Centri per l’Impiego, il Governo stanzia 11 milioni per il Veneto

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La rete dei servizi dei Cpi garantita fino al termine del 2016. Le strutture sono 39 in tutta la Regione

Un convenzione biennale per garantire il servizio della rete dei Centri per l’impiego in Veneto per tutto il 2016: è quella che è stata firmata di recente dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. I fondi stanziati ammontano a oltre 11 milioni di euro, mentre i numeri del servizio sono questi: 39 Cpi pubblici, 130 servizi privati accreditati, 145mila disoccupati veneti in cerca di lavoro e oltre 50mila under 29 seguiti per il programma “Garanzia Giovani”.

Ai fondi provenienti dal Governo, si sommano quelli regionali (5,5 milioni): un plafond in grado di garantire il servizio del “primo strumento anti-crisi”, come ha affermato il Presidente Zaia, per tutto il 2016. “In Veneto il tasso di disoccupazione ad ottobre 2015 risulta essere del 6,6%, quasi la metà di quello nazionale” ha detto Luca Zaia. “Il saldo tra assunzioni e cessazioni di rapporto di lavoro è positivo, il numero dei disoccupati è sceso di 5 mila unità rispetto al corrispondente mese dello scorso anno e risulta in flessione anche il numero di licenziamenti. Con questi numeri e con l’esperienza delle sinergie create con le associazioni di categoria, le forze sindacali e i centri di formazione, il Veneto ha le carte in regola per continuare ad esercitare in modo diretto le politiche attive per il lavoro, erogando servizi di qualità a costi standard”.

In occasione della firma della convenzione tra Governo e Regione Veneto, il Ministro per il Lavoro Poletti è intervenuto in merito alle possibilità, grazie al Jobs Act, di ottenere sgravi fiscali per nuove assunzioni.

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Il Ministro si è inoltre così espresso in merito alle aperture straordinarie dei negozi nel periodo natalizio: “Da una parte c’è il consumatore, che ha ragione di trovare la soluzione più economica, più efficiente e più semplice, dall’altra c’è l’organizzazione dell’impresa, del lavoro e dei lavoratori. Tra questi due fronti c’è un equilibrio da ricercare: non credo che si possa trovare una soluzione valida per tutti, ma bisogna trovare un equilibrio tra queste due componenti nelle diverse realtà”.

(A.F.)