Osservatorio sul lavoro accessorio: aggiornamento sui voucher

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L’Inps ha fatto il punto della situazione sulla vendita dei voucher lavoro, la nuova modalità di pagamento “all inclusive” per le prestazioni occasionali

Quando un datore ha bisogno di un lavoratore occasionale che effettui una prestazione, senza perdere tempo a segnarlo presso le varie istituzioni può semplicemente recarsi, ad esempio, da un tabaccaio e acquistare un voucher che comprende tutto, dai contributi pensionistici all’assicurazione. I voucher hanno un importo nominale di 10 euro e, dopo una sperimentazione durata dall’agosto 2008 (in occasione della vendemmia) al dicembre 2011, sono ormai diventati di uso quotidiano soprattutto nel Nord Italia.

Secondo i dati divulgati dall’Osservatorio infatti solo nel corso del 2015 ne sono stati venduti ben 115,1 milioni, con un incremento del 66% rispetto all’anno precedente, con il coinvolgimento di 1.380.030 lavoratori che hanno riscosso in media 64 voucher ciascuno.

 

Come dicevamo, è stato il Nord Italia ad utilizzarli maggiormente, in particolare il Nord-Est che, con 104,3 milioni di voucher venduti, incide per il 37,6%, mentre il Nord-ovest, con 81 milioni di voucher venduti, incide per il 29,2%.

La regione in cima alla lista degli utilizzatori è la Lombardia, con 47,5 milioni di voucher; seguono il Veneto, con 38,4 milioni, e l’Emilia-Romagna, con 34,2 milioni.

Il lavoro accessorio è “una prestazione lavorativa di natura accessoria e occasionale, attualmente definita da un limite economico sul compenso del lavoratore, che nell’anno solare non può superare un determinato tetto, e dalla forma di corresponsione dello stesso, tramite voucher”. 

I voucher cartacei distribuiti presso le Sedi INPS possono essere ritirati dal committente, su tutto il territorio nazionale, esibendo la ricevuta di avvenuto pagamento dell’importo. La modalità di distribuzione dei voucher tramite procedura telematica è accessibile dal sito istituzionale www.inps.it.

L’acquisto dei voucher presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati (tabaccai) è quello che va per la maggiore e può essere effettuato dal committente fino a un importo massimo giornaliero di 2.000 euro, mentre presso gli sportelli bancari abilitati può essere effettuato fino a un importo massimo in una sola operazione di 5.000 euro.

L’ultima novità in quanto a distribuzione e vendita di voucher è quella degli uffici postali, dove il limite giornaliero di acquisto è di 5.000 euro. 

 

Cosa comprende il Voucher? il buono lavoro dell’importo nominale di 10 euro, comprende la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell’Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è dunque di 7,50 euro. Ma ha tutti i “versamenti” effettuati regolarmente.

 

Le norme sull’utilizzo dei buoni lavoro sono state indicate negli articoli 70-73 del decreto legislativo n. 276 del 2003, nella legge n. 92 del 2012 di riforma del mercato del lavoro, nella legge n. 99 del 9 agosto 2013 e, infine, nel decreto legislativo n. 81 del 2015 (Riordino dei contratti di lavoro del Jobs Act).

Da quando si è partiti con la sperimentazione per le vendemmie del 2008, il sistema dei buoni lavoro è andato progressivamente ampliandosi sotto diversi profili, tra cui la modalità di distribuzione dei voucher, inizialmente acquistabili presso le sedi INPS ovvero tramite la procedura telematica, e successivamente ampliatasi grazie alle convenzioni stipulate con l’associazione dei tabaccai prima e con le Banche Popolari poi, e da ultimo con la possibilità di acquistare voucher direttamente presso tutti gli uffici postali.

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Come spiega il coordinamento generale statistico attuariale dell’Inps, la tipologia di attività per la quale è stato complessivamente acquistato il maggior numero di voucher è il Commercio (17,5%).

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Consistente anche la voce “altre attività” (34,1%) che include “altri settori produttivi”, “attività specifiche d’impresa”, “maneggi e scuderie”, “consegna porta a porta”, altre attività residuali o non codificate. Il motivo di questa consistenza numerica sta nel fatto che in principio i voucher venivano circoscritti ad alcuni ambiti, ma ora, a seguito della riforma del 2012, si possono utilizzare di fatto per qualsiasi tipologia di attività, quindi anche in quelle non codificate alla nascita dei buoni lavoro.

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Il numero di lavoratori che vengono pagati tramite voucher è cresciuto costantemente negli anni; secondo i calcoli, il compenso annuale netto che ogni lavoratore riscuote in media è ad di sotto di 500 euro l’anno, senza differenze significative fra uomini e donne.

Alleghiamo due manuali dell’Inps con varie informazioni al riguardo: uno è relativo ai voucher distribuiti dai tabaccai e dalle banche e l’altro a quelli distribuiti dalle poste.

 

pdf Scarica il Manuale – Poste

pdf Scarica il Manuale – Tabaccai e banche

(D.M.)