83 milioni di euro per le Start-up agricole del Lazio

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Nuovo piano di Sviluppo Rurale del Lazio: 780 milioni di euro a disposizione, 77 milioni in più rispetto alla precedente programmazione. E allora arrivano i finanziamenti per i giovani e le start-up, per gli agricoltori over 40, per l’agricoltura sociale, per l’innovazione agricola

La Regione Lazio ha presentato la nuova programmazione 2014-2020 per lo sviluppo agricolo regionale. Lo stesso Presidente Nicola Zingaretti si è mostrato molto soddisfatto per aver ottenuto dall’Europa 77 milioni in più, fatto che ha fatto salire il Lazio, nella graduatoria dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), al 5° posto per capacità di spesa delle regioni italiane: “la cosa più importante è che ci sono 77 milioni in più del vecchio piano quindi abbiamo più risorse e più capacità di spesa perché siamo passati, come Regione Lazio, dall’11esimo al 5 posto della graduatoria Agea sulla capacità di spesa delle regioni. Abbiamo visto una grande partecipazione di produttori, di coloro che stanno in trincea a difendere il nostro modello di sviluppo, quindi c’è una bella squadra regionale che combatte insieme”.

Vediamo allora quali sono le azioni principali che verranno finanziate attraverso questi nuovi fondi europei:

Innanzitutto la Regione Lazio ha deciso di mettere 83 milioni di euro a disposizione delle start-up agricole, in particolare per i giovani agricoltori. Sono previsti aiuti fino a 70.000 euro per i giovani che avviano una nuova impresa agricola.

Nel nuovo Piano di Sviluppo Regionale il Lazio mette a disposizione 10 milioni di euro per la costituzione di nuove imprese agricole in questo caso se avviate da agricoltori che hanno più di 40 anni e che si trovano fuori dal mercato del lavoro in quanto ex imprenditori o ex lavoratori agricoli, ma anche extra-agricoli.

Diverse le azioni previste per l’agricoltura sociale: si va dalla creazione di attività economiche nelle aree rurali all’inclusione sociale alla riduzione della povertà e allo sviluppo economico delle zone rurali. Oltre a sostenere, attraverso l’agricoltura, anche le attività di riabilitazione e cura socio-terapeutica, inserimento lavorativo di soggetti con disabilità, ex detenuti, tossicodipendenti, migranti e rifugiati.

E poi l’innovazione. La regione intende sostenere l’innovazione nell’agricoltura sia coinvolgendo gli studenti degli istituti agrari e alberghieri nelle attività di promozione agroalimentare, sia favorendo la nascita del primo FabLab istituzionale a vocazione agricola, dotato di strumenti di alta tecnologia, come le stampanti per cibo in 3D e il confezionamento dei prodotti agroalimentari.

Come si è giunti all’approvazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale lo spiega l’assessora all’agricoltura, caccia e pesca, Sonia Ricci: facendo sistema. “Fare sistema” spiega “ha rappresentato l’approccio strategico del nuovo PSR, superando le divisioni puntiamo su una strategia di interventi per favorire le reti e costruire una politica che sia davvero corale. Qualità e organizzazione sono le nostre parole d’ordine. La qualità è la leva distintiva per recuperare valore per l’intero sistema e per veicolare la forza distintiva della nostra offerta sui mercati nazionali e internazionali”.

PSR del Lazio 2014 – 2020

Spieghiamo ora meglio cosa è il PSR. Tutto parte da Europa 2020, la strategia per la crescita economico-sociale dei Paesi dell’Unione lanciata nel 2010 dalla Commissione Europea. Tale strategia ha individuato tre priorità: crescita intelligente; crescita sostenibile; crescita inclusiva. Quindi tutte le risorse economiche messe in campo devono essere orientate al raggiungimento di queste priorità. Per aiutare i Paesi membri a farlo, nel dicembre 2013 la Commissione ha adottato un pacchetto legislativo di strumenti finanziari e pubblicato i regolamenti di base per attuarli nel periodo 2014-2020. La UE mette a disposizione dei fondi per lo stesso periodo correlati agli ambiti di riferimento, come lo sviluppo delle politiche agricole per obiettivi tematici. In particolare, nel nostro caso, si fa riferimento al Reg. UE n. 1305/2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – che si inserisce nel più ampio contesto della riforma della PAC 2014-2020.
Il sistema di programmazione nel quale il PSR si inserisce, fa capo al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il quale prevede l’elaborazione degli Orientamenti strategici comunitari e di un successivo Piano strategico nazionale, indicazioni necessarie per arrivare alla definizione al livello territoriale del Programma di Sviluppo Rurale regionale.

