Lavorare nel sociale

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L’impegno della Cnesc per il sociale: Bando 2016-2017 per il Servizio Civile con un occhio al futuro

di Annalisa Marcozzi

La Cnesc (Conferenza Nazionale Enti per il servizio civile) ha presentato a Roma, presso la Sala Capranichetta, il proprio contributo di progetti e posti per il volontariato sociale, inseriti nel Bando per il Servizio Civile 2016/2017, pubblicato il 30 Maggio 2016.

Forte dell’unione di più di 20 associazioni, tra cui Arci Servizio Civile, Focsiv, Legacoop, Federazione SCS/CNOS Salesiani per il sociale, Cesc, Acli, Caritas italiana e Avis nazionale, ha messo a disposizione 15.223 posti per l’Italia, su un totale di 35.203 posti a bando, quindi il 43%. Ha anche previsto 627 posti per l’estero raggiungendo i 15.850 posti per l’annualità.
I posti Cnesc sono così suddivisi:
– 10.094 nell’ambito dell’assistenza alle categorie più a rischio di disagio sociale (anziani, minori, giovani ed esclusione giovanile, immigrati e profughi, detenuti, disabili, malati, tossicodipendenti, donne con minori ed in difficoltà),
– 4.645 per educazione e promozione culturale (centri di aggregazione, animazione culturale verso minori, educazione al cibo, educazione informatica, educazione alla Pace, lotta all’evasione scolastica, etc.),
– 627 per l’estero,
– 79 nella Protezione Civile,
– 186 per la salvaguardia dell’ambiente,
– 219 per la valorizzazione del patrimonio artistico culturale.

La distribuzione territoriale dei posti in Italia vede una prevalenza al Sud con 6.376 posti ed una sostanziale equidistribuzione tra Nord e Centro, rispettivamente con 4.738 posti il Nord e 4.109 il Centro.
I posti all’estero sono in prevalenza nelle Americhe, 257 posti, a seguire in Africa 199, Europa 132 posti, Asia 33 e Australia 6.

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Il lavoro che ha permesso alla Cnesc di arrivare ad avere un ruolo di rilievo nell’offerta di opportunità per il servizio civile è frutto di “impegno di singoli e di enti, di investimenti e di persone che rispondono alla chiamata, quando alle spalle c’è un’organizzazione che funziona”. Con queste parole il Presidente della Cnesc, Licio Palazzini, ha aperto la mattinata di presentazione, non limitandosi a sottolineare il successo, ma aprendo alla riflessione su una programmazione più a lungo termine del servizio civile, constatando come il raggiungimento di un andamento positivo debba essere la base di un’operazione di studio del territorio e della popolazione, sia in termini di volontari che di utenti, per migliorare ed ampliare l’offerta. Il tutto senza trascurare il coinvolgimento delle istituzioni, senza il quale la promozione e il sostegno delle iniziative sociali non potrebbe essere efficace.

Nella Riforma del terzo settore, Legge delega che il Premier Renzi ha definito “una sfida per tutto il no profit” , si inserisce l’istituzione del servizio civile universale per tutti i giovani dai 18 ai 28 anni che vorranno accedere a questa possibilità. Proprio per questo – come ha evidenziato Primo di Blasio, vice presidente Cnesc – non si può più pensare al servizio civile nell’ottica dell’emergenza e della richiesta, ma bisogna studiare una programmazione che sia prima di tutto offerta e attui un lungimirante percorso di formazione ed educazione per rendere il volontariato un modo, oltre che di agire, di pensare ad una società più solidale.
La Cnesc ha elaborato un metodo di studio per una programmazione di più lungo periodo, partendo dai dati generali italiani Istat degli anni tra il 2011 ed il 2015, sull’andamento delle attività di volontariato e confrontandoli con le opportunità Cnesc, in relazione a 6 indicatori:
1) partecipazione alle attività,
2) numero di organizzazioni no profit,
3) partecipazione culturale,
4) qualità dell’ambiente,
5) paesaggio e patrimonio culturale,
6) servizi sociali.

Dai risultati di questa analisi è possibile individuare quali siano aree e progetti da potenziare e dove innovare.
Si evince che al Nord la partecipazione generale alle attività di volontariato e culturali è sopra la media italiana, così come il numero di organizzazioni no profit, l’attenzione all’ambiente e al paesaggio e patrimoni e l’attivazione di servizi sociale. In quest’area geografica Cnesc deve lavorare maggiormente sull’offerta di progetti nella tutela della qualità dell’ambiente.
Al Centro l’andamento generale si attesta sulla media per 5 degli indicatori esaminati, superandola decisamente nei servizi sociali e Cnesc ha risposto alle esigenze in modo efficace nella maggior parte degli ambiti, con un’attenzione al miglioramento nella promozione alla partecipazione culturale e nella tutela dell’ambiente.
Al Sud la partecipazione alle attività di volontariato e il peso dei servizi sociali sono nettamente sotto la media italiana, mentre gli altri ambiti ci si accostano senza particolari criticità. Cnesc al Sud ha investito molto in tutti gli ambiti, con un margine di miglioramento nella difesa del paesaggio e del patrimonio.

La domanda che ci si pone osservando il trend passato e l’offerta Cnesc nel Bando 2016-2017, è “per quale ragione alcuni ambiti sembrano poco ‘attenzionati’ nel tempo e poco rappresentati nel bando?”
La risposta è arrivata da Piera Frittelli, direttrice di Arci Servizio Civile, e Sabrina Mancini, Tesoriere di Cnesc e esponente di Legacoop: è necessario un maggior impegno istituzionale e una maggior sensibilizzazione della popolazione. La richiesta di volontariato, sia attivo sia passivo, è maggiore in quelle aree considerate tematiche calde, come l’assistenza e l’educazione, e per questo oggetto di maggiori progetti e maggiori finanziamenti. Ma il resto non è contorno. Per questo istituzioni più presenti che incontrino proposte innovative possono insieme incentivare l’attività di volontariato, in quegli ambiti meno forti numericamente .

In un panorama in cui c’è bisogno di sempre più responsabilità verso persone e servizi, come sottolineato anche da Rossano Salvatore, di Cesc, e sempre più attenzione al territorio, su cui è tornato anche Alberto Scarpitti, di Acli, il dialogo con le istituzioni può essere favorito attraverso una minore dispersione degli enti che si occupano di servizio civile.
Il modello Cnesc, di fatto aggregatrice di soggetti operanti nel volontariato in Italia, può essere una risposta contro questa dispersione, rendendo più facile per le istituzioni individuare chi lavora nel settore e rendendo più efficace l’accesso degli enti alle istituzioni attraverso la condivisione di idee e progetti.

Il servizio Civile in Italia ha vissuto una importante evoluzione negli ultimi anni. Dopo un momento di remissione tra il 2010 e il 2012, testimoniato dall’intervento di un giovane operatore, in cui c’era stata la necessità di una campagna per fa conoscere ai ragazzi l’esistenza di questa opportunità, oggi è in ampio aumento ed il Bando 2016-2017 ne è una manifestazione chiara. La chiave per far persistere la crescita sembra proprio essere una visione programmatica che coinvolga tutti i soggetti interessati.