Progetto Egadi, il modello di turismo sostenibile creato dall’Enea

roberto-morabito

Si può conoscere il mondo restando responsabili e prestando la massima attenzione al territorio che ci ospita? La risposta è sì, anche se bisogna avere degli strumenti adeguati. Ed Enea ha creato un modello esportabile che ogni impresa italiana può ripetere

di Antonella Latilla, giornalista

L’ENEA – Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ha portato avanti, e con successo, il Progetto Egadi, già vincitore del Premio Smart Communities SMAU Milano 2015. Grazie al progetto dell’ENEA è stato creato un marchio di qualità ambientale per le imprese locali. Ma questo progetto è soprattutto un modello esportabile in tutto il Paese a favore delle aziende del comparto turistico.

Il Progetto Egadi si è articolato in due fasi: nella prima sono state analizzate l’ecosistema marino e costiero, le problematiche ambientali del territorio e del settore turistico; nella seconda parte i dati e le informazioni acquisiti sono stati utilizzati per la fase operativa di progettazione  e realizzazione degli interventi.

Inoltre, nelle Isole Egadi sono stati coinvolti gli alunni delle scuole elementari, con l’obiettivo di promuovere la diffusione delle giuste pratiche per la gestione ambientale sostenibile tra i più giovani. 

In concreto, grazie all’ENEA ora l’Isola di Favignana presenta un impianto di compostaggio per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti da raccolta differenziata in fertilizzante per il terreno; il trattamento e riuso delle acque reflue e l’installazione di una casa dell’acqua, alimentata con pannelli fotovoltaici, per ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica.

Snocciolando qualche numero, in 14 mesi: sono stati erogati oltre 200mila litri di acqua ed evitate oltre 5 tonnellate di rifiuti di plastica, il peso equivalente a quasi 140mila bottiglie da 1,5 litri.

L’ENEA ha anche brevettato una procedura (che ha vinto il premio Green Coast Award 2013) per far sì che i residui spiaggiati di Posidonia oceanica, la famosa pianta acquatica, non vengano smaltiti come rifiuti ma reimpiantati sui fondali: si sono così accresciute le foreste della pianta, importantissime per l’ecosistema marino perché in grado di assorbire grandi quantitativi di CO2 e habitat ideale per la riproduzione di numerose specie ittiche.

“Il modello che abbiamo messo a punto è altamente replicabile ed adattabile alle variegate realtà turistiche italiane” ha dichiarato Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità dei Processi Produttivi e Territoriali dell’ENEA che ha sviluppato il Progetto. “Le azioni che abbiamo messo in campo hanno contribuito alla tutela delle risorse ambientali, del territorio e ridotto la pressione sulle risorse naturali. Abbiamo anche ottenuto un incremento del numero di visitatori e un’estensione della stagione turistica da aprile a ottobre, con ricadute economiche positive”. 

“Il turismo è una risorsa fondamentale, essendo uno dei pochissimi settori che ha mantenuto i livelli occupazionali nonostante la crisi” ha commentato Giannina Usai, Segretario Generale ANCIM. “Per lo sviluppo del turismo nelle isole minori, i trasporti e la continuità territoriale sono una conditio sine qua non. Ma non si devono discriminare i turisti, ai quali bisognerebbe estendere le agevolazioni in vigore oggi solo per i residenti, in attuazione del principio comunitario sulla libera circolazione delle persone. Un altro aspetto importante è uniformare le regole sul riciclo dei rifiuti in tutte le isole minori”.

A tal proposito, sempre grazie al progetto dell’ENEA, è stato creato un marchio di qualità ambientale per le imprese locali, che hanno intrapreso un percorso di miglioramento e riduzione dell’impatto ambientale delle loro attività. Grazie al progetto sostenibile, il turismo alle isole Egadi è aumentato del 7% la scorsa estate.

I risultati del lavoro sono stati presentati nel corso del convegno ‘Il turismo sostenibile come motore per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio – Il progetto Egadi, un modello pilota ad alta replicabilità’, che si è tenuto a Roma a fine novembre.

All’evento hanno preso parte tutti coloro che, a livello istituzionale, sociale, associativo, ambientale ed economico, guardano al turismo sostenibile come motore per lo sviluppo e la valorizzazione dei territori.

Nello specifico, erano presenti: Federico Testa (Commissario ENEA), Roberto Morabito (Direttore Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali ENEA), Pamela Orrù (Commissione lavori pubblici Senato della Repubblica), Ottavia Ricci (Consigliere per il Turismo Sostenibile del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), Stefano Vaccari (Commissione Ambiente Senato della Repubblica), Mila Spicola (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), Maria Carmela  Giarratano (Direttore Generale per la protezione della natura e del Mare, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), Alberto Versace (Agenzia Nazionale per la Coesione Territoriale), Donatella Bianchi (Presidente WWF Italia), Antonio Barreca (Direttore Generale Federturismo Confindustria), Alberto Corti (Responsabile Settore Turismo Confcommercio Imprese per l’Italia), Carlo Corazza (Capo Unità del Turismo, Direzione generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI della Commissione Europea), Stefano Donati (Direttore Area Marina Protetta delle Isole Egadi), Rosalba Giugni (Presidente Marevivo), Giuseppe Pagoto (Sindaco di Favignana),Giannina Usai (Segretario Generale Associazione Nazionale Comuni Isoli Minori).

Il lavoro dell’ENEA è stato finanziato dal MIUR nell’ambito del progetto “Ecoinnovazione in Sicilia-Supporto allo sviluppo delle attività produttive del Sud: interventi pilota per la sostenibilità e la competitività” e ha vinto il Premio Smart Communities SMAU Milano 2015.