Sodalitas promuove la cooperazione contro il disagio sociale

accenture

In un’epoca difficile, dove si rischia di preferire l’isolamento e la chiusura, sono premiate le azioni di collaborazione al fine di contribuire a risolvere situazioni di bisogno

di Cristina Mazzani, giornalista

Coniugare profit e nonprofit, promuoverne la collaborazione andando oltre il contributo economico per soddisfare i bisogni sociali in modo innovativo, ma soprattutto più efficace. Con questo spirito si è vissuto a Milano il quinto appuntamento dell’iniziativa Sodalitas Social Innovation.

“Le partnership profit-nonprofit” ha sottolineato Carlo Antonio Pescetti, consigliere delegato di Fondazione Sodalitas, aprendo l’incontro dal titolo ‘Innovare per il bene comune. La sfida del nonprofit protagonista’ che ha visto premiare i migliori progetti in questo ambito, “permettono a chi le costruisce e vi partecipa di rispondere tempestivamente ed efficacemente alle istanze della comunità e delle persone, di essere più credibili e visibili presso i propri stakeholder, di alimentare la propria rete di relazioni. Attraverso Sodalitas Social Innovation sperimentiamo dal 2011 forme di collaborazione impresa-Terzo settore sempre nuove, trainate da un approccio orientato all’innovazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie. L’edizione 2015 del programma si è rivelata particolarmente efficace in questo senso”.

“Abbiamo preparato l’edizione 2015” ha specificato Antonio Salvi, consigliere di gestione di Fondazione Sodalitas, “ponendo particolare attenzione all’innovazione. Sono stati organizzati alcuni workshop per le imprese, incontri focalizzati proprio su questo tema da un punto di vista molto pratico, ossia come innovare, come misurare il processo evolutivo, il suo impatto sociale e così via. Inoltre, sempre da quest’anno abbiamo istituito l’account partnership, una figura che parla con le organizzazioni nonprofit al fine di aiutarle nello sviluppo dei loro progetti”.

eventoDal 2011 hanno aderito a Sodalitas Social Innovation 3 fondazioni e 35 imprese e vi hanno partecipato 460 organizzazioni nonprofit con oltre 500 attività.
L’impegno per l’edizione 2015, grazie ai Premi Speciali messi in palio dalle imprese, è stato pari a oltre 180mila euro, ne hanno beneficiato 8 delle più di 60 organizzazioni candidate.

Una piccola tavola rotonda ha preceduto le premiazioni.
Per inquadrare il tema della giornata è stato, prima di tutto ricordato che, tra il 2007 e il 2014, le risorse pubbliche destinate al sociale sono crollate dell’81%, passando da 1,6 miliardi di euro a neanche 300 milioni. Il ruolo delle imprese profit deve quindi continuare a restare in primo piano e non solo dal punto di vista economico, anche sul fronte del contributo di idee e modelli nuovi nella gestione anche delle realtà nonprofit.

“L’impresa” ha sottolineato Anna Puccio, segretario generale di Fondazione Italiana Accenture “è coinvolta nella società, non può prescindere dal territorio; allo stesso tempo, non credo possa sostituirsi al pubblico. Noi lavoriamo, utilizzando anche le best practice che una multinazionale come la nostra può trarre da esperienze di altri Paesi, al fine di soddisfare i bisogni sociali in modi diversi. Il principio cui guardiamo è quello di operare in modo collaborativo più che competitivo, da cui quella sharing economy di cui si parla sempre più. Nello specifico abbiamo messo a disposizione la piattaforma digitale partecipativa ideaTRE60 finalizzata a promuovere, ottimizzare e raccogliere, attraverso tecnologia e competenze, idee e progetti di innovazione sociale”.

Cinzia Di Stasio, segretario generale dell’Istituto italiano della Donazione, ha invece sottolineato l’importanza della trasparenza dei comportamenti tenuti dalle società attive nel terzo settore, una importante caratteristica di cui si fa garante proprio tale istituto.
“Interveniamo con uno standard che è rappresentato dalla ‘Carta della donazione’, che riporta i requisiti necessari per ricevere il marchio ‘Donare con fiducia’. Stiamo lavorando anche con le scuole, con una operazione su 40 istituti che tende a indagare il vero significato della parola ‘donare’; il fine ultimo è far crescere le nuove generazioni con la consapevolezza che donare è parte integrante dell’attività umana”.

“Le novità in ambito sociale” ha concluso Veronica Chiodo, ricercatrice del Politecnico di Milano, “riguardano l’emergere di un nuovo approccio che arriva dalla finanza, un approccio che prevede strumenti nuovi, basti pensare al ‘social impact bond’ [altrimenti detto pay for success bond, ndr] e innovativi strumenti di misurazione dell’efficacia delle iniziative”.

Le premiazioni

La giornata ha rappresentato una preziosa occasione per premiare una serie di progetti destinati a soddisfare diverse tipologie di disagio sociale e che vedranno coinvolti nell’attuazione i dipendenti stessi, oltre alle aziende nel loro complesso a seconda della propria specificità.

