Come difendersi dal fallimento delle banche?

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Sono davvero poche le persone che sanno che, dal primo gennaio di quest’anno, grazie al Governo Renzi, se le banche fallissero potrebbero rimetterci i risparmi una vita

A cura di Cristina Perciaccante, Potereconomico.com

Ne abbiamo avuto il sentore con il fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti, ma finché succede ad altri abbiamo il pessimo vizio di non preoccuparci mai…

La nuova norma “salva banche”, denominata “bail in” prevede che, in caso di fallimento di un Istituto Bancario, saranno i correntisti a pagare e non più lo Stato.
Cosa significa, in pratica?
Significa che le colpe del management verranno scaricate sui clienti. È un concetto molto pericoloso visti gli sprechi e le operazioni azzardate che molte banche attuano quotidianamente.
Dal primo gennaio di quest’anno, se il management sbaglia, a rimediare viene chiamato il cliente, ovvero chi, in quella banca, ha versato i risparmi di una vita.

Come difendersi? Imparando a prendersi cura dei propri investimenti di persona, sottraendosi a consigli non del tutto disinteressati senza un minimo di informazione, leggendo le clausole e i fogli informativi ed evitando di lasciare sul proprio conto corrente più di 100.000 euro.

Ma quanti lo faranno? Quanti non sottoscriveranno azioni e obbligazioni che verranno loro consigliate dal consulente bancario senza sapere esattamente cosa stanno acquistando? Quanti altri, terrorizzati da investimenti che non comprendono, lasceranno in deposito più del dovuto?

Il crack è a portata di mano e mai come ora dobbiamo dedicare almeno un’ora del nostro tempo a istruirci finanziariamente, altrimenti i prossimi che finiranno rovinati dal fallimento della banca saremo noi.

Potereconomico.com è una società con sede a Milano che ha fatto dell’educazione finanziaria rivolta alle donne il proprio credo e lotta quotidianamente per sconfiggere l’ignoranza economica che porta inesorabilmente le donne a rovinarsi con le proprie mani. Con Donna in Affari pubblica regolarmente “pillole” di finanza personale per debellare la scarsa cultura finanziaria ancora oggi presente in Italia.