Il PSR del Lazio rappresenta una politica di sviluppo di lungo periodo e pertanto consente l’attuazione degli interventi necessari a sostenere il potenziamento del settore agricolo, alimentare e forestale, nonché la conservazione e valorizzazione dell’ambiente e la crescita sostenibile dei territori rurali della regione. Esso pertanto favorisce interventi finalizzati a rendere competitiva l’agricoltura laziale, con un particolare riferimento alla sostenibilità ambientale; punta a promuovere i processi di ricambio generazionale, l’adeguamento e l’ammodernamento delle aziende agricole, la multifunzionalità; tende a sostenere le strategie di filiera orientate alla valorizzazione delle produzioni agricole e forestali di qualità e ad operare sul territorio attraverso un nuovo approccio progettuale di tipo territoriale e integrato.

Ricordiamo che il Programma Sviluppo Rurale è diviso in 4 Assi:

Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
L’Asse I ha l’obiettivo di favorire interventi ed investimenti per accrescere la competitività del settore agricolo e forestale. Le priorità individuate sono il miglioramento della capacità imprenditoriale e il trasferimento di competenze professionali e innovative degli addetti al settore, il sostegno del ricambio generazionale e lo sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale.

Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
L’Asse II ha come obiettivo la valorizzazione del ruolo dell’agricoltura per il miglioramento dell’ambiente e la conservazione dello spazio rurale. Le priorità individuate sono volte a promuovere un modello di crescita multifunzionale dell’agricoltura attraverso il sostegno di azioni per la gestione del paesaggio, la conservazione delle biodiversità, l’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli e forestali e altri servizi che producono benefici per la collettività in termini ambientali.

Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale
L’Asse III ha come obiettivo la valorizzazione delle funzioni economiche e ambientali delle zone rurali, con particolare riguardo alle aree a maggior rischio di marginalizzazione o di abbandono.
Le misure previste sostengono il miglioramento di servizi e infrastrutture a beneficio delle imprese e delle popolazioni locali, e propongono incentivi a un modello di sviluppo integrato della componente agroalimentare, ambientale e turistica per creare e consolidare l’occupazione e il reddito nelle aree rurali.

Attuazione dell’impostazione LEADER
L’Asse IV ha lo scopo di sostenere e attuare le strategie di sviluppo locale, strumento privilegiato e trasversale della programmazione rurale.
Le misure previste hanno come obiettivo il rafforzamento della capacità progettuale e di gestione dei partenariati locali e la valorizzazione delle risorse endogene dei territori tramite il miglioramento della partecipazione locale alla definizione delle politiche di sviluppo.
Lo sviluppo dell’approccio Leader è caratterizzato dalla progettazione e attuazione di strategie di sviluppo locale, destinate a territori ben definiti a livello sub-regionale e realizzate da Gruppi di Azione Locale (GAL), al fine di implementare approcci innovativi e promuovere progetti di cooperazione e di sviluppo integrato per il proprio territorio. I GAL sono costituiti da un partenariato locale di carattere pubblico-privato rappresentativo, che attraverso i Piani di Sviluppo Locale (PSL) esprimono strategie, a carattere multisettoriale, basate sull’interazione tra operatori e progetti di settori diversi dell’economia locale.

Ciascun asse è diviso in misure, per le quali vengono aperti di volta in volta degli specifici bandi.
Al fine di stabilire un contatto diretto e continuo con l’utenza interessata e rispondere a “stretto giro” alle eventuali richieste è stato creato un apposito indirizzo di posta elettronica psrlazio@regione.lazio.it
Alleghiamo un prospetto esplicativo sul PSR del Lazio e sui finanziamenti previsti.

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(D.M.)