Donne: via gli stereotipi di genere

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Siglato protocollo d’intesa per promuovere una corretta informazione sulle tematiche femminili  

Stop agli stereotipi di genere, alla spettacolarizzazione o alla mercificazione della donna e del suo corpo nei media per alzare lo share o vendere più copie. L’invito arriva dal nuovo protocollo d’intesa Donne e media nel Lazio, firmato da Comitato Regionale per le comunicazioni (detto più comunemente Co.Re.Com, l’organo funzionale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Regione Lazio, Aeranti Corallo, università e associazioni per promuovere una rappresentazione rispettosa dell’identità femminile nell’ambito dell’informazione e della comunicazione.

“L’idea” spiega il presidente del Co.Re.Com Lazio, Michele Petrucci “è nata dai risultati del Global Media Monitoring Project realizzato dall’Osservatorio di Pavia 8 mesi fa”: il 78% delle notizie diffuse riguardano solo gli uomini, uno sbilanciamento fisso da 10-12 anni, che coinvolge anche il web nonostante gli operatori siano più giovani. Il focus sul Lazio “ha avuto risultati sconfortanti, le donne sono 3-4 punti ancora più in basso e sono citate solo per notizie negative” aggiunge. 

Il protocollo, della durata di due anni, prevede per gli organi firmatari la promozione e la diffusione di modelli “di uguaglianza, pari opportunità e valorizzazione delle differenze di genere” con azioni che vanno dalla “premialità nell’assegnazione di risorse economico-strumentali” a tesi di laurea, adozione di un “linguaggio inclusivo e rispettoso, non sessista e il più possibile sessuato” e anche di “una policy di genere coerente”.

Per l’attuazione e il monitoraggio, nasce un Coordinamento presieduto dal Co.Re.Com. 

“L’iniziativa tocca un punto nevralgico come la comunicazione” osserva l’assessora regionale alle Pari opportunità, Lucia Valente, citando distorsioni dell’immagine delle donna persino nella cronaca di recenti casi di femminicidio. “Dobbiamo impegnarci per un maggiore controllo e partecipazione, innanzitutto educando le nuove generazioni”. 

L’intesa arriva a pochi giorni dai ballottaggi alle elezioni amministrative, che hanno portato una ventata di rosa nei Comuni italiani. Ed ecco pronto il primo invito ad adottare un linguaggio “non sessista, a partire dal declinare al femminile la sindaca Virginia Raggi. Sarebbe questo il segnale di un riconoscimento della differenza come ricchezza e pluralismo culturale – scrive la presidente della commissione Pari opportunità dell’Associazione stampa romana, Arianna Voto –. Appena chiaro il responso delle urne, questa notte le sue prime parole sono state dedicate alle pari opportunità, una consapevolezza del ruolo di cui è investita, anche in questo campo, che ci fa piacere riscontrare e sottolineare”. 

(dar)