Nasce il Sistema pubblico di identità digitale

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Per dialogare in digitale tra cittadini utenti e Pubblica Amministrazione in tutta sicurezza ora c’è SPID, il PIN unico collegato al singolo cittadino ed utilizzabile per tutto, compreso il pagamento delle tasse. Dal 15 marzo Toscana ed Emilia Romagna saranno le prime due regioni ad attivarsi. Presentato l’8 marzo

Ha scelto la giornata internazionale della donna, la Ministra Madia, per presentare quella che ha definito “una nuova grande infrastruttura immateriale”. Il Sistema pubblico di identità digitale permetterà ai cittadini e alle imprese di accedere ai servizi online delle PA con una sola identità digitale valida per tutti gli uffici pubblici.

Si tratta di un sistema tra i più avanzati al mondo – spiega il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione – in grado di garantire la massima sicurezza agli utenti ed alle amministrazioni pubbliche utilizzabile da ciascuno con estrema semplicità dal proprio personal computer o dal proprio smartphone o tablet.

Grazie a SPID le PA consentiranno l’accesso in rete ai propri servizi. La possibilità di accesso con carta d’identità elettronica e carta nazionale dei servizi resta comunque consentito indipendentemente dalle modalità predisposte dalle singole amministrazioni.
Il sistema SPID è costituito come “insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese per conto delle pubbliche amministrazioni”.

Martedì 8 marzo, a Palazzo Vidoni a Roma, è stato presentato il nuovo sistema attraverso cui dunque si potrà accedere ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni.
All’incontro hanno partecipato, oltre alla Ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia, il direttore generale di AgID Antonio Samaritani, i responsabili delle amministrazioni centrali e locali che per prime consentiranno l’accesso ai propri servizi tramite SPID e i primi gestori di identità digitale accreditati.

“Oggi parte una nuova grande infrastruttura immateriale dell’Italia” ha precisato la Ministra Madia, “un percorso che implica grandi cambiamenti perché ogni cittadino potrà richiedere un’identità digitale con oltre 300 servizi online delle pubbliche amministrazioni. Il nostro obiettivo è Italia login: un pin unico che dovrà diventare per tutti quello che è adesso il codice fiscale e che consentirà di lasciarci alle spalle la doppia F, ovvero file e faldoni. SPID ci consente infatti di usare l’innovazione legandola non alla parola obblighi bensì alla parola diritti”.

Entro i prossimi due anni di sperimentazione attiva, a tutti i cittadini verrà consentito di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione.
“Al cittadino ciò che interessa è la semplicità delle risposte della Repubblica nel suo insieme” ha proseguito la Ministra. “Per questo presentiamo una strategia complessiva, che definirei la maturità della Repubblica. In questi anni infatti il male della pubblica amministrazione è stato dovuto al fatto che amministrazioni centrali, regioni e enti locali si sono comportati come isole e non come parti di un solo corpo. In realtà a un cittadino non importa molto se una risposta non arriva per colpa del comune, della Regione o dello Stato. Il fatto che siamo qui tutti insieme a presentare SPID dimostra che siamo tutti parte di un’unica amministrazione della Repubblica. Quello che parte oggi” ha concluso Madia durante la presentazione “è un percorso che come tale richiederà aggiustamenti e miglioramenti per far crescere la domanda di digitale tra gli italiani e per aumentare l’offerta di servizi, agganciando anche i servizi non solo della pubblica amministrazione ma anche del settore privato”.

Per quanto concerne la sicurezza dei dati, il precedente confronto tra Agid (Agenzia per l’Italia digitale) e il Garante per la protezione dei dati personali ha permesso di giungere ad una definizione condivisa delle caratteristiche e delle modalità di adozione del Sistema pubblico di identità digitale.
D’altro canto SPID rappresenta uno dei pilastri della “cittadinanza digitale” prevista dal primo articolo della Legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione, quale diritto riconosciuto a cittadini ed imprese ad accedere ai servizi pubblici in modalità digitale.

Nelle scorse settimane la ministra Madia aveva inviato una lettera ai sindaci di tutti i Comuni italiani e delle Città metropolitane, ai presidenti delle Regioni ed ai colleghi ministri, con l’obiettivo di sensibilizzare le amministrazioni ad adeguarsi a questa importante innovazione.
Finora le prime a recepire il messaggio ed attivarsi sono la Regione Toscana e la Regione Emilia Romagna, che proprio lo stesso 8 marzo hanno partecipato all’incontro di presentazione del Sistema. Altre 4 regioni le seguiranno quasi immediatamente.

Toscana ed Emilia Romagna “apripista” per SPID con altre 4 Regioni

Con SPID si userà un unico username e password per entrare in tutti gli uffici della PA. Addio – almeno nelle intenzioni – a scartoffie e faldoni, code agli sportelli ma anche alle decine di username e password diversi per ogni servizio. E per Toscana ed Emilia Romagna il Sistema sarà già completamente operativo già dal 15 marzo.
“La Toscana” ha spiegato l’assessore ai sistemi informativi Vittorio Bugli “da tempo è al lavoro per l’identificazione e l’accesso ai servizi on line con credenziali uniche. L’abbiamo fatto con la carta sanitaria, che oramai dovrà servire solo per pochissimi servizi ad altissimo livello di privacy”. Ora arriva SPID che sarà, appunto, un unico username e una unica password con tre diversi livelli di sicurezza a seconda dei servizi.

Così dal 15 marzo in Toscana, dove tutti hanno la carta sanitaria, basterà attivarla (od averla già attivata) e il passaggio a SPID sarà semplicissimo: basterà andare su www.open.toscana.it e cliccare sul bottone corrispondente a uno dei soggetti autorizzati al rilascio della nuove credenziali, ovvero InfoCert, Poste o Telecom. I toscani già registrati quindi lo potranno fare comodamente on line, senza neanche recarsi fisicamente ad uno degli sportelli dei suddetti soggetti.
E la Regione, grazie al portale Open Toscana aperto due anni fa, aiuterà anche i Comuni nell’adeguamento dei propri servizi e nel passaggio a SPID perché –prosegue l’assessore – se vogliamo che la rivoluzione digitale investa davvero i cittadini e le imprese della Toscana, tutti i Comuni, anche quelli più piccoli, devono fare quel salto”.

Poiché SPID è un codice che permette ai cittadini di identificarsi e di accedere in sicurezza a tutti i servizi della pubblica amministrazione, anche quelli che richiedono dati estremamente personali, permetterà di prenotare le analisi presso la Asl e scaricare i risultati sul computer di casa o sul telefonino, pagare le tasse, presentare la dichiarazione dei redditi o ricevere i rimborsi dell’agenzia delle entrate, iscriversi a un concorso pubblico, ottenere un certificato, consultare il proprio Cud, richiedere gli assegni familiari o far domanda per il riscatto della laurea in vista della pensione. E’ sicuro. E non varrà, in prospettiva, solo per gli uffici pubblici. Il sistema consentirà infatti di accedere anche a servizi di aziende private, se adotteranno questo passpartout digitale.

(D.M.)