La prossima sfida del Paese è la riforma del lavoro autonomo

CONSULENTI

Il Comitato Unitario delle Professioni in audizione al Senato per presentare le proposte di modifica al disegno di legge riguardante la tutela del lavoro autonomo. La nota del Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro

La prossima sfida per il Paese è rappresentata dalla riforma del lavoro autonomo. Ne è convinta Marina Calderone che oggi, in audizione presso la XI Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato, ha presentato numerose proposte di modifica al disegno di legge riguardante la tutela del lavoro autonomo. Nel suo intervento parlamentare, la Presidente del Comitato Unitario Professioni (CUP), nonché Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, ha fatto notare come il provvedimento costituisca “un’importante opportunità per potenziare quel segmento del lavoro intellettuale che contribuisce, in maniera consistente, alla ricchezza dell’Italia e al suo slancio verso una maggiore competitività”. Il CUP suggerisce, infatti, di implementare e migliorare il Jobs Act degli autonomi soprattutto nella parte relativa alle politiche attive degli iscritti agli Ordini professionali. Si tratta di 2.300.000 soggetti che alimentano un indotto occupazionale per 4 milioni di persone e che, per questo, necessitano di una serie di interventi per essere più competitivi a beneficio della concorrenza e della ripresa del Paese. “Questo disegno di legge rappresenta un tassello molto importante del processo di ammodernamento del Paese” – ha dichiarato Marina Calderone. “L’obiettivo deve essere quello di dare al lavoro autonomo e al lavoro dipendente pari dignità, – ha continuato – ma per fare questo c’è bisogno di sostenere maggiormente il lavoro autonomo, perché è da questo che nasce nuovo lavoro”.
Nel documento, presentato in audizione, il CUP chiede innanzitutto che le Casse previdenziali e assistenziali dei professionisti siano autorizzate ad introdurre un sistema di welfare che garantisca e agevoli l’ingresso dei giovani nel mondo professionale, ma anche la necessaria assistenzialità nei passaggi generazionali e nelle situazioni di criticità. “Le Casse vivono sulla redditualità degli iscritti che devono, quindi, essere aiutati anche in situazioni di palese difficoltà”, ha ribadito la Presidente Calderone. “Gli interventi proposti – ha continuato – riguardano azioni rivolte al sostegno della genitorialità e del reddito, alla cura ed assistenza di familiari con handicap gravi e al supporto degli
strumenti tecnologici necessari per l’espletamento dell’attività di studio”. In particolare, si chiede di estendere in maniera chiara ed inequivocabile l’indennità di malattia ed i congedi parentali anche ai liberi professionisti ordinistici e non solo agli iscritti alla gestione separata Inps; di favorire le pari opportunità all’interno delle categorie professionali e di superare il divario di genere anche in termini pensionistici. Viene chiesto, poi, di incentivare e premiare, attraverso una politica di agevolazione fiscali, l’aggregazione fra professionisti anche con competenze diverse, per offrire alla collettività servizi multidisciplinari e più competitivi così come un maggiore sostegno al credito e ai mancati incassi di studio; l’abolizione degli studi di settore, perché riferiti ai professionisti per cui vige il regime di cassa; e la sospensione degli obblighi contributivi e fiscali nei periodi feriali. Infine, il Comitato  Unitario delle Professioni si è espresso anche sul disegno di legge sul lavoro agile, sottolineando l’utilità dell’accordo individuale che regoli la disciplina in deroga alla legge e ai contratti collettivi nazionali.
“Noi cerchiamo di fare il possibile per rendere il mercato del lavoro più semplice ed inclusivo. Se ci sono delle buone norme è più facile avere buona occupazione ed iniziative imprenditoriali che includano nuova forza lavoro”, ha concluso la Presidente Calderone

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