Inserimento lavorativo degli atleti al termine dell’attività sportiva

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La nuova stagione. Presentato a Roma il nuovo progetto Coni in collaborazione con il Ministero del Lavoro

di Antonella Latilla, giornalista

Cosa succede quando uno sportivo termina l’attività agonistica? Se immaginate una vita fatta di lussi e agi, sbagliate di grosso. La maggior parte degli atleti è lontana dal guadagnare le cifre astronomiche che spesso si sentono in tv e, tra i trenta e i quarant’anni, rischia di trovarsi letteralmente con le mani in mano, senza alcun tipo di occupazione. Per questo, grazie alla collaborazione tra il CONI e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è nato il progetto La nuova stagione-Inserimento lavorativo degli atleti al termine dell’attività sportiva, con l’intento di aiutare tutti gli sportivi a ricominciare una seconda vita, con un’occupazione del tutto nuova.

Il protocollo è stato presentato presso il Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa Giulio Onesti di Roma dal presidente del CONI Giovanni Malagò e dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, i quali si sono dichiarati entusiasti di questa partnership.

Durante la conferenza con i giornalisti, Malagò ha sottolineato quanto sia fondamentale per gli sportivi potersi reinventare, prendendo ad esempio il grande Pietro Mennea, il corridore che, ad attività agonistica finita, riuscì a percorrere nuove strade grazie a quattro lauree, diventando avvocato e commercialista, scrivendo numerosi saggi e occupandosi pure di politica.

 

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“Lo sport dà tanto ma richiede altrettanto” ha dichiarato il Ministro Poletti, da sempre grande sportivo, tanto da aggiungere che “lo sport arricchisce una persona e un atleta, a fine carriera, può dare molto più di quello che si pensa”. Ed è per questo che nel progetto La nuova stagione si valorizzeranno le competenze acquisite dagli atleti nel corso della loro esperienza in ambito sportivo, coniugandole con le nuove opportunità offerte dal mondo del lavoro.

 

Non sono mancate nel corso della conferenza stampa del progetto le testimonianze dirette, in particolare quelle di Alessandra Sensini e Andrea Lucchetta.

“Verso i trent’anni ho cominciato a pensare al mio futuro, ho fatto diverse esperienze, che mi hanno arricchito. Oggi sono direttrice della squadra giovanile di vela e membro del Coni, impieghi che mi piacciono, che mi danno tanta energia e soddisfazione” ha raccontato la celebre velista, esortando dunque tutti i colleghi a cogliere le occasioni che questo nuovo progetto offre.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex campione di pallavolo Andrea Lucchetta, oggi produttore di cartoni animati: “Invito tutti gli atleti a fine carriera a cogliere questa grandiosa opportunità, non solo per se stessi, ma anche perché un giorno sarete voi a veicolare i giovani e il mondo futuro”.

 

Il Coni, sotto la guida di Malagò, avrà il compito di gestire il progetto, organizzando percorsi di formazione specialistica mirata all’inserimento lavorativo e individuando, in collaborazione con i servizi competenti del lavoro, le imprese e gli enti presso i quali gli atleti selezionati svolgeranno un tirocinio formativo.

In particolare, saranno attivati percorsi formativi rivolti al management di impianti sportivi, benessere e salute sportiva, marketing e comunicazione sportiva, turismo sportivo. Altri percorsi saranno invece specificamente rivolti a favorire l’auto impiego e l’auto imprenditorialità dei beneficiari nel settore dello sport.

Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, invece, monitorerà l’andamento del progetto – che per ora parte in via sperimentale e durerà tre anni – verificandone la coerenza con gli obiettivi prefissati.

Quali atleti potranno usufruire di questo progetto sportivo? Tutte quelle persone che, arrivate a fine carriera, sono al di fuori del mondo del lavoro e intendono intraprendere un percorso di formazione e inserimento lavorativo.

Va infine sottolineato che l’accesso a questo progetto non è vincolato da requisiti anagrafici.