Lega Ippica Italiana: al via la nuova riforma

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Collegato agricolo e riforma ippica: sostenibilità e principi necessari al rilancio del settore

di Francesca Gaggiotti

Ormai prossimo il passaggio al Senato del “Collegato Agricolo” che, tra l’altro, riformerà il settore ippico italiano, evidenziando i punti chiave necessari per un virtuoso rilancio organizzativo e per una conseguente crescita delle risorse economiche indispensabili affinché il nuovo organismo privatistico che amministrerà il settore possa operare con efficienza per il raggiungimento della sostenibilità economica.Un settore, quello ippico, che necessita di lavorare a favore di tutti gli operatori della Filiera e che, perciò, ha bisogno di un organismo forte, con ampia autonomia gestionale, proprio perché ormai da decenni è privo di un centro di comando e di controllo, del quale si sente la mancanza. 

Se ne è discusso nel convegno dal titolo “Riforma Ippica: sostenibilità e principi necessari al rilancio del settore”, organizzato dalla Lega Ippica e da Sistema Gioco Italia, con la presenza di vari rappresentanti della filiera di settore, da Confagricoltura a Federippodromi, da Imprenditori Ippici Italiani del Trotto e del Galoppo a Scuola Ippica Italiana.

Il quadro illustrato dal Dott. Gerardo Longobardi, Presidente di Lega Ippica Italiana, non è dei più rosei: i dati mostrano infatti il trend negativo accumulato nell’ultimo decennio. Dal 2005 al 2015 il montepremi è sceso del 54%, da 224 milioni a 103, le corse del 48%, i partenti del 55%, i cavalli da corsa nel galoppo del 45% e i cavalli da corsa del trotto del 47%.

Per rilanciare il settore, la Lega Ippica Italiana chiede gli strumenti necessari, a partire da una semplificazione gestionale che la porterebbe a sentirsi pronta ad accogliere questa riforma con tutte le sue componenti, coinvolgendo la filiera senza escludere nessuno.

“La prima condizione fondamentale è che il settore prenda in mano la situazione e reagisca con uno scatto d’orgoglio proprio” ha dichiarato l’On. Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, condividendo preoccupazioni e speranze degli operatori del settore. “Ci vuole un piano industriale e imprenditoriale autonomo del settore, che nasca come modello di ristrutturazione e di organizzazione. Questo è il senso della Lega Ippica, ovvero: garantire l’autonoma gestione istituzionale che comprende l’intera filiera e l’intero settore”.

Massimo Passamonti, Presidente Confindustria Sistema Gioco Italia, ha voluto testimoniare “l’interesse e la volontà dei concessionari di continuare ad accompagnare lo sviluppo delle scommesse ippiche, che sono elementi essenziali per vendere bene un prodotto, come la competitività, ma anche l’integrità, volti verso un programma razionale di intervento dove si può avere la possibilità di vendere più corse e quindi più contenitori anche dal punto di vista televisivo per vedere il prodotto ippico”. Passamonti ha tenuto a precisare che i concessionari di gioco sono vicini a tutti gli operatori ippici della Filiera perchè questo settore, a differenza di altri che di fronte a queste cifre si sarebbero fermati, è riuscito a mantenere una quota di finanziamento pubblico.

Durante il convegno si è teso a precisare anche come l’ippica avrebbe potuto godere del comma 650 della Finanziaria dell’anno scorso, legge che consentiva l’intervento della manutenzione dei giochi e che invece ha consentito ad un prodotto quale il Superenalotto di fare un trend del +40% sottolineando che questo comma avrebbe permesso una modifica che, nel caso specifico della scommessa ippica, sarebbe andata a vantaggio dei giocatori e non a vantaggio della società concessionaria che sarebbe rimasta invariata.

“La complessità esiste, dobbiamo superare un modello non più sostenibile, nè economicamente nè dal punto di vista sociale; ed è per questo” ha concluso Passamonti “che già se si intervenisse con il comma 650 della Legge di Stabilità dell’anno precedente, per quanto riguarda la possibilità di implementare la raccolta attraverso nuovi strumenti, certi traguardi non sarebbero così irraggiungibili”.

Nonostante si parli di una crisi conclamata e confermata dai numeri del piano economico-finanziario del settore, c’è indubbiamente la forte volontà, da parte della Lega Ippica Italiana, di attuare un progetto che realizza il sogno di un’ippica moderna e contemporanea, riconoscendo al tempo stesso la necessità di un portage delle istituzioni, del Governo e del Parlamento.