Milano: al via campagna su doppia preferenza di genere

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Le associazioni Articolo 51 Democrazia Paritaria e Donne in Quota scendono in campo a supporto delle candidate di sesso femminile alle prossime elezioni amministrative

‘Se devo scegliere, scelgo donna’. È questo lo slogan della campagna promossa dalle associazioni Articolo 51 Democrazia Paritaria e Donne in Quota per informare i cittadini sulla normativa della doppia preferenza di genere e supportare le candidate donne alle prossime elezioni amministrative, a partire da Milano.

La legge n. 215 del 2012 ha promosso il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali, cercando di rafforzare la presenza femminile e al tempo stesso garantire la parità di genere. In particolare, nei Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti, la legge introduce una duplice misura: la quota di lista, che prevede che nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore a due terzi; e la doppia preferenza di genere, secondo cui se l’elettore esprime due preferenze, i candidati scelti devono essere necessariamente di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

“Le donne possono fare ciò che fanno gli uomini e anzi, farlo meglio. Per questo è importante promuovere l’aumento della loro presenza in politica”, affermano con forza le due associazioni promotrici.
Nell’anno in cui ricorre il 70esimo anniversario del primo voto per le donne come elettorato attivo nelle grandi città e in tutti i Comuni d’Italia si voterà con la doppia preferenza di genere. E a parità di voti, se il nome femminile verrà indicato prima di quello del collega uomo, le donne avranno la priorità.

A disposizione delle candidate, le associazioni garantiranno spazi fisici e virtuali per poter illustrare proposte e programmi, corner per l’autopromozione nei gazebo e lezioni per apprendere come presentarsi al meglio e farsi votare. “L’obbligo di esprimere una sola preferenza è stato superato dal 2012” osserva Angela Ronchini, presidente di Articolo 51 “ma la maggioranza dei cittadini non ne è al corrente e la volontà dei partiti è piuttosto scarsa”. Mentre l’indicazione della doppia preferenza di genere “permetterebbe a molte più donne di essere elette, superando la soglia del 30% che, secondo analisti e politologi, è lo sbarramento al di sotto del quale le donne non riescono ad esercitare effettivamente un ruolo determinante in politica”.

(dar)