Amministrative 2016: tutte le donne scese in campo

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Si vota per il sindaco in 1.371 comuni italiani. Tra nuove alleanze e cambi di partito dell’ultima ora, ecco le candidate per la poltrona di primo cittadino: almeno una in ogni capoluogo di provincia

di Daria Contrada, giornalista

Tutto pronto per le prossime elezioni amministrative, che il 5 giugno coinvolgeranno 1.371 comuni italiani, di cui 26 capoluogo di provincia. Candidati sindaco, liste, alleanze e molte incognite. Siamo nel vivo della campagna elettorale e i nodi da sciogliere all’apparenza sono almeno due: Lega Nord e Forza Italia troveranno un accordo? Ai ballottaggi la nuova Sinistra italiana appoggerà il Pd o farà convergere i suoi voti sul Movimento 5 Stelle?

Tralasciando gli intrighi politici, i continui cambi di posizione di Silvio Berlusconi o i battibecchi tra Pd e M5S, la vera domanda è un’altra e riguarda le candidate femminili. Ce ne sono? La legge parla chiaro: il nuovo sistema elettorale – introdotto dal governo Monti con la Legge 215 del 2012 – prevede la possibilità di esprimere una o due preferenze e, in questo secondo caso, l’obbligo che i due nomi indicati sulla scheda elettorale siano di un uomo e di una donna. Dunque il dettato costituzionale non lascia dubbi a riguardo e, nonostante l’inadeguatezza delle politiche attive nel nostro Paese, i pregiudizi e i luoghi comuni, le aspiranti candidate per la poltrona di primo cittadino sono almeno una in ogni capoluogo di provincia.

 

Milano

A Milano troviamo Maria Teresa Baldini, toscana, classe ’61, mamma orgogliosa di Federico Leo, pilota Ferrari di 24 anni. Baldini, medico chirurgo specialista ed ex campionessa europea di basket, ha lasciato la lista Maroni lo scorso anno per confluire nel gruppo Misto e fondare poi un proprio sottogruppo. La candidatura a sindaco è risultata regolare, bocciata invece la sua lista Fuxia People, ricusata perché avrebbe usato un modulo di dichiarazione di accettazione «antiquato», privo dei riferimenti normativi alla cosiddetta legge Severino del 2012.

Le candidate per la poltrona nel capoluogo lombardo in principio erano due, per il Movimento Cinque Stelle era scesa in campo Patrizia Bedori, milanese doc, classe ’63, diplomata in Comunicazioni visive, che abbandona il ruolo di direttore commerciale nel settore degli arredamenti per dedicarsi a mamma a tempo pieno. Bedori si è sentita costretta a fare un passo indietro e ha scelto la sua pagina Facebook per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “mi avete definito brutta e obesa, mi avete chiamato casalinga e disoccupata per offendermi”. Insomma, non ha retto ai pesanti attacchi a cui è stata sottoposta.

 

Roma 

Stesso livello di offese ma tempra ben diversa per Giorgia Meloni. La sua è la candidatura che più ha fatto chiacchierare: scesa in campo a sorpresa, dopo l’invito ben poco cavalleresco di Guido Bertolaso a fare un passo indietro perché in dolce attesa e dunque a suo dire “non in grado” di portare avanti una campagna elettorale con il pancione, Meloni ha subito ricevuto il sostegno di alcune colleghe parlamentari, da Deborah Serracchiani (Pd), che ha chiosato con forza “si può essere mamma e fare politica” al ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin (Ncd), che ha twittato “questo non è un Paese per donne, chi vi disprezza non vi merita”. La leader di Fratelli d’Italia, romana, classe ’77, giornalista professionista, è la più giovane donna a ricoprire la carica di vicepresidente della Camera (dal 2006 al 2008), e a diventare ministro della Gioventù, a soli 31 anni.

Meloni dovrà vedersela con un’avversaria che al momento è in testa in tutti i sondaggi. Si tratta della grillina Virginia Raggi, avvocato 37enne, classe ’78, anche lei di Roma. Una mamma molto attiva sui social network della cui vita privata si sa ben poco: laureata in Giurisprudenza, da oltre 6 anni lavora in uno Studio Legale Associato. Fa parte del Movimento Cinque Stelle dal 2011, quando a suo dire è entrata a far parte del Movimento “trascinata dall’entusiasmo del marito Andrea Severini”.

 

Napoli

A Napoli, nonostante le polemiche che hanno accompagnato le primarie del Pd, il candidato che ha battuto di misura l’ex sindaco Antonio Bassolino aggiudicandosi il podio è la deputata Valeria Valente, 37 anni, napoletana, laureata in Giurisprudenza. Negli anni è riuscita a coniugare l’attività politica e istituzionale con quella di docente esperta di Pari Opportunità, di avvocato e di mamma.

 

Bologna

Partita non facile nemmeno nella rossa Bologna, dove il centrodestra schiera Lucia Borgonzoni. Attualmente consigliere comunale della Lega Nord nel capoluogo emiliano, responsabile del Movimento giovani padani di Bologna e provincia e coordinatrice nazionale del Gruppo politico femminile dell’Emilia, Borgonzoni è emiliana di nascita, classe ‘76 e una laurea all’Accademia delle Belle Arti.

 

Torino

Niente di scontato nemmeno a Torino, dove a spaventare è la grillina Chiara Appendino. Trentunenne, già consigliera comunale, giovane dirigente d’azienda, esponente della borghesia torinese, figlia di Domenico, manager oggi in pensione che fu braccio destro del presidente di Confindustria Piemonte, la ragazza punta decisamente al ballottaggio e alla conseguente vittoria al secondo turno.

Cagliari

Anche a Cagliari il Movimento Cinque Stelle ha schierato una donna: è Maria Antonietta Martinez, che ha avuto la meglio tra gli utenti iscritti al blog di Beppe Grillo. Consulente informatica, Martinez è titolare di un negozio in centro città, sposata e con tre figli.