Maggio: il mese della prevenzione femminile

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Maggio è Il mese della prevenzione al femminile, come aveva dichiarato la Ministra Lorenzin durante la prima giornata nazionale della salute della donna, in cui era stato il varato il “Manifesto per la Salute Femminile”

di Serena Selvarolo

Istituita nel giorno della nascita del premio Nobel Rita Levi Montalcini, lo scorso 22 aprile si è celebrata a Roma, presso l’Aranceria di San Sisto, la Giornata dedicata alla salute della Donna, voluta dal Ministero della Salute, dalla Fondazione Atena Onlus e dal Comitato Atena Donna, attive nel campo della divulgazione dei temi legati alle neuroscienze e alla prevenzione delle malattie della donna, dalla nascita sino alla senescenza. Una giornata che ha dato il via al mese della prevenzione delle malattie femminili, questo maggio, ma anche alle politiche per la salute della donna che si attueranno nei prossimi cinque anni. Il tutto grazie all’elaborazione di un Manifesto per la salute femminile che è stato firmato proprio in occasione della giornata

“Una società moderna, evoluta ed equa è consapevole del ruolo protagonista della donna nel contesto sociale, nel lavoro, nella cultura e nella sua capacità di accoglienza del bisogno”, si legge nell’incipit del manifesto che è “la base su cui costruire le iniziative dei prossimi 5 anni” per la salute della donna “con il contributo di tutte le forze del servizio sanitario nazionale, delle altre istituzioni, degli stakeholders del mondo produttivo, del terzo settore e del rappresentanza del mondo femminile e della società attiva in generale”.

Tutelare la salute dei cittadini con la scienza e approfondire la medicina di genere: sono stati questi gli assunti da cui si è partiti per alimentare una discussione proattiva e propositiva di nuovi suggerimenti e buone pratiche che dovranno essere realizzate per aiutare i decisori a pianificare attività concrete che possano portare effettivi benefici per le donne.

La giornata del 22 aprile ha rappresentato il “la” per le prossime iniziative di questo mese di maggio. È stata organizzata in momenti di ascolto, analisi e relazione che si sono svolti parallelamente. Da un lato, nello spazio esterno – che ha visto una forte partecipazione di donne di tutte le età – è stato allestito il Villaggio della Salute, presidiato da diverse società di medicina specialistica di interesse femminile, nel quale è stato possibile sia ricevere informazioni sia, in alcuni casi, effettuare degli screening, come quello alla tiroide presso lo spazio della Società Italiana Endocrinologia, o l’elettrocardiogramma presso il gazebo della Società Italiana Cardiologia oppure ancora il controllo del seno grazie al supporto dei medici della Lega Italiana per la lotta contro i tumori.
Era presente inoltre uno stand dell’associazione Prochild, dove era possibile imparare le manovre di disostruzione pediatrica.

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Nello spazio interno dell’Aranceria, invece, si è svolto il “Laboratorio gestazionale”: sono stati allestiti dieci tavoli tematici dove dodici professionisti provenienti da associazioni di settore, esperti del Servizio Sanitario Nazionale, del mondo dei media e associazioni di cittadini, si sono interfacciati per sviluppare proposte di azioni mirate a favorire la salute del mondo femminile.
Ogni tavolo ha avuto il compito di produrre, al termine della mattinata di lavoro, un documento di sintesi con almeno cinque proposte operative che avrebbero costituito le cinquanta azioni attuative del manifesto dedicato alla salute della donna.

Le tematiche affrontate sono state le seguenti:
• Sessualità, fertilità e salute materna;
• Violenza, diritto alla salute negato, donne migranti;
• Alimentazione e fasi di vita della donna;
• Prevenzione dei tumori femminili e screening;
• Salute mentale della donna, disturbi del comportamento alimentare e dipendenze;
• Cosmesi, medicina estetica inclusa la protesica;
• Donna, lavoro e salute;
• Medicina di genere e ricerca per le donne;
• Healthy ageing al femminile;
• Comunicazione alle donne, per sé e come “health driver” familiare.

Sono state quindi determinate le direttrici di azione che hanno costituito il “Manifesto della Salute della Donna” che sarà la base su cui costruire le iniziative dei prossimi cinque anni e nel quale si sottolinea che “la condizione della donna vede ancora una situazione di non piena parità di diritti e opportunità e che è quindi necessaria un’azione di sensibilizzazione che interessi tutte le fasi della vita” così come risulta necessaria un’azione di informazione corretta e continua che può rendere le donne consapevoli delle opportunità di prevenzione e di miglioramento per la loro salute. Il manifesto è stato letto dopo la conclusione dei lavori dei tavoli, dall’attrice Claudia Gerini e poi sottoscritto dalla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Di seguito le direttive:

1. Approccio alla salute femminile secondo la medicina di “genere”, per il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili, e attenzione alla ricerca scientifica mirata specificamente alle esigenze e peculiarità delle donne;

2. Strategie di comunicazione per accrescere la consapevolezza delle donne sulle tematiche di salute, per sé e per la sua famiglia;

3. Tutela e promozione della salute sessuale e riproduttiva, anche attraverso la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la tutela della fertilità, favorendo una procreazione responsabile e consapevole e sostenendo la salute materna e neonatale;

4. Disponibilità di un’alimentazione sana e nutriente, sin dal concepimento, per favorire una nascita sana;

5. Disponibilità e accesso a efficienti strumenti per la prevenzione dei tumori femminili, anche attraverso la promozione degli screening di provata efficacia;

6. Tutela della salute mentale della donna e contrasto alle condizioni che favoriscono l’insorgenza di disturbi mentali, soprattutto in alcune epoche della vita femminile, e attenzione per la peculiare relazione della donna adolescente con il suo corpo e per la conseguente prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, delle dipendenze, degli stili di vita scorretti;

7. Prevenzione, individuazione e contrasto della violenza sulle donne, assistenza medica, supporto psicologico e riabilitazione e impegno per il diritto alla salute delle donne vulnerabili ed emarginate, con una speciale attenzione alla condizione sanitaria delle donne migranti;

8. Tutela della salute della donna lavoratrice ed attenzione alle problematiche specifiche nel mondo del lavoro;

9. Sicurezza della cosmesi e della medicina e chirurgia estetiche per una “sana” cura della bellezza;

10. Strategie per favorire l’invecchiamento sano ed attivo dell’universo femminile.

La manifestazione, ha commentato Lorenzin, “è solo l’inizio e il mese di maggio sarà un mese dedicato proprio alla prevenzione al femminile”. Quindi, dalla ministra della Salute due messaggi indirizzati alle donne e agli operatori sanitari: “alle donne dico vogliatevi un po’ più di bene, mentre agli operatori della sanità italiana – ha concluso Lorenzin – dico che non bisogna demordere ma affrontare con passione le difficoltà, che sembrano insormontabili ma non lo sono, perché pezzo per pezzo il nostro Sistema sanitario nazionale può migliorare”.