Nel contesto dell’iniziativa Tim WithYouWeDo, per cui Tim ha creato una sezione specifica dedicata a Sodalitas Social Innovation, i tre progetti vincitori sono i seguenti.

Il progetto di Lvia “Spigolatura 2.0” che è finalizzato a ridurre l’impatto economico e ambientale dello spreco alimentare, focalizzandosi sul fatto che in Italia il 16% della produzione ortofrutticola è sprecato in fase di raccolta. L’iniziativa prevede la creazione di un WebGIS, ossia un sistema informativo geografico on line – sviluppato e utilizzato in open-source – che connetta i produttori provvisti di eccedenze di cibo con gruppi di cittadini-spigolatori coordinati da associazioni del terzo settore. Questi ultimi si faranno carico della raccolta e della redistribuzione delle eccedenze a famiglie numerose e di migranti.

Realizzato da OpenArt Project, il progetto “OpenIT” prevede la realizzazione di una APP per una corretta fruizione storico-turistica degli spazi cittadini da parte delle persone con disabilità motorie. Ogni anno in Italia sono infatti 3,5 milioni le persone con disabilità motoria che si muovono per turismo.
L’operazione – realizzata in una fase-pilota a Lucca grazie alla collaborazione di Comune, Provincia e Caritas locale e grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – è ora pronta per essere replicata sull’intero territorio nazionale.

Infine, “Labirinto o percorso? Il ruolo del manager di rete” è il titolo del progetto di Spazio Aperto Servizi. Obiettivo dell’intervento è creare la figura del manager di rete che, nelle zone 3 e 6 del Comune di Milano, gestisca la progettazione partecipata, faciliti i processi decisionali, programmi gli interventi in un’ottica di razionalizzazione e integrazione tra risorse esistenti – aziendali, pubbliche, private, individuali – per la presa in carico del bisogno, programmi e coordini risposte ad hoc.

Il Premio Speciale Ubs è invece andato all’Associazione Ronda carità e solidarietà con il progetto “Work expereince for homeless” che mira ad aiutare con interventi su 40 persone senza dimora nella città di Milano, dove ne risultano (dati 2013) oltre 2600, in gran parte uomini (91,27%) con un’età media che si assesta sui 41 anni. Le azioni previste – soddisfacimento dei bisogni primari, consulenza legale e psicologica, laboratori formativi e di orientamento, inclusione lavorativa – si inseriscono in un articolato percorso di accompagnamento che condurrà i beneficiari verso l’autonomia.

‘Scegli con gusto…fatti una mela!’ è il progetto di Lilt Milano premiato da Bluefactor e parte dalla amara constatazione del fatto che Indagini recenti svolte su ragazzi tra i 13 e i 18 anni hanno evidenziato che tabagismo (55%), anoressia/bulimia (30%) e dipendenza da sostanze alcooliche (26%) sono le patologie più diffuse nel mondo giovanile, ma anche quelle vissute con minor consapevolezza rispetto ai danni potenziali. Il progetto di Lilt Milano punta alla prevenzione, si svolgerà in almeno 5 scuole del territorio di Milano e, basandosi sulla “Peer education”, partirà dalla formazione e responsabilizzazione di un gruppo di coetanei – attorno a un obiettivo di salute o cambiamento concordato e monitorabile – cui poi affidare l’informazione e il coinvolgimento del gruppo di origine, attivando un processo di contaminazione virtuosa che supererà i confini delle scuole grazie al coinvolgimento degli Enti Locali.

“Famiglia al centro” è il progetto che ha ricevuto il Premio Speciale Techsoup e Fondazione Renato Piatti Onlus; questo prevede la presa in carico globale della famiglia fragile attraverso un modello di intervento innovativo, realizzato all’interno del nuovo centro predisposto dalla Fondazione a Varese. La struttura ospiterà un centro di neuropsichiatria infantile al piano terra, una comunità alloggio per persone con disabilità adulte al primo piano, le nuove sedi di Fondazione Piatti, Anffas Varese e Asa Varese con il centro studi e formazione sulle disabilità al secondo piano, e il Centro per la famiglia al terzo piano.

‘Enjoy UBI Banca” e “Social Bond UBI Comunità” sono i Premi Speciali assegnati, nel primo caso, a uno dei 5 progetti selezionati tra i finalisti di Sodalitas Social Innovation e, nel secondo, a Cometa Formazione con il progetto ‘Y.E.P. Youth Education & Placement’ che coinvolgerà 15 minori stranieri soli non accompagnati di età compresa tra i 14 e i 17 anni compiuti e provenienti da zone ad alto indice migratorio, come Kosovo, Albania, Pakistan e Bangladesh. Grazie al progetto questi ragazzi potranno imparare un mestiere, apprendere le basi della lingua italiana e svolgere tirocini presso le aziende del network Cometa.