Pensioni di reversibilità, ecco cosa cambia

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La misura contenuta nel DdL di contrasto alla povertà infiamma gli animi di sindacati e forze politiche

Scoppia la polemica sul Disegno di Legge delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.

Il testo del provvedimento, appena arrivato in commissione Lavoro alla Camera, prevede il riordino di diverse prestazioni sociali tra cui le pensioni di reversibilità, ovvero quelle erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l’assegno.

Nel testo del Disegno di Legge delega si evidenzia che nel 2015 i beneficiari di tale prestazione sono stati 3.052.482, per una spesa totale di 24.152.946.974 euro.

Secondo l’ipotesi del governo, si punta a riordinare le prestazioni legate al reddito attraverso un criterio di “razionalizzazione”, che dovrà superare le “differenze categoriali” introducendo “principi di universalismo selettivo nell’accesso, secondo criteri unificati di valutazione della condizione economica”. 

È probabile quindi che si usi la componente reddituale dell’Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale. È proprio quest’ultimo punto ad infiammare gli animi: il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, accusa il governo di voler “fregare migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove, rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo”.

La replica di Palazzo Chigi non si fa attendere: “se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del Governo dà, non toglie”.

A sorpresa, però, lo stesso presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio, Cesare Damiano, esponente della minoranza Dem, prende le distanze da tale misura: “per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell’ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del governo Monti. La previdenza non può essere considerata la mucca da mungere”.

La revisione delle pensioni di reversibilità “è una questione molto delicata che bisogna affrontare con il confronto con il sindacato e le altre associazioni per non fare strafalcioni”, precisa la leader della Cisl, Annamaria Furlan.

A spingere per una modifica al provvedimento anche la Spi Cgil: “dopo la nostra denuncia sulle pensioni di reversibilità si è acceso il dibattito politico. Ora poche chiacchiere, quel disegno di legge va modificato”, chiosa il segretario generale Ivan Pedretti.

Nel testo del Disegno di Legge delega – che alleghiamo all’articolo – è esplicitato che le nuove regole varranno solo per le prestazioni richieste dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi mentre gli assegni in essere non saranno toccati. Ma si sa, gli interventi di natura previdenziale sono da sempre un banco di prova per l’esecutivo.

pdf Scarica il Disegno di Legge!

(D.C.)