Statuto del lavoro autonomo, nuove tutele per le partite Iva

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Dalla maternità all’accesso ai fondi Ue, tutte le misure del disegno di legge approvato in Cdm

Corsi di formazione e aggiornamento professionale interamente deducibili, maggiori tutele in caso di maternità o malattie, congedi parentali più lunghi e possibilità di accesso ai fondi europei come per i piccoli imprenditori. Buone notizie per i lavoratori autonomi: il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto Statuto del lavoro autonomo, regole ad hoc per i liberi professionisti.

Nel dettaglio, diventa “abusivo” il rifiuto a stipulare contratti per iscritto. L’obiettivo principale è quello di evitare che il datore di lavoro modifichi unilateralmente le condizioni del contratto o lo receda “senza congruo preavviso”.
Prevista poi la deducibilità al 100% delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro, fino a un massimo di 5 mila euro.
“Ai fini dell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei”, gli autonomi sono “equiparati alle piccole e medie imprese”.

Nuova parola d’ordine: flessibilità. La prestazione lavorativa potrà essere svolta “in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, ed entro i limiti della durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale” previsti dalla legge e dal contratto collettivo. Il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo di chi lavora stabilmente all’interno dell’azienda. Stessa cosa per i premi produttività.

Il Disegno di Legge varato dall’esecutivo la scorsa settimana sarà ora incardinato nell’iter parlamentare. Intanto le reazioni non si sono fatte attendere. In una nota congiunta Acta, Alta partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni esprimono soddisfazione per le misure varate dal governo a favore delle partite Iva e dei professionisti: è una “battaglia vinta per 2 milioni di lavoratori che attendevano da tempo una norma che mettesse la parola fine alle disparità nel mercato del lavoro”, un vero e proprio “atto di equità che riconosce il valore e la dignità del lavoro autonomo e professionale”.

(D.C.)