Le obbligazioni sono davvero così sicure come credi?

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A cura di Cristina Perciaccante, Potereconomico.com

Gli italiani sono, da sempre, un popolo di risparmiatori. Quando si tratta d’investire, però, si lasciano consigliare da chiunque, cercando sempre di “giocare sul sicuro”. Per far questo preferiscono investire in obbligazioni. Obbligazioni che vengono percepite, nell’immaginario collettivo, più sicure delle azioni e di altri strumenti finanziari. Cosa, per altro, assolutamente non vera. La prova di quanto affermo è davanti agli occhi di tutti: chi deteneva Parmalat, Argentina, Banca Etruria e Banca Marche (per citarne alcune) ha perso tutti i risparmi di una vita da un giorno con l’altro.

Con l’apertura dei mercati siamo stati letteralmente sommersi da un’offerta di strumenti finanziari mai visti prima. Per contro, la nostra educazione finanziaria è rimasta quella del medioevo. Per questo continuiamo ad acquistare titoli spazzatura e non ce ne accorgiamo finché non è troppo tardi.

Ma cosa sono le obbligazioni e perché ci illudiamo di essere degli esperti in materia?
Le obbligazioni sono titoli emessi dagli Stati (Titoli di Stato) o dalle aziende (Titoli Corporate). Chi li acquista sta, in pratica, prestando soldi a chi li ha emessi in cambio di un interesse corrisposto sotto forma di cedola. Fin qui ci arriviamo tutti.
Ma chi investe oggi in Titoli di Stato Italiani credendo di non correre nessun rischio, è al corrente dell’esistenza del Decreto n. 96717, del 7 dicembre 2012 denominato CACs?
Quanti, prima di acquistare un’obbligazione, ne controllano il rating?
E quanti ancora sanno il significato di parole come: “derivato”, “strutturato”, “sottostante” o “subordinato”?
Il problema è che quando investiamo non consideriamo importanti, o ci vengono sottaciute, certe “definizioni” che accompagnano l’obbligazione facendone, di fatto, un’arma i distruzione di massa.

Una buona regola sarebbe quella di non acquistare mai uno strumento finanziario che non si comprende ma oggi più che mai il risparmiatore ha il dovere di colmare le proprie lacune in campo finanziario perché, dal primo gennaio 2016, le cose si complicheranno ancora e, oltre a detenere in portafoglio titoli spazzatura, gli obbligazionisti risponderanno (dopo gli azionisti ma prima dei correntisti) della cattiva gestione che ha portato al fallimento la banca pagando letteralmente di tasca propria.
In altre parole: se volete continuare a giocare almeno istruitevi!
Il 16 gennaio Donna In Affari, in collaborazione con Potereconomico.com organizza il primo corso di educazione finanziaria a Roma (dalle ore 9:30 alle 13:30 presso la sede del C.S.O.T. in Piazza dell’Enciclopedia Italiana, 50 vicinissimo a Largo di Torre Argentina) e affronteremo questo e altri argomenti…

Potereconomico.com è una società con sede a Milano che ha fatto dell’educazione finanziaria rivolta alle donne il proprio credo e lotta quotidianamente per sconfiggere l’ignoranza economica che porta inesorabilmente le donne a rovinarsi con le proprie mani. Con Donna in Affari pubblica regolarmente “pillole” di finanza personale per debellare la scarsa cultura finanziaria ancora oggi presente in Italia.