La pensione su misura. Sì, ma di chi?

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Per intere generazioni la pensione INPS è stata una dato di fatto, qualcosa su cui contare e che consentiva una terza età serena. Per molti di noi, oggi, si sta invece rivelando sempre più un miraggio

A cura di Cristina Perciaccante, Potereconomico.com

Ogni volta che viene varata una riforma l’età minima si allontana e aumentano, per contro, gli anni di contribuzione. Da non sottovalutare nemmeno che il divario esistente oggi tra l’ultima retribuzione e la pensione si assesta intorno ad un 50-60% circa.

Si lavorerà, quindi, molto presto fino ai 70 anni per poi doversi accontentare di uno stipendio da fame.
Per quale motivo veniamo costretti a lavorare sempre di più, con prelievi che si fanno man mano sempre più crescenti per avere, alla fine, una pensione del tutto inadeguata?
La risposta tipica è che la generazione degli anziani di oggi (i famosi baby boomers) è numericamente superiore ai giovani che, per contro, sono costretti a pagare somme sempre più alte per bilanciare i conti dell’INPS.
Il sistema attuale non regge più, e lo sanno ormai anche i puffi, quindi, volenti o nolenti, siamo costretti a familiarizzare con la previdenza integrativa (o complementare o privata che dir si voglia).
Dico purtroppo perché ancora troppa gente si affida con rassegnazione a questo genere di accantonamento senza istruirsi e, molto spesso, s’illude di arrivare preparato alla pensione, per poi accorgersi che è vero esattamente il contrario.

La mancanza d’istruzione finanziaria, come sempre, produce problemi costosissimi: c’è chi si affida ingenuamente al primo che passa e chi, invece, pur riconoscendo il problema, non fa niente per risolverlo.
Oggi la previdenza integrativa in Italia è un vero affare ma molto spesso per chi la eroga, non per chi vi contribuisce!
Da qui la necessità di imparare a riconoscere, nel mare delle offerte presenti sul mercato, la validità di quanto ci viene proposto. Affidarsi al primo che capita senza realmente comprendere quanto stiamo sottoscrivendo può rivelarsi fatale per la nostra terza età e può significare la differenza tra una pensione agiata e una ai limiti dell’indigenza.
Ancora troppo spesso si tende a non dare importanza ai numeri, ai tassi d’interesse, alle commissioni, e alle imposte oppure si sceglie di non pensare ad un futuro che vediamo ancora per noi molto lontano.
Forse, ai più, sfugge un piccolo particolare: con l’attuale aspettativa di vita, rischiamo di passare non 1 o 5 anni in pensione, ma qualcosa come 20 o 30… Io ci farei un pensierino!

Potereconomico.com è una società con sede a Milano che ha fatto dell’educazione finanziaria rivolta alle donne il proprio credo e lotta quotidianamente per sconfiggere l’ignoranza economica che porta inesorabilmente le donne a rovinarsi con le proprie mani. Con Donna in Affari pubblica regolarmente “pillole” di finanza personale per debellare la scarsa cultura finanziaria ancora oggi presente in Italia.