oltre intendono procedere all’acquisto di elettrodomestici, 670.000 di pc, smartphone, tablet e altri prodotti tecnologici, 320.000 di mobili per la casa, mentre circa 1 milione esprime l’intenzione di fare lavori di ristrutturazione dell’abitazione. Altri 530.000 pensano di realizzare un investimento immobiliare nel prossimo triennio.

E così sono proprio gli anziani ad essere il motore della ripresa: si tratta di ben 4,6 milioni di persone over 65 pronte a destinare eventuali risorse aggiuntive ai consumi. Ipotizzando una disponibilità di 80 euro al mese in più, come quella conseguente all’introduzione del bonus fiscale dello scorso anno, si avrebbe un incremento complessivo di spesa per consumi da parte dei longevi di 3,3 miliardi di euro in un anno.

Si stima che, con l’abolizione permanente della Tasi, tra gli anziani proprietari di case 2,6 milioni potrebbero destinare circa 600 milioni di euro in più ai consumi.

E gli anziani sono anche grandi utilizzatori di soldi in contanti: il 54% usa solo contante per gli acquisti, contro il 51% riferito alla media della popolazione.

Si tratta di redditi non alti ma certi, ma anche di patrimoni elevati e in crescita, che alimentano la sorprendente spinta a consumare degli anziani.

I giovani, che devono ancora formarsi una posizione socio-economica sono di certo più poveri degli anziani che nel tempo si sono costituiti un proprio capitale. La ricchezza degli anziani (immobiliare e finanziaria) ha conosciuto infatti un vero e proprio boom negli ultimi vent’anni, con un incremento del valore del 118%, cioè tre volte quello registrato dal patrimonio medio delle famiglie italiane, mentre nello stesso periodo quello dei giovani crollava del 26%.

Ci sono quindi oggi in Italia 13,2 milioni di anziani (ai quali si aggiungeranno altri 3 milioni nei prossimi anni) disposti a spendere e con sufficiente disponibilità economica.

E allora perché non prenderli in considerazione e comprendere che si potrebbe puntare proprio su di loro per riavviare il motore ammaccato della nostra economia?

Proprio per questo motivo nasce la partnership tra Censis e Future Concept Lab, che in questo scenario mettono a disposizione di aziende, organismi pubblici e privati la propria competenza e il proprio pluriennale patrimonio di ricerca e interpretazione delle dinamiche sociali, per delineare gli scenari futuri e individuare soluzioni intelligenti per la vera sfida italiana.

I presidenti dei due istituti, Giuseppe De Rita e Francesco Morace, hanno presentato quindi il programma «Il buon valore della longevità», che prevede attività di ricerca, consulenza strategica e formazione con laboratori ad hoc finalizzati a cogliere le opportunità legate ai cambiamenti, prodotti dalla longevità, negli stili di vita e nel mercato dei consumi.

Il mondo degli anziani: un dinamismo nascosto 

Salute, formazione, sport, aiuti a figli e nipoti: la nuova potenza di spesa degli anziani. Ammonta a 13 miliardi di euro l’anno la spesa di tasca propria che gli anziani sostengono per la propria salute, per far fronte con risorse proprie a bisogni non coperti dal welfare pubblico. Una cifra che corrisponde a quasi il 40% della spesa sanitaria privata totale degli italiani, anche se gli anziani rappresentano poco più del 20% della popolazione complessiva. 3,3 milioni di anziani spendono 2,7 miliardi di euro l’anno per attività formative proprie o di membri della famiglia (magari un corso di inglese o di violino per un nipote), a cui si aggiungono altri 960 milioni di euro per attività sportive per sé o i propri familiari.

In totale, sono 7 milioni gli anziani che contribuiscono con i propri soldi al benessere della famiglia, di figli o nipoti, anche finanziando consumi altrui.

La voglia di lavorare degli anziani 

Molti anziani hanno ancora voglia di lavorare. E non solo per disporre di una quota di reddito aggiuntiva. Sono 3,2 milioni quelli che già lavorano regolarmente o di tanto in tanto. E nei prossimi anni 225.000 si preparano a cercare lavoro e 407.000 proveranno ad avviare un’attività autonoma: 230.000 un’attività artigiana, 229.000 un’attività professionale e 178.000 un’attività commerciale.

Essere positivi e attivi

L’84,5% degli anziani giudica positivamente la propria vita in questo momento: il 48,6% è molto o abbastanza soddisfatto perché fa cose che lo gratificano, il 35,9% è soddisfatto ma vorrebbe fare ancora di più o cose diverse. Sono dati che testimoniano una spinta evidente a investire nella propria vita, a cambiarla o riempirla di attività, progetti, relazioni.

Sono 6,6 milioni gli anziani clienti di ristoranti e trattorie; 6 milioni frequentano cinema, teatri e musei; 4,8 milioni praticano giochi e scommesse come il lotto e il superenalotto; 3,1 milioni viaggiano all’estero; 2,8 milioni frequentano scuole di ballo e balere; 680.000 sono stati in un bed & breakfast nell’ultimo anno; 410.000 si muovono regolarmente in bicicletta. 

(D.M.)