Le imprese femminili in Umbria

intervista

 

In Italia la palma d’oro per il tasso di femminilizzazione delle imprese è saldamente in mano a questa regione per quanto riguarda le imprese femminili giovanili

di Camilla Orsini, giornalista

Quando si parla di imprenditoria femminile giovanile, l’Umbria in tutta Italia è in pole position con un tasso di femminilizzazione delle imprese under 35 pari al 32,09%, seguita solo dall’Abruzzo (30,41%) e dalla Basilicata (30,03%). La parità di genere sembrerebbe essere dunque un traguardo raggiungibile, almeno secondo i dati trasmessi lo scorso 30 settembre 2015 dall’ “Osservatorio per l’imprenditoria femminile” di UnionCamere e InfoCamere.

Questa la situazione del territorio: in totale, in Umbria le imprese sono 95.422 di cui 23.684 sono femminili (tasso del 25%). Quelle giovanili sono invece 8.549, con 2.743 imprese avviate da giovani donne. Ne emerge che, oggigiorno, quasi 1 impresa giovanile su 3 è a trazione femminile; ma qual è il motivo che spinge le giovani donne ad aprire una propria impresa? E inoltre: quali sono i settori principali in cui la presenza femminile è predominante, e quelli dove le giovani donne invece faticano ad inserirsi e dove la competizione maschile è più forte? A rispondere a queste domande è Silvia Tamburini, presidente del “Comitato per la promozione dell’Imprenditorialità Femminile” costituito presso la Camera di commercio di Terni. Ricordiamo che obiettivo dei CIF è lo sviluppo e la promozione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria, realizzati tramite specifiche attività di formazione come corsi, laboratori, open-day, e tramite assistenza manageriale mirata.

Tra i motivi che spingono le giovani donne under 35 ad aprire la propria impresa c’è sicuramente una grandissima passione per il settore di competenza, unita, la maggior parte delle volte, ad un’esigenza più concreta di ritagliarsi il proprio spazio in un mercato lavorativo sempre più ristretto. In questo le donne hanno una marcia in più, una sorta di sesto senso, “perché sono capaci di reinventarsi e di adattarsi ad ogni genere di situazione” spiega la presidente del Comitato per la promozione dell’Imprenditoria Femminile. “Il dato è sicuramente positivo ed è indice di una situazione in ripresa dal momento che nel nostro territorio rispetto agli anni passati sono aumentate le imprese rosa. Ma comunque si potrebbe fare di più, il tasso di occupazione femminile resta purtroppo basso”.

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In Umbria la maggior parte delle giovani donne punta sui settori della sanità, dell’assistenza (in Italia, il tasso di femminilizzazione è del 57%), dell’istruzione e dell’attività dei servizi di alloggio e ristorazione. Si tratta di un gruppo che possiamo chiamare “tradizionalista”, ben consolidato in tutta Italia e che, solo per le attività di dei servizi di alloggio e di ristorazione, conta oltre 20mila giovani imprese femminili con un tasso di femminilizzazione del 34%.

Dai dati emerge, inoltre, un altro fatto interessante: il numero di donne “innovatrici” che decide di mettersi in gioco è in crescita, ed è arrivato al 28% del totale delle imprese giovanili femminili italiane. Sono loro a contendersi il terreno in settori con una presenza maschile solitamente predominante quali le attività finanziarie, assicurative, immobiliari e nel settore sportivo.
Nella graduatoria dei settori principalmente occupati dalle imprese femminili giovanili, gli ultimi posti sono in quelli delle costruzioni (in Italia le imprese giovanili femminili sono 7.799 su un totale di 92.482, con un tasso di femminilizzazione dell’8%); del trasporto (con un tasso del 19%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (con un tasso del 20%).