La legge non ammette ignoranza. La finanza nemmeno

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A cura di Cristina Perciaccante, Potereconomico.com

Il recente fallimento di 4 banche ha ridotto sul lastrico migliaia di piccoli risparmiatori. Gente che è stata facile preda di consulenti finanziari disonesti, alla quale si è affidata nel pieno della propria ignoranza Ignoravano, infatti, il termine “subordinato” così come in passato ignoravano il termine “derivato” e si erano riempiti di obbligazioni Parmalat, Argentina e via discorrendo.

Ancora una volta, si è preferito non istruirsi finanziariamente prima di investire i risparmi di tutta una vita. Per risparmiare tempo (e quel poco denaro) che costerebbe acquistare un minimo di conoscenza finanziaria si è preferito lasciare andare in fumo il proprio futuro, affidandosi al consiglio di “presunti esperti” che, in realtà, facevano i propri interessi e non quelli degli ignari investitori.
La realtà è davanti agli occhi di tutti, anche se facciamo di tutto per non volerla vedere: i consulenti che operano allo sportello della nostra banca sono pagati dalla stessa e, quindi, fanno il mestiere per il quale sono pagati: far guadagnare chi paga loro lo stipendio, non noi. E le banche perseguono il loro, di profitto, non certo quello dei correntisti. Chi ancora si illude del contrario ha già perso in partenza.

La colpa, quindi, non è degli istituti finanziari ma di chi vi si affida senza nemmeno sapere cosa sta facendo, acquistando qualsiasi porcheria venga loro proposta. Firmano qualche modulo e si dimenticano il tutto sperando che i propri risparmi producano il maggior rendimento possibile. Definirei questo genere di investitori “compra e prega”: acquistano senza sapere cosa e sperano in un rendimento. Su che base, davvero non lo so.

Sono troppo pigri per cercare di capirne qualcosa e troppo tirchi per spendere un po’ del loro tempo e del loro denaro per istruirsi. E il risultato è davanti agli occhi di tutti. Non servono tre lauree e un master in Finanza Applicata per identificare la natura di un investimento e il suo livello di rischio. Ma, si sa, tutti vogliamo il massimo rendimento dai nostri soldi senza perdere troppo tempo a capire cosa realmente stiamo facendo e ci affidiamo a “presunti esperti” che ci fanno credere di saperne più di noi, qualcuno che ci confonde con termini “banchesi” che non riusciamo nemmeno a capire.

Di nuovo la differenza tra la bancarotta e la sicurezza economica sta nell’istruzione. Investire in educazione finanziaria ha un costo irrisorio se paragonato alla perdita di tutti i nostri risparmi eppure continuiamo a volerci disinteressare dei nostri soldi finché non è troppo tardi.
E questo è quello che succede.

Potereconomico.com è una società con sede a Milano che ha fatto dell’educazione finanziaria rivolta alle  donne (e non solo) il proprio credo e lotta quotidianamente per sconfiggere l’ignoranza economica che porta inesorabilmente le donne a rovinarsi con le proprie mani. Con Donna in Affari pubblica regolarmente “pillole” di finanza personale per debellare la scarsa cultura finanziaria ancora oggi presente in Italia.