Botteghe di mestiere e dell’innovazione: una nuova opportunità per creare lavoro

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Illustrata ad Aosta la seconda edizione del progetto. Si tratta di una iniziativa in grado di favorire l’inserimento di giovani disoccupati stimolando i processi di innovazione e lo sviluppo di reti su base locale. Disponibili risorse per 934 tirocini di durata semestrale

di Eleonora Bérard, giornalista

È stato presentato mercoledì 17 febbraio scorso ad Aosta, nella sala riunioni dell’assessorato regionale alle Attività produttive, Energia e Politiche del lavoro, il nuovo avviso pubblico “Botteghe di mestiere e di innovazione”: si tratta di uno strumento di politica attiva del lavoro rivolto a enti di formazione ed aziende, con l’intento di favorire l’inserimento di giovani disoccupati di età compresa fra i diciotto e i trentacinque anni non compiuti. 

Il progetto, che è stato messo a punto dal Ministero del Lavoro tramite la sua agenzia tecnica Italia Lavoro, è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, per un totale di 5 milioni e 220 mila euro, così suddivisi: 3 milioni e 10 mila euro per le regioni Puglia, Campania, Calabria e Sicilia e 2 milioni e 210 mila euro per il resto d’Italia. In totale sono disponibili risorse per l’attivazione di novecentotrentaquattro tirocini, di cui cinquecentotrentanove per le quattro regioni del Sud interessate dal bando, e trecentonovantacinque per tutte le altre regioni.

L’iniziativa “Botteghe di mestiere e di innovazione”, giunta alla seconda edizione, è stata illustrata alla stampa, alle associazioni di categoria e agli enti di formazione interessati dall’Assessore Regionale alle Attività produttive, Energia e Politiche del Lavoro della Valle d’Aosta Raimondo Donzel, insieme a Piero Lucat, coordinatore del Dipartimento Politiche del Lavoro e della Formazione dell’Assessorato, e a Ivana Bordato, tra i responsabili di Italia Lavoro.

Per “Bottega di Mestiere e dell’Innovazione” si intende un raggruppamento di aziende in grado di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni, il ricambio generazionale e la nascita di una nuova imprenditoria, stimolando i processi di innovazione e lo sviluppo di reti su base locale.
Sono due le tipologie di Bottega previste: da un lato vi sono le Botteghe cosiddette “sensoriali”, che riguardano aziende operanti allo stesso stadio di un ciclo produttivo in uno degli otto comparti interessati dall’avviso: Abbigliamento-Moda, Agroalimentare-Enogastronomia-Ristorazione, Legno-Arredo-Casa, Grande Distribuzione Organizzata, Artigianato Artistico, Meccanico, Navale, Stampa.
Vi sono poi le Botteghe denominate “di filiera”, che coinvolgono aziende operanti lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto, nei settori Abbigliamento-Moda, Agroalimentare-Enogastronomia-Ristorazione, Legno-Arredo-Casa.

Alle “Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione” possono partecipare le aziende in possesso degli specifici codici ATECO indicati nell’appendice del Bando, nonché aziende operanti nel campo dell’artigianato digitale: queste ultime possono anche non essere in possesso dei codici ATECO, purché utilizzino tecnologie digitali per la fabbricazione di nuovi prodotti o per lo sviluppo di processi produttivi non convenzionali, come per esempio la modellizzazione e la stampa tridimensionale.
Può partecipare all’avviso un soggetto promotore – ente pubblico o privato abilitato a promuovere tirocini – alla guida di un raggruppamento massimo di dieci imprese (soggetti ospitanti), presso le quali verranno svolti da sette a dieci tirocini di durata semestrale, da effettuarsi entro il 31 marzo 2017. Questi percorsi di inserimento/reinserimento lavorativo dovranno prevedere un impegno del tirocinante non inferiore alle venticinque ore settimanali e potranno aver luogo sia nella regione di residenza del giovane, sia in una regione diversa.
Le aziende ospitanti che abbiano sede o una filiale all’estero, e in particolare nei Paesi dell’Unione Europea e della Svizzera, potranno attivare esperienze di mobilità geografica transnazionale, della durata di uno, due o tre mesi.

Le domande presentate verranno valutate sulla base di vari criteri: la capacità della Bottega di favorire la trasmissione di competenze specialistiche, la capacità di trasferire abilità, la capacità del modello di intervento di generare una ricaduta in termini occupazionali, l’innovazione e la transnazionalità. Verranno presi in considerazione pure altri parametri, fra i quali l’adesione della Bottega ai comparti Abbigliamento-Moda, Agroalimentare-Enogastronomia-Ristorazione e Legno-Arredo Casa. Sono ambiti nei quali è considerevole – e in alcuni casi maggioritaria – la presenza femminile, circostanza questa che potrebbe contribuire a colorare di rosa le Botteghe di Mestiere.

C’è tempo fino alle 12 di martedì 8 marzo prossimo per presentare i progetti.
Tra la prima e la seconda settimana di aprile dovrebbe già essere resa nota la graduatoria provvisoria delle botteghe ammesse e finanziabili e di quelle idonee ma non finanziabili. Ci saranno poi una quindicina di giorni per gli eventuali ricorsi e i necessari adempimenti amministrativi e subito dopo, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, verrà stilata la graduatoria definitiva.
Sarà possibile attivare i tirocini a partire dal mese di luglio. I tirocinanti riceveranno mensilmente una indennità di partecipazione di cinquecento euro per tutto il periodo dell’esperienza lavorativa. Ai soggetti promotori e ai soggetti ospitanti i contributi per l’adesione al progetto saranno invece corrisposti al termine di ciascun percorso: i primi incasseranno cinquecento euro per le attività di gestione del tirocinio, mentre ai secondi spetteranno duecentocinquanta euro al mese per le attività di tutoraggio svolte nei confronti di ciascun giovane.

Per maggiori informazioni si può consultare la sezione lavoro del sito www.regione.vda.it oppure scrivere a infobotteghe@italialavoro.it.