Earth Day: ogni minuto perse foreste pari a 50 campi calcio

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Segretario generale Fai-Cisl Sbarra: “Avanti con sviluppo equo e sostenibile”  

Ogni minuto viene perso l’equivalente di 50 campi da calcio di foreste. In occasione della Giornata della Terra, Diego Florian, direttore di FSC Italia, l’organizzazione internazionale non governativa indipendente e senza scopo di lucro nata nel 1993 per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni, utilizza la metafora dei campi di calcio per invitare a non dimenticare “il ruolo fondamentale della gestione responsabile del patrimonio forestale e del contrasto alla deforestazione nella tutela del pianeta”. 

L’Earth Day, la più grande manifestazione ambientale al mondo, che le Nazioni Unite celebrano due giorni dopo l’equinozio di primavera (quest’anno celebrato il 22 aprile), ha assunto ancora maggiore importanza perché nello stesso giorno oltre 160 Stati hanno ratificato l’Accordo sul clima di Parigi. 

La Giornata della Terra rappresenta “un’importante occasione di riflessione, che deve portare ad azioni concrete a difesa della fertilità, della stabilità del suolo, della qualità agroalimentare. E soprattutto deve condurre a iniziative a tutela della dignità del lavoro agricolo, che è una base essenziale sulla quale si regge la dimensione di uno sviluppo equo e sostenibile – afferma Luigi Sbarra, segretario generale della Federazione agro-industriale-ambientale della Cisl. “Come Fai-Cisl sfidiamo le istituzioni  e le altre parti sociali su un patto per il rilancio del lavoro agricolo, industriale e ambientale, per il sostegno ad uno sviluppo sostenibile incentrato sull’abbattimento del divario e della disuguaglianza e per la definizione di nuovi e concreti strumenti di democrazia economica”. 

 

Per il presidente della Cia-Agricoltori italiani, Dino Scanavino, l’agricoltura gioca un ruolo “da protagonista nella lotta ai cambiamenti climatici” ma “non ci accontentiamo di fare proclami ‘green’, da anni ci siamo dati un programma per il raggiungimento di precisi obiettivi: dalla riduzione del consumo di acqua e di fitofarmaci, alle lavorazioni superficiali dei terreni, all’aumento della produzione di biomasse e superfici a biologico”. 

Molto si sta facendo per raggiungere l’autosufficienza energetica in azienda, per esempio promuovendo il riutilizzo degli scarti agroforestali in chiave di energia verde: ogni anno si ricavano 20 milioni di tonnellate di biomasse legnose destinate alla produzione di energia termica o elettrica a impatto zero. Questa scelta ha già fatto risparmiare all’ambiente 24 milioni di tonnellate di CO2, una quantità pari all’anidride carbonica emessa da 4 milioni di automobili a benzina che fanno il giro della Terra. 

(dar)