Il catasto digitale guarda a un’Italia interconnessa

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Agenda digitale un punto all’ordine del giorno di Renzi e dei suoi tweet, sempre presente ma ancora lontano dall’essere affrontato nella sua interezza, eppure… eppure qualcosa di rilevante si sta muovendo

di Agnese Cecchini, giornalista

Il 5 novembre segna l’avvio dell’effettiva digitalizzazione degli archivi dei catasti italiani e non solo, in questa data infatti la Conferenza Stato-Regioni ha ufficialmente segnato il via del Catasto nazionale delle infrastrutture: il SINFI (Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture).

Questo il nome del sistema informatico che farà confluire in un unico data base i catasti delle infrastrutture già esistenti nel territorio, integrando con il suo servizio anche i territori non dotati di un apparato di archiviazione digitale preesistente. Non solo, l’unificazione, oltre che digitalizzare una parte dei dati della PA, permetterà di definire e verificare gli inserimenti attraverso regole cartografiche comuni, così da uniformare i dati e favorirne l’interscambio, anche tra i soggetti proprietari o detentori di informazioni relative alle reti di sopra e sottosuolo.

Nel complesso il SINFI contribuisce al Piano nazionale banda ultra-larga grazie alla possibilità di aggiornare il sistema sulla cablatura delle reti. Ricordiamo che, per quanto possa sembrare di riferirsi ad una realtà a noi, “popolo degli smartphone”, impensabile, la maggioranza degli archivi comunali e regionali non solo sono cartacei, quindi hanno difficoltà a valutare dati integrati tra più infrastrutture (acqua, gas, elettriche, tlc), ma spesso rischiano di essere aggiornati parzialmente e con ritardi, dovuti soprattutto a riparazioni e guasti del caso.

Lo scenario cambierebbe radicalmente se si riuscisse ad arrivare ad una sincronia perfetta dei diversi database nazionali. Pensate cosa accadrebbe se si potesse valorizzare l’intervento necessario in un’area, magari per riparare un danno alla rete idrica o anche per la manutenzione del manto stradale, per coordinare un’azione di passaggio della fibra ottica al suo interno. Non solo: se avessimo un aggiornamento che include anche lo storico dei tubi preesistenti, potremmo strutturare agilmente il passaggio della fibra in gran parte del sottosuolo dello stivale.

“Il processo di digitalizzazione sta andando avanti” afferma a Donna in Affari Gianni Dominici direttore generale di Forum PA. “Considerando anche la fatturazione elettronica, messa a segno sempre nel corso di quest’anno, direi che siamo di fronte ad una buona chiusura d’anno”.

“Il dilemma è sempre lo stesso: come riuscire a formare le persone a questi cambiamenti” ci dice Dominici che con la PA e la formazione nel comparto lavora ormai da anni con la struttura consolidata del Forum PA: “il personale pubblico deve capire che non si tratta di incorrere in incombenze ulteriori, ma di una opportunità. È fondamentale che accanto alla innovazione ci sia una cultura del cambiamento. Per questo noi ci stiamo muovendo, organizzando diversi web-in-air online. L’ultimo proprio su questo tema ha avuto più di 1.200 frequentanti, che è un ottimo segnale rispetto al desiderio di formarsi. Di fatto avviare questo processo di digitalizzazione equivale a introdurre un nuovo modo di lavorare, il che ritengo possa essere una vera e propria ‘killer application’  per affrontare la sfida del rinnovo della PA”.

Le regole tecniche e le modalità di aggiornamento dei dati del SINFI sono stabilite dal decreto che attua le disposizioni del D.L. 12 settembre 2014 n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014 n. 164. Per comunicare le informazioni dalla pubblicazione del decreto, le amministrazioni pubbliche avranno a disposizione 180 giorni, mentre per gli operatori di luce, acqua, gas e telecomunicazioni i giorni saranno 90.

L’iniziativa coinvolge il Ministero dello Sviluppo economico, la società in house del Mise Infratel Italia, il dipartimento Funzione pubblica, il Ministero dei Trasporti e quello delle Politiche agricole, Agid, Regioni e Anci.